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Tenofovir disoproxil/Emtricitabina

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Antivirali
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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

L'associazione di tenofovir disoproxil e Emtricitabina è una combinazione di farmaci antiretrovirali appartenenti alla classe degli inibitori nucleos(t)idici della trascrittasi inversa. È utilizzata, in associazione con altri medicinali, per il trattamento dell'infezione da HIV-1 e, in specifiche condizioni, per la profilassi pre-esposizione (PrEP) nelle persone HIV-negative. La combinazione agisce bloccando la replicazione virale, ma richiede particolare attenzione alla funzione renale e alla salute ossea, soprattutto durante trattamenti prolungati.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Tenofovir disoproxil 245 mg e Emtricitabina 200 mg per compressa, equivalenti rispettivamente a circa 300 mg di tenofovir disoproxil fumarato e 200 mg di emtricitabina.
Classe farmacologica Antivirali; inibitori nucleos(t)idici della trascrittasi inversa (NRTI).
Principali specialità Truvada e medicinali equivalenti contenenti tenofovir disoproxil/emtricitabina.
Indicazioni autorizzate in Italia Trattamento dell'infezione da HIV-1 in associazione con altri antiretrovirali; profilassi pre-esposizione dell'HIV-1 in persone HIV-negative selezionate, in combinazione con pratiche di prevenzione.
Meccanismo d'azione Inibizione della trascrittasi inversa e interruzione dell'allungamento del DNA virale.
Forme farmaceutiche Compresse rivestite con film.
Dosaggio Generalmente una compressa da 200 mg/245 mg una volta al giorno, preferibilmente con cibo; la posologia e l'appropriatezza dipendono dall'indicazione e dalla funzione renale.
Emivita Emivita plasmatica terminale di circa 10 ore per tenofovir e circa 10 ore per emtricitabina; i metaboliti intracellulari attivi persistono più a lungo.
Effetti indesiderati comuni Nausea, diarrea, cefalea, vertigini e disturbi gastrointestinali.
Rischi principali Tossicità renale, riduzione della densità minerale ossea, acidosi lattica rara e riacutizzazione dell'epatite B dopo sospensione nei pazienti con coinfezione.
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione e a gestione specialistica; il regime effettivo dipende dalla specifica specialità e dall'indicazione.

SPECIALITÀModifica

TENOFOVIR DISOPROXIL/EMTRICITABINA

  • Truvada
    • Compresse rivestite con film contenenti tenofovir disoproxil fumarato 300 mg, equivalente a 245 mg di tenofovir disoproxil, ed Emtricitabina 200 mg.
  • Emtricitabina/Tenofovir disoproxil Mylan
    • Compresse rivestite con film contenenti emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil 245 mg.
  • Emtricitabina/Tenofovir disoproxil Zentiva
    • Compresse contenenti emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil 245 mg.
  • Emtricitabina/Tenofovir disoproxil Krka
    • Compresse contenenti emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil 245 mg.

La disponibilità commerciale, la denominazione dei medicinali equivalenti e le confezioni autorizzate possono cambiare. Le denominazioni riportate non implicano necessariamente che ogni prodotto sia attualmente commercializzato in Italia.

MECCANISMO D'AZIONEModifica

Tenofovir disoproxilModifica

Il tenofovir disoproxil viene convertito nell'organismo in tenofovir e successivamente fosforilato all'interno delle cellule nella forma attiva tenofovir difosfato. Questo metabolita compete con il substrato naturale della trascrittasi inversa virale e, una volta incorporato nel DNA in formazione, impedisce il proseguimento della catena.

EmtricitabinaModifica

L'emtricitabina viene fosforilata intracellularmente in emtricitabina trifosfato, che compete con la citidina trifosfato durante la sintesi del DNA virale. La sua incorporazione determina l'interruzione dell'allungamento della catena di DNA.

Effetto della combinazioneModifica

I due principi attivi agiscono sullo stesso enzima virale attraverso metaboliti attivi differenti. L'associazione riduce la replicazione dell'HIV, ma non elimina il virus dall'organismo e non costituisce una cura definitiva dell'infezione.

Per il trattamento dell'HIV, la combinazione deve essere impiegata all'interno di un regime antiretrovirale adeguato. Nella PrEP, viene utilizzata prima di una possibile esposizione al virus per ridurre il rischio di acquisizione dell'infezione.

INDICAZIONIModifica

Trattamento dell'infezione da HIV-1Modifica

L'associazione è indicata nel trattamento dell'infezione da HIV-1, in combinazione con altri medicinali antiretrovirali. Non deve essere utilizzata da sola come terapia dell'infezione già instaurata, perché un regime inadeguato può favorire il fallimento virologico e la selezione di virus resistenti.

La scelta del regime deve considerare la storia terapeutica, i risultati dei test di resistenza, la carica virale, la conta dei linfociti CD4, la funzione renale e le eventuali coinfezioni.

Profilassi pre-esposizione (PrEP)Modifica

La combinazione è indicata per la profilassi pre-esposizione dell'HIV-1 in persone HIV-negative con rischio di acquisizione dell'infezione, in associazione a pratiche di prevenzione.

Prima di iniziare la PrEP è indispensabile escludere un'infezione da HIV già presente. Durante l'utilizzo devono essere effettuati controlli periodici per verificare lo stato sierologico, la funzione renale e l'eventuale presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse.

La PrEP non previene altre infezioni sessualmente trasmesse e non sostituisce le altre misure di prevenzione.

Epatite BModifica

I due principi attivi possiedono anche attività contro il virus dell'epatite B (HBV). Tuttavia, la combinazione non deve essere considerata automaticamente un trattamento autonomo appropriato per tutte le persone con epatite B.

Nei pazienti con coinfezione HIV/HBV, la scelta del regime antiretrovirale deve garantire un'attività adeguata contro entrambi i virus. L'interruzione del trattamento può provocare una riacutizzazione dell'epatite B.

CONTROINDICAZIONIModifica

L'associazione è controindicata in caso di ipersensibilità al tenofovir disoproxil, all'emtricitabina o a uno degli eccipienti della formulazione.

Prima di utilizzare il medicinale occorre inoltre valutare attentamente:

  • Insufficienza renale, soprattutto se grave, perché entrambi i principi attivi vengono eliminati prevalentemente attraverso i reni.
  • Presenza di patologie renali o fattori di rischio per danno tubulare.
  • Osteoporosi o altri fattori di rischio per riduzione della densità minerale ossea.
  • Infezione da HBV, in particolare quando si pianifica una sospensione.
  • Possibile infezione da HIV non ancora diagnosticata in chi richiede la PrEP.

Le condizioni sopra indicate non rappresentano tutte controindicazioni assolute: possono richiedere una diversa strategia terapeutica, un monitoraggio più stretto o l'impiego di un'alternativa.

POSOLOGIAModifica

Adulti: trattamento dell'HIV-1Modifica

La dose abituale è:

Nel trattamento dell'HIV-1 la combinazione deve essere associata ad altri antiretrovirali scelti in base al quadro clinico e alla sensibilità del virus.

Adulti: profilassi pre-esposizioneModifica

La posologia abituale della PrEP orale è una compressa contenente emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil 245 mg una volta al giorno, secondo il regime autorizzato e prescritto.

La PrEP deve essere iniziata solo dopo aver escluso un'infezione da HIV. La scelta del regime e i tempi necessari per raggiungere una protezione adeguata dipendono dalla modalità di esposizione e dal protocollo seguito. Non si deve improvvisare uno schema intermittente senza una valutazione sanitaria specifica.

AdolescentiModifica

L'impiego negli adolescenti dipende dall'età, dal peso, dall'indicazione e dai requisiti previsti per la specifica formulazione. Nei pazienti pediatrici o adolescenti con compromissione renale, l'associazione a dose fissa generalmente non è raccomandata quando non è possibile adeguare separatamente le dosi dei componenti.

Insufficienza renaleModifica

Poiché entrambi i principi attivi vengono eliminati per via renale, la compromissione della funzione renale può aumentarne l'esposizione sistemica.

Le raccomandazioni dipendono dall'indicazione:

  • Clearance della creatinina pari o superiore a 80 ml/min: generalmente si utilizza la dose standard.
  • Clearance della creatinina tra 50 e 80 ml/min: i dati disponibili sono limitati; l'utilizzo richiede una valutazione individuale del rapporto beneficio-rischio e un monitoraggio appropriato.
  • Clearance della creatinina tra 30 e 49 ml/min: per il trattamento dell'HIV sono state previste, in determinate schede tecniche, somministrazioni ogni 48 ore sulla base di dati farmacocinetici limitati; tale schema non è appropriato per la PrEP e deve essere valutato dallo specialista.
  • Clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min o emodialisi: la combinazione a dose fissa generalmente non è raccomandata, perché non consente di adeguare adeguatamente i singoli componenti.

Per la PrEP, l'impiego non è generalmente raccomandato in presenza di clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min. Le soglie e le raccomandazioni devono essere verificate per la specifica formulazione e indicazione.

Insufficienza epaticaModifica

In genere non è necessario un aggiustamento della dose in caso di insufficienza epatica isolata. Nei pazienti con coinfezione da HBV, tuttavia, la sospensione può provocare una riacutizzazione dell'epatite e richiede una pianificazione clinica.

Modalità di assunzioneModifica

La compressa va assunta per via orale, preferibilmente con il cibo. È importante rispettare la regolarità della somministrazione e non interrompere il trattamento autonomamente.

Dose dimenticata e vomitoModifica

Se una dose viene dimenticata, le istruzioni dipendono dal tempo trascorso:

  • Se sono trascorse meno di 12 ore dall'orario abituale, assumere la compressa appena possibile e proseguire con l'orario consueto.
  • Se sono trascorse più di 12 ore ed è quasi il momento della dose successiva, saltare la dose dimenticata e riprendere lo schema abituale.
  • Non assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.

Se si vomita entro un'ora dall'assunzione, può essere necessario assumere un'altra compressa; se il vomito avviene dopo più di un'ora, generalmente non è necessaria una seconda dose. In caso di vomito ricorrente, chiedere indicazioni al medico o al farmacista.

EMIVITAModifica

L'emivita plasmatica terminale del tenofovir dopo somministrazione di tenofovir disoproxil è di circa 10-12 ore; quella dell'emtricitabina è di circa 10 ore.

I metaboliti intracellulari attivi persistono più a lungo rispetto ai principi attivi nel plasma. Questa persistenza contribuisce all'effetto antivirale durante l'intervallo tra le dosi.

Entrambi i componenti vengono eliminati prevalentemente per via renale, attraverso filtrazione glomerulare e processi di secrezione tubulare. La riduzione della funzione renale può quindi aumentare l'esposizione ai farmaci e il rischio di tossicità.

AVVERTENZEModifica

Controllo della funzione renaleModifica

Il tenofovir disoproxil può causare danno renale, inclusa tubulopatia prossimale e, raramente, sindrome di Fanconi. Il rischio può aumentare in presenza di insufficienza renale preesistente, età avanzata, diabete, ipertensione, basso peso corporeo o uso concomitante di medicinali nefrotossici.

Prima dell'inizio della terapia è opportuno valutare la funzione renale e, durante il trattamento, controllare periodicamente la creatinina, la clearance della creatinina e, quando indicato, la fosfatemia e altri parametri di danno tubulare.

La comparsa di debolezza marcata, dolore osseo, alterazioni degli elettroliti o segni di disfunzione tubulare richiede una valutazione clinica.

Salute osseaModifica

Il tenofovir disoproxil può determinare una riduzione della densità minerale ossea. Il rischio assume particolare rilevanza nei pazienti con osteoporosi, precedenti fratture da fragilità o altri fattori predisponenti.

La necessità di valutare la salute ossea deve essere stabilita in base al rischio individuale, soprattutto nei trattamenti prolungati.

Coinfezione da epatite BModifica

L'emtricitabina e il tenofovir sono attivi contro HBV. La sospensione nei pazienti con coinfezione può determinare una riacutizzazione dell'epatite, talvolta grave.

Dopo l'interruzione è necessario un monitoraggio clinico e laboratoristico adeguato. Il trattamento non deve essere sospeso senza un piano concordato con lo specialista.

Esclusione dell'infezione da HIV prima della PrEPModifica

Prima di iniziare la PrEP è necessario escludere un'infezione da HIV già presente. L'uso della sola combinazione in una persona con infezione non diagnosticata può favorire la selezione di resistenze.

Durante la PrEP sono necessari test periodici per HIV secondo il protocollo previsto. In presenza di sintomi compatibili con un'infezione acuta o di un risultato dubbio, occorre eseguire gli accertamenti indicati prima di proseguire il trattamento come semplice profilassi.

Acidosi lattica e steatosi epaticaModifica

Con gli analoghi nucleos(t)idici sono stati segnalati raramente casi di acidosi lattica e steatosi epatica, anche grave. Il rischio è da considerare in presenza di sintomi quali debolezza intensa, nausea persistente, dolore addominale, difficoltà respiratoria o peggioramento inspiegato delle condizioni generali.

Aderenza al trattamentoModifica

Nel trattamento dell'HIV è essenziale assumere regolarmente tutti i medicinali previsti dal regime antiretrovirale. Interruzioni o assunzioni irregolari possono determinare un aumento della carica virale e la comparsa di resistenze.

Nella PrEP, la protezione dipende dall'aderenza e dal rispetto del regime indicato. La combinazione non protegge da altre infezioni sessualmente trasmesse.

INTERAZIONIModifica

Medicinali nefrotossiciModifica

L'associazione con medicinali che possono danneggiare i reni può aumentare il rischio di tossicità renale. È necessaria particolare cautela con:

  • FANS, soprattutto ad alte dosi o in caso di uso prolungato.
  • Aminoglicosidi.
  • Anfotericina B.
  • Foscarnet.
  • Ganciclovir e valganciclovir, quando utilizzati in contesti clinici che comportano ulteriori rischi renali.
  • Altri medicinali potenzialmente nefrotossici.

La necessità di associare questi farmaci deve essere valutata dal medico, con monitoraggio della funzione renale quando indicato.

Altri antiretroviraliModifica

L'associazione può essere utilizzata con altri antiretrovirali, ma il regime deve essere scelto in base alle linee guida, alle caratteristiche del paziente e alle interazioni tra tutti i componenti.

Non è opportuno aggiungere o sostituire autonomamente altri farmaci contro l'HIV.

Farmaci che influenzano la funzione renaleModifica

I medicinali che competono con i processi di secrezione tubulare possono modificare l'eliminazione di uno o entrambi i principi attivi. La rilevanza clinica dipende dal farmaco associato e dalla funzione renale di partenza.

Interazioni con altri medicinaliModifica

L'emtricitabina presenta un potenziale relativamente basso di interazioni metaboliche. Le interazioni più rilevanti dell'associazione sono generalmente legate al tenofovir disoproxil, alla funzione renale e ai medicinali che possono aumentare la tossicità renale.

È necessario verificare le interazioni dell'intero regime terapeutico, inclusi farmaci da banco, integratori e prodotti fitoterapici.

EFFETTI COLLATERALIModifica

Effetti indesiderati comuniModifica

Gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati comprendono:

Molti disturbi gastrointestinali possono essere più evidenti all'inizio del trattamento e tendere a ridursi nel tempo, ma la persistenza o la gravità dei sintomi richiede una valutazione.

Effetti renaliModifica

Il tenofovir disoproxil può causare un peggioramento della funzione renale, tubulopatia prossimale e, raramente, sindrome di Fanconi. Possibili manifestazioni comprendono alterazioni degli elettroliti, perdita urinaria di fosfato e, nei casi più importanti, insufficienza renale.

Il rischio deve essere valutato con particolare attenzione nei pazienti con funzione renale già compromessa o esposti ad altri farmaci nefrotossici.

Effetti sul tessuto osseoModifica

Sono stati osservati diminuzione della densità minerale ossea e, in alcuni pazienti, alterazioni del metabolismo osseo. Nei soggetti predisposti, questi effetti possono contribuire a un aumento del rischio di fratture.

Alterazioni metaboliche ed epaticheModifica

Possono verificarsi aumenti degli enzimi epatici e alterazioni di alcuni parametri metabolici. Raramente sono stati segnalati acidosi lattica e steatosi epatica grave.

Riacutizzazione dell'epatite B dopo sospensioneModifica

Nei pazienti con infezione da HBV, la sospensione dell'associazione può provocare una riattivazione dell'attività virale e un peggioramento dell'epatite. Il rischio può persistere dopo l'interruzione e richiede un monitoraggio appropriato.

CURIOSITÀModifica

  • La combinazione di tenofovir disoproxil ed emtricitabina è una delle associazioni utilizzate per la PrEP orale dell'HIV-1. La sua efficacia dipende dalla corretta selezione delle persone candidate, dall'esclusione dell'infezione già presente e dall'aderenza al regime prescritto.
  • Il tenofovir disoproxil è un profarmaco: viene trasformato in tenofovir nell'organismo, migliorandone l'assorbimento orale rispetto alla somministrazione diretta del principio attivo.
  • La combinazione è attiva anche contro il virus dell'epatite B. Per questo motivo la sospensione nei pazienti con coinfezione HIV/HBV richiede particolare cautela.
  • Il tenofovir disoproxil può influenzare la funzione renale e la densità minerale ossea. In pazienti per i quali questi rischi sono rilevanti, lo specialista può valutare alternative terapeutiche, tenendo conto dell'indicazione, delle altre patologie e delle caratteristiche dell'intero regime farmacologico.

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