Eritropoietina

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L'eritropoietina (EPO) è un ormone glicoproteico prodotto principalmente dai reni che stimola la formazione dei globuli rossi nel midollo osseo. I medicinali a base di eritropoietina ricombinante e i suoi derivati sono utilizzati per trattare determinate forme di Anemia, soprattutto quelle associate alla malattia renale cronica e alla chemioterapia. Agiscono stimolando i precursori eritroidi e aumentando progressivamente la concentrazione di emoglobina. Il trattamento richiede il controllo dell'emoglobina, delle riserve di ferro e della pressione arteriosa, poiché dosi eccessive possono aumentare il rischio di trombosi, ictus e complicanze cardiovascolari.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Eritropoietina ricombinante e analoghi: epoetina alfa, beta, zeta, theta, darbepoetina alfa, metossipolietilenglicole-epoetina beta
Classe farmacologica Agenti stimolanti l'eritropoiesi (ESA), farmaci antianemici
Principali specialità Eprex, Binocrit, Abseamed, Retacrit, Silapo, NeoRecormon, Aranesp, Mircera, Biopoin, Eporatio
Indicazioni autorizzate in Italia Anemia sintomatica da insufficienza renale cronica; anemia da chemioterapia in pazienti selezionati; alcune sindromi mielodisplastiche e indicazioni perioperatorie, secondo la specialità
Meccanismo d'azione Attivazione del recettore dell'eritropoietina (EPOR), stimolazione della via JAK2/STAT5 e della produzione di eritrociti
Forme farmaceutiche Soluzioni iniettabili in siringhe preriempite o altre presentazioni autorizzate, per via sottocutanea o endovenosa
Dosaggio Variabile secondo il principio attivo e l'indicazione; epoetina alfa spesso 50 UI/kg tre volte a settimana nella fase iniziale dell'anemia renale in emodialisi
Emivita Variabile: epoetina alfa circa 4–13 ore per via endovenosa; darbepoetina alfa circa 21 ore per via endovenosa; Mircera circa 130 ore
Effetti indesiderati comuni Cefalea, ipertensione, reazioni nella sede d'iniezione, sintomi simil-influenzali, eventi trombotici
Rischi principali Trombosi, ictus, infarto, crisi ipertensive, aplasia pura della serie rossa, possibili effetti sfavorevoli sugli esiti oncologici
Regime di fornitura Medicinali soggetti a prescrizione e gestione specialistica; classificazione e modalità di dispensazione variabili

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

Epoetina alfa[modifica]

  • Epoetina alfa
    • Eprex
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 1.000, 2.000, 3.000, 4.000, 5.000, 6.000, 8.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 UI, secondo la presentazione autorizzata.
    • Binocrit
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 1.000, 2.000, 3.000, 4.000, 5.000, 6.000, 7.000, 8.000, 9.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 UI, secondo la presentazione.
      • Medicinale biosimilare dell'epoetina alfa.
    • Abseamed
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite con dosaggi compresi, secondo presentazione, tra 1.000 e 40.000 UI.
      • Medicinale biosimilare dell'epoetina alfa.
    • Epoetin Alfa Hexal
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite con differenti dosaggi.
      • Medicinale biosimilare dell'epoetina alfa.

Epoetina beta[modifica]

  • Epoetina beta
    • NeoRecormon
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 500, 2.000, 3.000, 4.000, 5.000, 6.000, 10.000, 20.000 e 30.000 UI, secondo la presentazione.
      • Sono documentate anche altre formulazioni storiche.

Epoetina zeta[modifica]

  • Epoetina zeta
    • Retacrit
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 1.000, 2.000, 3.000, 4.000, 5.000, 6.000, 8.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 UI, secondo la presentazione.
    • Silapo
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite con dosaggi variabili.
      • Medicinale biosimilare appartenente al gruppo delle epoetine.

Epoetina theta[modifica]

  • Epoetina theta
    • Biopoin
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 1.000, 2.000, 3.000, 4.000, 5.000, 10.000, 20.000 e 30.000 UI, secondo la presentazione.
    • Eporatio
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite con dosaggi variabili.

Darbepoetina alfa[modifica]

  • Darbepoetina alfa
    • Aranesp
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 10, 15, 20, 30, 40, 50, 60, 80, 100, 130, 150, 300 e 500 microgrammi, secondo la presentazione.
      • È una molecola modificata con emivita più lunga rispetto alle epoetine convenzionali.

Metossipolietilenglicole-epoetina beta[modifica]

  • Metossipolietilenglicole-epoetina beta
    • Mircera
      • Soluzione iniettabile in siringhe preriempite da 30, 50, 75, 100, 120, 150, 200 e 250 microgrammi, secondo la presentazione.
      • Agente stimolante l'eritropoiesi a lunga durata d'azione.

Importante: i dosaggi elencati descrivono presentazioni documentate e non garantiscono che ogni confezione sia attualmente commercializzata in Italia. Le singole specialità possono avere indicazioni autorizzate differenti.

STRUTTURA[modifica]

L'eritropoietina umana è un ormone glicoproteico costituito da una catena di 165 aminoacidi nella forma matura.

  • Natura chimica: glicoproteina.
  • Lunghezza della catena proteica: 165 aminoacidi.
  • Massa molecolare: circa 30,4 kDa, variabile in funzione della glicosilazione.
  • Gene: EPO, localizzato sul cromosoma 7.
  • Recettore: EPOR.
  • Sede principale di produzione fisiologica nell'adulto: cellule interstiziali renali specializzate.
  • Codice ATC delle epoetine: B03XA01.
  • Codice ATC della darbepoetina alfa: B03XA02.
  • Codice ATC della metossipolietilenglicole-epoetina beta: B03XA03.

Struttura glicoproteica[modifica]

L'eritropoietina contiene una catena proteica associata a residui glucidici.

La glicosilazione influenza:

  • Stabilità molecolare.
  • Solubilità.
  • Eliminazione.
  • Attività biologica.
  • Durata d'azione.

Eritropoietina naturale e ricombinante[modifica]

L'eritropoietina fisiologica viene prodotta principalmente dai reni.

Le epoetine ricombinanti sono ottenute mediante tecniche di ingegneria genetica utilizzando cellule coltivate.

Le diverse epoetine possono presentare differenze nella glicosilazione, pur condividendo il principale meccanismo d'azione.

Darbepoetina alfa[modifica]

La darbepoetina alfa presenta modificazioni che aumentano il numero di catene glucidiche.

Queste modificazioni ne prolungano l'emivita e consentono somministrazioni meno frequenti.

Metossipolietilenglicole-epoetina beta[modifica]

La metossipolietilenglicole-epoetina beta è un derivato pegilato dell'epoetina beta.

La pegilazione modifica le proprietà farmacocinetiche e prolunga notevolmente la durata dell'azione.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

Produzione fisiologica dell'eritropoietina[modifica]

In condizioni normali, l'eritropoietina viene prodotta principalmente dai reni in risposta alla riduzione della disponibilità di ossigeno nei tessuti.

Quando l'ossigenazione diminuisce, aumenta l'attività dei fattori inducibili dall'ipossia, chiamati HIF.

Questi fattori stimolano la trascrizione del gene dell'eritropoietina.

Legame al recettore EPOR[modifica]

L'eritropoietina si lega al proprio recettore presente sulle cellule progenitrici della linea eritroide.

Il legame attiva segnali intracellulari che favoriscono la sopravvivenza e la maturazione delle cellule destinate a diventare globuli rossi.

Attivazione della via JAK2/STAT5[modifica]

Il legame dell'eritropoietina al recettore EPOR attiva la tirosin-chinasi JAK2.

Questa attiva successivamente diverse vie di segnalazione, tra cui STAT5.

Il risultato è:

  • Riduzione dell'apoptosi dei precursori eritroidi.
  • Aumento della proliferazione cellulare.
  • Stimolazione della differenziazione eritroide.
  • Incremento della produzione di reticolociti.
  • Aumento progressivo dei globuli rossi circolanti.

Aumento dell'emoglobina[modifica]

L'aumento della produzione di eritrociti determina un incremento della concentrazione di emoglobina.

Questo può migliorare la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

L'effetto non è immediato: la risposta ematologica richiede generalmente giorni o settimane.

Dipendenza dalle riserve di ferro[modifica]

Per produrre nuovi globuli rossi è necessario disporre di quantità adeguate di ferro.

Una carenza di ferro può ridurre significativamente la risposta alla terapia.

Sono importanti anche adeguate disponibilità di Acido folico e Vitamina B12.

INDICAZIONI[modifica]

Anemia associata alla malattia renale cronica[modifica]

La malattia renale cronica può ridurre la produzione fisiologica di eritropoietina.

Questo contribuisce alla comparsa di anemia, soprattutto negli stadi avanzati.

Gli agenti stimolanti l'eritropoiesi possono essere utilizzati nei pazienti selezionati con anemia sintomatica.

La decisione dipende da:

  • Concentrazione di emoglobina.
  • Sintomi.
  • Funzione renale.
  • Rischio cardiovascolare.
  • Rischio di trasfusioni.
  • Disponibilità di ferro.
  • Comorbilità.

Pazienti in emodialisi[modifica]

Nei pazienti sottoposti a Emodialisi, gli ESA sono frequentemente utilizzati per trattare l'anemia renale.

La somministrazione può avvenire per via endovenosa o sottocutanea, secondo il medicinale.

Pazienti non ancora dializzati[modifica]

Gli ESA possono essere utilizzati anche nei pazienti con malattia renale cronica non ancora sottoposti a dialisi.

Il trattamento non viene iniziato automaticamente sulla base del solo valore di creatinina o del filtrato glomerulare.

È necessaria una valutazione complessiva dell'anemia.

Anemia associata alla chemioterapia[modifica]

Alcune epoetine e la darbepoetina alfa sono autorizzate per il trattamento dell'anemia in pazienti adulti sottoposti a determinate chemioterapie.

L'obiettivo principale è ridurre la necessità di trasfusioni.

L'impiego deve tenere conto dei possibili effetti sfavorevoli sugli eventi trombotici e sugli esiti oncologici.

Sindromi mielodisplastiche[modifica]

Alcune specialità sono autorizzate per il trattamento dell'anemia in pazienti selezionati con sindromi mielodisplastiche a basso rischio.

La probabilità di risposta dipende anche dalla concentrazione endogena di eritropoietina.

Chirurgia elettiva[modifica]

Alcune epoetine possono essere utilizzate in specifici programmi perioperatori per ridurre la necessità di trasfusioni.

Le indicazioni comprendono, per determinate specialità:

  • Predonazione autologa di sangue.
  • Chirurgia ortopedica maggiore elettiva in pazienti selezionati.

Indicazioni non generalizzabili[modifica]

Non tutti gli agenti stimolanti l'eritropoiesi possiedono le stesse indicazioni.

In particolare, Mircera è destinato al trattamento dell'anemia associata alla malattia renale cronica e non deve essere considerato automaticamente indicato per l'anemia da chemioterapia.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

Gli ESA sono controindicati nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti della specifica formulazione.

Ipertensione non controllata[modifica]

L'ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata rappresenta una controindicazione importante.

Il trattamento può aumentare ulteriormente la pressione arteriosa.

Aplasia pura della serie rossa[modifica]

Una precedente aplasia pura della serie rossa mediata da anticorpi anti-eritropoietina, sviluppata durante trattamento con un ESA, costituisce una controindicazione alla successiva somministrazione di altri ESA.

Controindicazioni perioperatorie[modifica]

Nelle indicazioni chirurgiche possono esistere controindicazioni aggiuntive legate al rischio trombotico e cardiovascolare.

Queste dipendono dalla specialità e dal protocollo utilizzato.

Condizioni che richiedono cautela[modifica]

Richiedono particolare attenzione:

  • Precedente ictus.
  • Precedente trombosi venosa profonda.
  • Embolia polmonare.
  • Cardiopatia ischemica.
  • Insufficienza cardiaca.
  • Neoplasie attive.
  • Elevato rischio tromboembolico.
  • Disturbi convulsivi.
  • Patologie ematologiche non ancora diagnosticate.

POSOLOGIA[modifica]

Principi generali[modifica]

Le dosi degli ESA non sono intercambiabili.

Le epoetine convenzionali vengono generalmente dosate in unità internazionali (UI).

La darbepoetina alfa e la metossipolietilenglicole-epoetina beta vengono dosate in microgrammi.

La posologia dipende da:

  • Principio attivo.
  • Indicazione.
  • Peso corporeo.
  • Concentrazione di emoglobina.
  • Risposta individuale.
  • Disponibilità di ferro.
  • Rischio cardiovascolare.

Epoetina alfa nell'anemia renale[modifica]

Nei pazienti adulti in emodialisi, uno schema iniziale comunemente previsto è:

  • 50 UI/kg per via endovenosa tre volte alla settimana.

La dose viene modificata gradualmente secondo la risposta dell'emoglobina.

Gli aggiustamenti vengono generalmente effettuati a intervalli non inferiori a quattro settimane, salvo esigenze cliniche particolari.

Epoetina alfa nella fase di mantenimento[modifica]

La dose viene individualizzata per mantenere l'emoglobina nell'intervallo raccomandato.

Nei pazienti adulti con malattia renale cronica viene generalmente utilizzato un intervallo di circa 10–12 g/dl, evitando di superare 12 g/dl secondo il RCP.

L'obiettivo deve essere personalizzato in base al rischio individuale.

Epoetina alfa nell'anemia da chemioterapia[modifica]

Tra gli schemi utilizzati negli adulti:

  • 150 UI/kg per via sottocutanea tre volte alla settimana.
  • In alternativa, 450 UI/kg per via sottocutanea una volta alla settimana per determinate specialità.

La scelta deve seguire il RCP del prodotto e il protocollo oncologico.

Darbepoetina alfa nell'anemia renale[modifica]

Uno schema iniziale frequentemente utilizzato è:

  • 0,45 microgrammi/kg una volta alla settimana.

In alcuni pazienti possono essere utilizzati intervalli differenti secondo il RCP.

La dose viene modificata in base all'andamento dell'emoglobina.

Darbepoetina alfa nell'anemia da chemioterapia[modifica]

Tra gli schemi previsti per specifiche indicazioni oncologiche:

  • 500 microgrammi ogni tre settimane.
  • Oppure 2,25 microgrammi/kg una volta alla settimana.

L'impiego richiede una valutazione del rischio tromboembolico e del contesto oncologico.

Metossipolietilenglicole-epoetina beta[modifica]

Mircera presenta una durata d'azione prolungata.

Nei pazienti adulti con malattia renale cronica non precedentemente trattati con ESA, uno schema iniziale previsto in determinate condizioni è:

  • 0,6 microgrammi/kg ogni due settimane.

La posologia dipende dalla via di somministrazione e dalla situazione clinica.

Nei pazienti già stabilizzati con altri ESA può essere utilizzata una conversione secondo tabelle specifiche del RCP.

Obiettivi di emoglobina[modifica]

Gli ESA non devono essere utilizzati per riportare indiscriminatamente l'emoglobina a valori normali.

Un aumento eccessivo dell'emoglobina può aumentare il rischio di:

  • Ipertensione.
  • Trombosi.
  • Ictus.
  • Infarto miocardico.
  • Complicanze cardiovascolari.

Velocità di incremento dell'emoglobina[modifica]

Un aumento troppo rapido dell'emoglobina richiede una rivalutazione della dose.

Per l'epoetina alfa nell'anemia renale, il RCP raccomanda di evitare aumenti superiori a circa 2 g/dl in quattro settimane.

Monitoraggio del ferro[modifica]

Prima e durante il trattamento devono essere valutati:

  • Ferritina.
  • Saturazione della transferrina.
  • Emoglobina.
  • Eventualmente reticolociti.
  • Indici eritrocitari.

La supplementazione di ferro può essere necessaria per ottenere una risposta adeguata.

Mancata risposta al trattamento[modifica]

In caso di risposta insufficiente è necessario ricercare:

  • Carenza di ferro.
  • Carenza di Vitamina B12.
  • Carenza di Acido folico.
  • Infezioni.
  • Infiammazione cronica.
  • Perdite ematiche.
  • Emolisi.
  • Iperparatiroidismo.
  • Malattie del midollo osseo.
  • Aplasia pura della serie rossa.

L'aumento indiscriminato delle dosi non è appropriato.

Somministrazione[modifica]

Gli ESA possono essere somministrati per via sottocutanea o endovenosa, secondo il prodotto.

Le siringhe preriempite devono essere utilizzate secondo le istruzioni del produttore.

Conservazione[modifica]

Molte formulazioni richiedono conservazione in frigorifero tra 2°C e 8°C.

Non congelare.

Le condizioni di conservazione e il tempo consentito fuori dal frigorifero dipendono dalla specifica specialità.

EMIVITA[modifica]

Eritropoietina fisiologica[modifica]

L'eritropoietina naturale ha un'emivita relativamente breve.

La sua concentrazione circolante varia in funzione della produzione renale e delle condizioni fisiologiche.

Epoetina alfa[modifica]

L'emivita dell'epoetina alfa dopo somministrazione endovenosa è generalmente nell'ordine di 4–13 ore, con variabilità tra popolazioni e studi.

Dopo somministrazione sottocutanea l'assorbimento più lento prolunga la persistenza apparente del farmaco.

Epoetina beta[modifica]

L'epoetina beta presenta una farmacocinetica simile a quella delle altre epoetine convenzionali, con differenze dipendenti dalla formulazione e dalla via di somministrazione.

Darbepoetina alfa[modifica]

La darbepoetina alfa presenta un'emivita più lunga.

Dopo somministrazione endovenosa nei pazienti con malattia renale cronica, l'emivita è nell'ordine di 21 ore.

Dopo somministrazione sottocutanea l'emivita apparente è generalmente più lunga.

Metossipolietilenglicole-epoetina beta[modifica]

La metossipolietilenglicole-epoetina beta presenta un'emivita molto prolungata, nell'ordine di 130 ore.

Questa caratteristica permette intervalli di somministrazione più lunghi.

Durata dell'effetto biologico[modifica]

L'effetto sull'emoglobina dura più a lungo della permanenza plasmatica del farmaco.

La produzione e maturazione dei globuli rossi richiede infatti diversi giorni.

AVVERTENZE[modifica]

Rischio cardiovascolare[modifica]

Gli ESA possono aumentare il rischio di eventi cardiovascolari quando vengono utilizzati per raggiungere concentrazioni di emoglobina troppo elevate.

Sono stati osservati aumenti del rischio di:

  • Ictus.
  • Infarto miocardico.
  • Trombosi.
  • Eventi cardiovascolari maggiori.
  • Mortalità in determinate popolazioni.

Ipertensione arteriosa[modifica]

L'aumento della pressione arteriosa è un effetto indesiderato importante.

La pressione deve essere controllata prima e durante il trattamento.

In caso di ipertensione non controllata, la terapia non deve essere iniziata o deve essere rivalutata.

Trombosi[modifica]

Gli ESA possono aumentare il rischio di trombosi venosa e arteriosa.

Il rischio può essere maggiore nei pazienti con:

  • Neoplasie.
  • Immobilizzazione.
  • Precedenti tromboembolici.
  • Malattie cardiovascolari.
  • Aumento eccessivo dell'emoglobina.

Rischi nei pazienti oncologici[modifica]

In alcuni studi clinici, l'impiego degli ESA in determinate popolazioni oncologiche è stato associato a esiti sfavorevoli, compresi eventi tromboembolici e possibili effetti sulla sopravvivenza o sul controllo tumorale.

Il trattamento deve essere limitato alle indicazioni autorizzate e alle condizioni in cui il beneficio atteso supera i rischi.

Aplasia pura della serie rossa[modifica]

L'aplasia pura della serie rossa è una complicanza rara ma grave.

Può essere causata da anticorpi neutralizzanti contro l'eritropoietina.

Si manifesta con:

  • Riduzione progressiva dell'emoglobina.
  • Reticolocitopenia.
  • Mancata risposta alla terapia.
  • Necessità crescente di trasfusioni.

In caso di sospetto, il trattamento deve essere sospeso e il paziente valutato da uno specialista.

Carenza di ferro[modifica]

La stimolazione dell'eritropoiesi aumenta il consumo di ferro.

Una carenza assoluta o funzionale può limitare la risposta.

È necessario valutare le riserve di ferro prima e durante il trattamento.

Monitoraggio dell'emoglobina[modifica]

L'emoglobina deve essere controllata regolarmente.

La frequenza dipende dalla fase del trattamento, dalla stabilità del paziente e dalla specifica indicazione.

Reazioni cutanee gravi[modifica]

Sono state segnalate rare reazioni cutanee gravi, tra cui sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.

La comparsa di eruzioni estese, bolle o lesioni delle mucose richiede valutazione medica urgente.

Gravidanza[modifica]

I dati disponibili in gravidanza sono limitati per alcune formulazioni.

L'utilizzo deve essere valutato individualmente.

Allattamento[modifica]

Il passaggio nel latte materno e il potenziale effetto sul lattante dipendono dalla formulazione.

La decisione deve essere individualizzata.

Uso nei pazienti pediatrici[modifica]

Alcuni ESA sono autorizzati anche in specifiche popolazioni pediatriche.

Le indicazioni e i dosaggi devono essere verificati per il singolo medicinale.

INTERAZIONI[modifica]

Ciclosporina[modifica]

La Ciclosporina si lega in parte agli eritrociti.

L'aumento dell'ematocrito può modificare la distribuzione del farmaco.

Può essere necessario monitorarne le concentrazioni ematiche.

Farmaci antipertensivi[modifica]

Gli ESA possono aumentare la pressione arteriosa.

Nei pazienti trattati con Amlodipina, Ramipril, Enalapril o altri antipertensivi può essere necessario rivalutare il controllo pressorio.

Preparazioni di ferro[modifica]

I medicinali contenenti ferro possono essere necessari per sostenere l'eritropoiesi.

La scelta tra ferro orale e endovenoso dipende dalla situazione clinica.

Acido folico e vitamina B12[modifica]

La carenza di Acido folico o Vitamina B12 può ridurre la risposta agli ESA.

La correzione delle carenze è importante prima di aumentare la dose.

Chemioterapia[modifica]

Gli ESA possono essere utilizzati in associazione a specifici regimi chemioterapici.

La scelta deve considerare il rischio tromboembolico e le indicazioni oncologiche autorizzate.

Altri agenti stimolanti l'eritropoiesi[modifica]

L'associazione contemporanea di più ESA non è generalmente appropriata.

L'eventuale passaggio da una molecola a un'altra deve avvenire sotto supervisione specialistica.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Effetti cardiovascolari[modifica]

  • Ipertensione arteriosa.
  • Peggioramento dell'ipertensione preesistente.
  • Trombosi venosa profonda.
  • Embolia polmonare.
  • Ictus.
  • Infarto miocardico.
  • Trombosi degli accessi vascolari.

Effetti neurologici[modifica]

  • Cefalea.
  • Vertigini.
  • Convulsioni, raramente.
  • Sintomi neurologici associati a crisi ipertensive.

Effetti generali[modifica]

  • Sintomi simil-influenzali.
  • Febbre.
  • Affaticamento.
  • Dolori muscolari.
  • Dolori articolari.

Reazioni nella sede d'iniezione[modifica]

  • Dolore.
  • Arrossamento.
  • Irritazione.
  • Gonfiore locale.

Reazioni allergiche[modifica]

  • Orticaria.
  • Prurito.
  • Eruzioni cutanee.
  • Reazioni di ipersensibilità.
  • Raramente anafilassi.

Reazioni ematologiche[modifica]

  • Aplasia pura della serie rossa.
  • Risposta eritropoietica insufficiente.
  • Alterazioni della conta piastrinica in alcune formulazioni.

Reazioni cutanee gravi[modifica]

  • Sindrome di Stevens-Johnson.
  • Necrolisi epidermica tossica.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono valutazione medica urgente:

  • Dolore toracico improvviso.
  • Dispnea improvvisa.
  • Gonfiore doloroso di un arto.
  • Debolezza improvvisa di un lato del corpo.
  • Difficoltà nel parlare.
  • Cefalea intensa associata a pressione molto elevata.
  • Convulsioni.
  • Eruzioni cutanee con bolle o lesioni delle mucose.
  • Riduzione improvvisa dell'efficacia del trattamento con peggioramento dell'anemia.

CURIOSITÀ[modifica]

L'eritropoietina è prodotta principalmente dai reni[modifica]

Nell'adulto, la maggior parte dell'eritropoietina viene prodotta da cellule specializzate del tessuto interstiziale renale.

Questo spiega perché la malattia renale cronica possa provocare anemia anche in assenza di una carenza di ferro.

Il fegato produce eritropoietina?[modifica]

Durante la vita fetale il fegato rappresenta una sede importante di produzione dell'eritropoietina.

Dopo la nascita, la produzione diventa prevalentemente renale.

Perché l'ipossia aumenta l'eritropoietina?[modifica]

La riduzione dell'ossigenazione stabilizza i fattori inducibili dall'ipossia, chiamati HIF.

Questi fattori aumentano l'espressione del gene EPO.

L'organismo risponde producendo più globuli rossi per migliorare il trasporto di ossigeno.

Perché l'effetto non è immediato?[modifica]

La formazione di nuovi globuli rossi richiede tempo.

Dopo l'inizio della terapia aumenta prima la produzione di reticolociti.

Successivamente si osserva un incremento dell'emoglobina.

Perché il ferro è così importante?[modifica]

La produzione di emoglobina richiede ferro.

Se le riserve sono insufficienti, la stimolazione del midollo osseo non produce una risposta adeguata.

La carenza di ferro può quindi rendere apparentemente inefficace un trattamento con ESA.

Perché non bisogna normalizzare completamente l'emoglobina?[modifica]

Gli studi clinici hanno mostrato che l'impiego di dosi elevate di ESA per raggiungere valori di emoglobina troppo alti può aumentare il rischio di eventi cardiovascolari.

L'obiettivo terapeutico è migliorare i sintomi e ridurre le trasfusioni utilizzando la dose minima efficace.

Perché darbepoetina e Mircera durano più a lungo?[modifica]

La darbepoetina alfa presenta modificazioni della glicosilazione che ne rallentano l'eliminazione.

Mircera contiene una molecola pegilata che modifica ulteriormente le proprietà farmacocinetiche.

Queste caratteristiche permettono intervalli più lunghi tra le somministrazioni.

Le epoetine biosimilari sono identiche?[modifica]

I biosimilari sono medicinali biologici altamente simili a un prodotto di riferimento.

Non sono copie chimicamente identiche come i medicinali generici tradizionali.

La loro autorizzazione richiede la dimostrazione di elevata similarità in termini di qualità, efficacia e sicurezza.

Perché l'eritropoietina è utilizzata impropriamente nel doping?[modifica]

L'eritropoietina può aumentare la massa eritrocitaria e la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

Per questo motivo è stata utilizzata illecitamente per migliorare le prestazioni negli sport di resistenza.

L'abuso può aumentare il rischio di iperviscosità, trombosi e complicanze cardiovascolari.

Eritropoietina e trasfusioni[modifica]

Gli ESA possono ridurre il fabbisogno di trasfusioni in pazienti selezionati.

Non rappresentano però un'alternativa immediata alla trasfusione quando è necessario correggere rapidamente un'anemia grave.

Eritropoietina e malattia renale cronica[modifica]

Nei pazienti con malattia renale cronica, l'anemia può dipendere da più fattori:

  • Ridotta produzione di eritropoietina.
  • Carenza di ferro.
  • Infiammazione cronica.
  • Ridotta sopravvivenza degli eritrociti.
  • Perdite ematiche.
  • Carenze nutrizionali.

Per questo motivo, prima di iniziare un ESA è necessario identificare e correggere le cause trattabili dell'anemia.