Omeprazolo

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FARMACOLOGIA GASTROINTESTINALE · INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
Omeprazolo
Un'inibizione mirata e prolungata della secrezione acida gastrica
L'Omeprazolo è un farmaco appartenente agli Inibitori della pompa protonica (IPP), utilizzato per ridurre la produzione di acido nello stomaco. Agisce inibendo irreversibilmente l'enzima H+/K+-ATPasi delle cellule parietali gastriche. È impiegato nel trattamento del Reflusso gastroesofageo, delle ulcere gastroduodenali e, in associazione ad antibiotici, nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori.
H⁺/K⁺
Pompa protonica bersaglio
20 mg
Dose orale comune nell'adulto
0,5–1 h
Emivita plasmatica
⚠ Da sapere prima dell'uso
L'omeprazolo può ridurre l'attivazione del Clopidogrel attraverso l'inibizione del CYP2C19: l'associazione è generalmente sconsigliata. La terapia prolungata richiede una rivalutazione periodica dell'indicazione e attenzione a possibili carenze di magnesio e vitamina B12, infezioni intestinali e rare reazioni renali.
↓ Consulta la tabella riassuntiva e il sommario per approfondire indicazioni, posologia, sicurezza e interazioni.
CARATTERISTICA INFORMAZIONI
Principio attivo Omeprazolo, miscela racemica di due enantiomeri
Classe farmacologica Inibitori della pompa protonica (IPP); benzimidazoli sostituiti
Principali specialità Antra, Losec, Mepral, Omeprazen e medicinali equivalenti
Indicazioni autorizzate in Italia Reflusso gastroesofageo, esofagite da reflusso, Ulcera gastrica, Ulcera duodenale, eradicazione di Helicobacter pylori, ulcere associate a FANS e sindrome di Zollinger-Ellison
Meccanismo d'azione Inibizione irreversibile della H+/K+-ATPasi nelle cellule parietali gastriche
Forme farmaceutiche Capsule gastroresistenti, altre formulazioni orali gastroresistenti e preparazioni endovenose secondo specialità
Dosaggio Generalmente 10–40 mg/die nelle indicazioni comuni; dosi superiori in condizioni selezionate
Emivita Circa 0,5–1 ora; effetto antisecretivo più prolungato
Effetti indesiderati comuni Cefalea, Nausea, Diarrea, Stitichezza, dolore addominale, flatulenza
Rischi principali Nefrite tubulointerstiziale, ipomagnesiemia, reazioni cutanee gravi, interazioni farmacologiche; possibili complicanze associate all'uso prolungato
Regime di fornitura Variabile secondo specialità, dosaggio e confezione; prescrizione medica per numerose formulazioni

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

Specialità di riferimento[modifica]

  • Omeprazolo
    • Antra — capsule rigide gastroresistenti da 10 mg e 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Losec — capsule rigide gastroresistenti da 10 mg e 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Mepral — capsule rigide gastroresistenti da 10 mg e 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Omeprazen — capsule gastroresistenti da 10 mg e 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Komezol — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Nansen — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Omolin — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Protec — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Ulcezol — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Zaprol — capsule gastroresistenti da 10 mg e 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.
    • Zolantrac — capsule gastroresistenti da 20 mg; confezioni da 14 capsule documentate.

Formulazioni endovenose[modifica]

  • Omeprazolo
    • Antra — preparazione per somministrazione endovenosa da 40 mg.
    • Losec — preparazione per somministrazione endovenosa da 40 mg.

Medicinali equivalenti[modifica]

  • Omeprazolo
    • Omeprazolo in capsule gastroresistenti da 10 mg, 20 mg e, per le specialità autorizzate, 40 mg.
    • Disponibilità di confezioni e produttori variabile secondo l'autorizzazione e la commercializzazione.

Le confezioni riportate sono documentate nelle schede disponibili, ma la loro attuale commercializzazione deve essere verificata nella banca dati AIFA.

STRUTTURA[modifica]

Omeprazolo.jpg

L'omeprazolo è un derivato benzimidazolico sostituito, appartenente alla classe degli Inibitori della pompa protonica.

  • Formula molecolare: C17H19N3O3S.
  • Massa molecolare: circa 345,42 g/mol.
  • Codice ATC: A02BC01.
  • Classe chimica: benzimidazoli sostituiti.
  • Bersaglio farmacologico: H+/K+-ATPasi.

Miscela racemica[modifica]

L'omeprazolo è una miscela racemica degli enantiomeri R e S.

L'Esomeprazolo corrisponde all'enantiomero S dell'omeprazolo.

Stabilità in ambiente acido[modifica]

L'omeprazolo è instabile nell'ambiente acido gastrico.

Per questo le formulazioni orali contengono generalmente granuli o rivestimenti gastroresistenti che proteggono il principio attivo durante il passaggio nello stomaco.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

OMEPRAZOLO
Profarmaco assorbito nell'intestino
↓
Attivazione nei canalicoli acidi delle cellule parietali
↓
Inibizione irreversibile H+/K+-ATPasi
↓
BENEFICI

Riduzione dell'acidità gastrica

Guarigione delle lesioni acido-correlate

Controllo dei sintomi da reflusso

ASPETTI DA CONSIDERARE
Alterazione dell'assorbimento di sostanze pH-dipendenti

Possibili effetti della soppressione acida prolungata

La pompa protonica gastrica[modifica]

La H+/K+-ATPasi è l'enzima responsabile della fase finale della secrezione acida gastrica.

È localizzata nella membrana dei canalicoli secretori delle cellule parietali dello stomaco.

Attivazione del profarmaco[modifica]

L'omeprazolo raggiunge le cellule parietali attraverso la circolazione sanguigna.

Nell'ambiente fortemente acido dei canalicoli secretori viene convertito in una forma reattiva capace di legarsi alla pompa protonica.

Inibizione irreversibile[modifica]

La forma attiva dell'omeprazolo forma legami covalenti con residui di cisteina della H+/K+-ATPasi.

L'inibizione persiste finché la cellula non rende disponibili nuove pompe funzionali.

Secrezione basale e stimolata[modifica]

L'omeprazolo riduce sia la secrezione acida basale sia quella stimolata dai pasti.

L'effetto dipende dalla dose e dalla proporzione di pompe protoniche attive al momento dell'esposizione al farmaco.

Perché l'effetto dura più dell'emivita?[modifica]

L'emivita plasmatica è breve, ma l'inibizione irreversibile della pompa protonica determina un effetto antisecretivo molto più prolungato.

La massima soppressione acida viene generalmente raggiunta dopo alcuni giorni di somministrazione continuativa.

INDICAZIONI[modifica]

Malattia da reflusso gastroesofageo[modifica]

L'omeprazolo è indicato nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo e dei sintomi correlati all'acidità.

Può essere utilizzato nel trattamento dell'esofagite erosiva e nella prevenzione delle recidive, secondo la gravità della malattia.

Esofagite da reflusso[modifica]

La riduzione dell'acidità gastrica favorisce la guarigione della mucosa esofagea danneggiata dall'esposizione al contenuto gastrico.

Ulcera duodenale[modifica]

L'omeprazolo favorisce la guarigione dell'Ulcera duodenale riducendo l'aggressione acida.

Ulcera gastrica[modifica]

È utilizzato nel trattamento dell'Ulcera gastrica e, quando indicato, nella prevenzione delle recidive.

Eradicazione di Helicobacter pylori[modifica]

L'omeprazolo viene associato a medicinali antibatterici per l'eradicazione di Helicobacter pylori.

La scelta degli antibiotici dipende dalle resistenze locali, dalle precedenti esposizioni antibiotiche e dalle linee guida applicabili.

L'omeprazolo da solo non eradica il batterio.

Ulcere associate a FANS[modifica]

Può essere utilizzato nel trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate a FANS.

Prevenzione delle ulcere da FANS[modifica]

La gastroprotezione con omeprazolo è indicata in pazienti selezionati a rischio di complicanze gastrointestinali durante il trattamento con FANS.

Non tutti i pazienti che assumono occasionalmente un antinfiammatorio necessitano automaticamente di un IPP.

Sindrome di Zollinger-Ellison[modifica]

L'omeprazolo è indicato nel trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison, caratterizzata da ipersecrezione acida patologica.

Uso pediatrico[modifica]

Le formulazioni autorizzate possono essere utilizzate:

  • Nei bambini di almeno un anno e peso di almeno 10 kg, per l'esofagite da reflusso e il trattamento sintomatico del reflusso.
  • Nei bambini e adolescenti di età superiore a quattro anni, per l'ulcera duodenale associata a Helicobacter pylori in combinazione con antibiotici.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

Ipersensibilità all'omeprazolo, ai benzimidazoli sostituiti o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Associazione con nelfinavir[modifica]

L'associazione con nelfinavir è controindicata.

L'omeprazolo può ridurre in modo significativo l'esposizione al farmaco antiretrovirale.

Condizioni che richiedono cautela[modifica]

  • Compromissione epatica significativa.
  • Precedenti reazioni gravi agli inibitori della pompa protonica.
  • Ipomagnesiemia.
  • Sospetto di patologia gastrica maligna.
  • Terapia concomitante con farmaci soggetti a importanti interazioni.

Queste condizioni non costituiscono tutte controindicazioni assolute.

POSOLOGIA[modifica]

Tabella dei dosaggi negli adulti[modifica]

OMEPRAZOLO — POSOLOGIA ORALE
Indicazione Dose abituale Durata o note
Ulcera duodenale 20 mg/die Generalmente 2 settimane; possibile prolungamento
Ulcera gastrica 20 mg/die Generalmente 4 settimane; possibile prolungamento
Esofagite da reflusso 20 mg/die Generalmente 4 settimane; possibile prolungamento
Reflusso sintomatico 10–20 mg/die Rivalutare se i sintomi persistono
Prevenzione ulcere da FANS 20 mg/die Nei pazienti con indicazione alla gastroprotezione
Eradicazione H. pylori Spesso 20 mg due volte al giorno In associazione agli antibiotici secondo schema
Zollinger-Ellison Inizialmente 60 mg/die Dose individualizzata; dividere le dosi elevate secondo RCP
Le dosi e la durata dipendono dalla diagnosi, dalla gravità della malattia e dalla risposta clinica.

Ulcera duodenale[modifica]

La dose raccomandata è generalmente 20 mg una volta al giorno per due settimane.

Nei pazienti con guarigione incompleta può essere necessario prolungare il trattamento.

Nei casi scarsamente responsivi possono essere prescritte dosi superiori.

Ulcera gastrica[modifica]

La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per quattro settimane.

In alcuni pazienti può essere necessario proseguire per ulteriori quattro settimane.

Esofagite da reflusso[modifica]

La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per quattro settimane.

Nei casi gravi può essere utilizzata una dose di 40 mg al giorno, secondo indicazione.

Reflusso sintomatico[modifica]

Possono essere utilizzati 10–20 mg al giorno.

Se i sintomi persistono nonostante il trattamento, è necessario rivalutare la diagnosi.

Eradicazione di Helicobacter pylori[modifica]

Un dosaggio frequentemente utilizzato è 20 mg due volte al giorno, associato agli antibiotici previsti dal regime terapeutico.

La durata e la combinazione antibatterica devono essere adattate alle raccomandazioni aggiornate.

Sindrome di Zollinger-Ellison[modifica]

La dose iniziale raccomandata è generalmente 60 mg al giorno.

Il dosaggio viene adattato alla secrezione acida e alla risposta clinica.

Le dosi superiori a 80 mg al giorno vengono generalmente suddivise in due somministrazioni.

Somministrazione[modifica]

Le capsule gastroresistenti vengono generalmente assunte al mattino, preferibilmente prima di mangiare, con acqua.

Le capsule non devono essere masticate o frantumate.

Pazienti con difficoltà a deglutire[modifica]

Per le formulazioni che lo consentono, la capsula può essere aperta e i granuli gastroresistenti mescolati con acqua o alimenti leggermente acidi, secondo le istruzioni del prodotto.

I granuli non devono essere masticati né schiacciati.

Insufficienza renale[modifica]

Generalmente non è necessario modificare la dose in base alla sola compromissione renale.

Insufficienza epatica[modifica]

Nei pazienti con compromissione epatica possono essere sufficienti 10–20 mg al giorno, secondo indicazione.

Pazienti anziani[modifica]

Generalmente non è richiesto un aggiustamento automatico della dose.

Popolazione pediatrica[modifica]

La dose dipende dal peso corporeo e dall'indicazione.

Per il reflusso nei bambini di almeno un anno:

  • Peso 10–20 kg: generalmente 10 mg una volta al giorno.
  • Peso superiore a 20 kg: generalmente 20 mg una volta al giorno.

Eventuali aumenti e la durata del trattamento devono seguire il RCP e la valutazione pediatrica.

EMIVITA[modifica]

Profilo farmacocinetico[modifica]

OMEPRAZOLO — FARMACOCINETICA
Parametro Valore indicativo
Biodisponibilità orale Circa 35–40% dopo la prima dose; circa 60% dopo somministrazioni ripetute
Picco plasmatico Generalmente 1–2 ore
Legame alle proteine Circa 97%
Emivita plasmatica Generalmente inferiore a 1 ora
Metabolismo Epatico, principalmente CYP2C19 e CYP3A4
Durata dell'effetto Soppressione acida prolungata, spesso oltre 24 ore

Assorbimento[modifica]

L'omeprazolo viene assorbito prevalentemente nell'intestino tenue dopo il rilascio dalla formulazione gastroresistente.

Distribuzione[modifica]

Presenta un elevato legame alle proteine plasmatiche, circa il 97%.

Metabolismo[modifica]

L'omeprazolo viene metabolizzato principalmente dal CYP2C19 e dal CYP3A4.

L'attività del CYP2C19 è geneticamente variabile e può influenzare le concentrazioni plasmatiche.

Emivita plasmatica[modifica]

L'emivita è generalmente compresa tra circa 30 minuti e un'ora.

Durata dell'effetto farmacologico[modifica]

L'inibizione irreversibile delle pompe protoniche spiega perché l'effetto antisecretivo dura molto più a lungo della presenza del farmaco nel sangue.

Eliminazione[modifica]

I metaboliti vengono eliminati principalmente attraverso le urine e, in parte, con le feci.

AVVERTENZE[modifica]

Semaforo delle avvertenze[modifica]

OMEPRAZOLO — SICUREZZA
CONTROLLI Verificare l'indicazione, la durata prevista e la risposta clinica; rivalutare periodicamente la necessità della terapia
ATTENZIONE Terapia prolungata, ipomagnesiemia, carenza di vitamina B12, interazioni, osteoporosi, infezioni gastrointestinali
URGENZA Ematemesi, melena, disfagia progressiva, grave reazione cutanea, segni di danno renale acuto o reazione allergica importante

Sintomi di allarme[modifica]

La terapia antisecretiva può alleviare i sintomi di malattie gravi e ritardarne la diagnosi.

Richiedono una valutazione medica:

  • Perdita di peso involontaria.
  • Vomito ricorrente.
  • Difficoltà o dolore alla deglutizione.
  • Vomito con sangue.
  • Feci nere.
  • Anemia non spiegata.
  • Persistenza o peggioramento dei sintomi.

Ipomagnesiemia[modifica]

L'uso prolungato degli IPP può provocare ipomagnesiemia, talvolta grave.

I sintomi possono comprendere:

  • Debolezza.
  • Tremori.
  • Crampi.
  • Aritmie.
  • Convulsioni.

Nei pazienti a rischio può essere opportuno monitorare il magnesio.

Vitamina B12[modifica]

La soppressione acida può ridurre l'assorbimento della vitamina B12 legata alle proteine alimentari.

Il rischio è più rilevante nei pazienti con riserve ridotte o trattamento prolungato.

Fratture ossee[modifica]

Alcuni studi osservazionali hanno associato l'uso prolungato e ad alte dosi di IPP a un aumento del rischio di fratture.

L'associazione non dimostra automaticamente un rapporto causale in ogni paziente.

Infezioni gastrointestinali[modifica]

La riduzione dell'acidità gastrica può favorire alcune infezioni enteriche, comprese quelle da Salmonella e Campylobacter.

È stata osservata anche un'associazione con infezione da Clostridioides difficile, soprattutto in pazienti con altri fattori di rischio.

Nefrite tubulointerstiziale[modifica]

Gli IPP, incluso l'omeprazolo, possono raramente provocare nefrite tubulointerstiziale acuta.

Può manifestarsi con aumento della creatinina, alterazioni urinarie e sintomi aspecifici; non sono sempre presenti febbre, rash o eosinofilia.

Lupus cutaneo subacuto[modifica]

Raramente gli IPP sono stati associati a lupus eritematoso cutaneo subacuto.

La comparsa di lesioni cutanee fotosensibili, specialmente se accompagnate da artralgie, richiede valutazione.

Polipi delle ghiandole fundiche[modifica]

L'uso prolungato può associarsi a polipi delle ghiandole fundiche, generalmente benigni.

Uso prolungato[modifica]

Il trattamento continuativo deve essere mantenuto quando esiste un'indicazione clinica.

Non è appropriato proseguire indefinitamente un IPP senza rivalutare la necessità terapeutica.

Ipersecrezione acida di rimbalzo[modifica]

Dopo la sospensione di una terapia prolungata può comparire un aumento transitorio dei sintomi acido-correlati.

Nei pazienti selezionati può essere utile una riduzione graduale o una strategia di sospensione concordata con il medico.

Gravidanza[modifica]

I dati disponibili non indicano un aumento chiaramente dimostrato del rischio di malformazioni con l'omeprazolo.

L'uso durante la gravidanza deve comunque seguire la valutazione clinica e le informazioni della specialità.

Allattamento[modifica]

L'omeprazolo viene escreto nel latte materno.

Alle dosi terapeutiche, l'esposizione del lattante è generalmente bassa; la decisione terapeutica deve considerare il rapporto beneficio-rischio.

INTERAZIONI[modifica]

Matrice delle interazioni[modifica]

OMEPRAZOLO — INTERAZIONI
Farmaco Effetto e precauzione
Clopidogrel Riduzione della formazione del metabolita attivo; associazione generalmente sconsigliata
Nelfinavir Riduzione dell'esposizione all'antiretrovirale; associazione controindicata
Atazanavir Riduzione dell'assorbimento; associazione non raccomandata salvo specifiche condizioni specialistiche
Metotrexato Possibile aumento dell'esposizione, soprattutto con dosi elevate
Warfarin e altri antagonisti della vitamina K Possibili variazioni dell'anticoagulazione; monitorare INR quando indicato
Fenitoina Possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche
Diazepam Possibile rallentamento del metabolismo
Digossina Possibile aumento della biodisponibilità; cautela nei pazienti a rischio
Tacrolimus Possibile aumento delle concentrazioni; monitoraggio terapeutico
Ketoconazolo e altri farmaci pH-dipendenti Possibile riduzione dell'assorbimento

Clopidogrel[modifica]

L'omeprazolo inibisce il CYP2C19, enzima necessario per una parte dell'attivazione del Clopidogrel.

La co-somministrazione può ridurre l'esposizione al metabolita attivo e l'inibizione dell'aggregazione piastrinica.

L'associazione è generalmente sconsigliata per precauzione.

Quando è necessaria una gastroprotezione in un paziente trattato con clopidogrel, il medico può valutare un IPP con minore interferenza sul CYP2C19, come Pantoprazolo.

Separare l'assunzione dei due medicinali di alcune ore non elimina in modo affidabile l'interazione.

Metotrexato[modifica]

La somministrazione concomitante di omeprazolo e Metotrexato, soprattutto ad alte dosi, può aumentare o prolungare l'esposizione al metotrexato.

In particolari protocolli oncologici può essere considerata la sospensione temporanea dell'IPP secondo indicazione specialistica.

Nelfinavir[modifica]

L'associazione è controindicata.

Atazanavir[modifica]

La riduzione dell'acidità gastrica può diminuire l'assorbimento di atazanavir.

L'associazione non è raccomandata, salvo gestione specialistica secondo i relativi RCP.

Warfarin[modifica]

Nei pazienti in trattamento con Warfarin può essere opportuno controllare l'INR all'inizio o alla sospensione dell'omeprazolo.

Fenitoina[modifica]

L'omeprazolo può ridurre la clearance della Fenitoina.

Diazepam[modifica]

L'inibizione del CYP2C19 può rallentare il metabolismo del Diazepam.

Digossina[modifica]

L'omeprazolo può aumentare modestamente l'assorbimento della digossina.

Tacrolimus[modifica]

È possibile un aumento delle concentrazioni plasmatiche di tacrolimus.

Farmaci con assorbimento dipendente dal pH[modifica]

L'aumento del pH gastrico può modificare l'assorbimento di alcuni medicinali, compresi determinati antifungini e antiretrovirali.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Apparato gastrointestinale[modifica]

Sistema nervoso[modifica]

  • Cefalea.
  • Capogiri.
  • Raramente, confusione o alterazioni dello stato mentale.

Cute[modifica]

  • Eruzione cutanea.
  • Prurito.
  • Orticaria.
  • Rare reazioni cutanee gravi, incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.

Rene[modifica]

  • Raramente, nefrite tubulointerstiziale.
  • Possibile danno renale acuto correlato a reazioni di ipersensibilità.

Metabolismo ed elettroliti[modifica]

  • Ipomagnesiemia.
  • Possibili alterazioni secondarie di calcio e potassio nei casi gravi.
  • Possibile carenza di vitamina B12 durante trattamenti prolungati.

Fegato[modifica]

  • Aumento degli enzimi epatici.
  • Raramente, epatite.

Sangue[modifica]

  • Raramente, leucopenia o trombocitopenia.
  • Molto raramente, gravi alterazioni ematologiche.

Apparato muscoloscheletrico[modifica]

  • Artralgia.
  • Mialgia.
  • Possibile associazione con aumento del rischio di fratture durante trattamenti prolungati in pazienti predisposti.

Reazioni di ipersensibilità[modifica]

  • Orticaria.
  • Angioedema.
  • Raramente, anafilassi.

Sovradosaggio[modifica]

Il sovradosaggio può provocare nausea, vomito, capogiri, dolore addominale, diarrea e cefalea.

Il trattamento è generalmente sintomatico e di supporto.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono valutazione tempestiva:

  • Difficoltà respiratoria o gonfiore del volto.
  • Eruzione cutanea grave con lesioni delle mucose.
  • Marcata riduzione della diuresi.
  • Diarrea grave o persistente.
  • Palpitazioni, crampi o convulsioni in presenza di possibile ipomagnesiemia.
  • Sanguinamento digestivo.

CURIOSITÀ[modifica]

Omeprazolo ed esomeprazolo sono la stessa cosa?[modifica]

L'omeprazolo è una miscela racemica di due enantiomeri.

L'Esomeprazolo è l'enantiomero S.

I due medicinali hanno lo stesso bersaglio farmacologico, ma possono differire per farmacocinetica ed esposizione sistemica.

Perché l'omeprazolo si prende prima di mangiare?[modifica]

L'assunzione prima del pasto può favorire la presenza del farmaco quando una maggiore quantità di pompe protoniche viene attivata dalla stimolazione alimentare.

Omeprazolo è un antiacido?[modifica]

Non nel senso farmacologico stretto.

Gli antiacidi neutralizzano l'acido già presente nello stomaco.

L'omeprazolo riduce invece la produzione di nuovo acido.

Perché non funziona immediatamente come un antiacido?[modifica]

L'effetto dipende dall'inibizione delle pompe protoniche attive.

La soppressione acida massima richiede generalmente alcuni giorni di terapia continuativa.

Omeprazolo protegge lo stomaco da tutti i farmaci?[modifica]

No.

Può ridurre il rischio di determinate lesioni gastrointestinali superiori associate a FANS e altri fattori di rischio.

Non previene tutti gli effetti gastrointestinali dei medicinali e non protegge automaticamente l'intestino tenue o il colon.

Omeprazolo protegge i reni dagli antinfiammatori?[modifica]

No.

L'omeprazolo non previene il danno renale emodinamico causato dai FANS.

Omeprazolo può danneggiare i reni?[modifica]

Raramente può provocare nefrite tubulointerstiziale, una reazione potenzialmente grave.

Le associazioni osservate tra uso prolungato di IPP e malattia renale cronica non dimostrano, da sole, un rapporto causale.

Si può prendere omeprazolo per anni?[modifica]

Sì, quando esiste un'indicazione documentata al trattamento continuativo.

È comunque importante rivalutare periodicamente dose, durata e necessità terapeutica.

Cosa succede se si interrompe improvvisamente?[modifica]

Dopo trattamenti prolungati può verificarsi una temporanea ipersecrezione acida di rimbalzo.

Il paziente può avvertire pirosi o altri sintomi che non indicano necessariamente la ricomparsa della malattia originaria.

Omeprazolo può ridurre il magnesio?[modifica]

Sì.

L'ipomagnesiemia è una possibile complicanza, soprattutto durante trattamenti prolungati.

Omeprazolo può ridurre la vitamina B12?[modifica]

La riduzione dell'acidità gastrica può ostacolare il rilascio della vitamina B12 dalle proteine alimentari.

Il rischio è maggiore nei pazienti con riserve ridotte e altri fattori predisponenti.

Qual è la differenza tra omeprazolo e pantoprazolo?[modifica]

Entrambi sono Inibitori della pompa protonica.

Il Pantoprazolo presenta generalmente una minore interferenza sul CYP2C19 rispetto all'omeprazolo, caratteristica rilevante nei pazienti trattati con Clopidogrel.

Omeprazolo può mascherare un tumore gastrico?[modifica]

Può ridurre i sintomi di una patologia gastrica anche grave senza eliminarne la causa.

Per questo la presenza di sintomi di allarme richiede un approfondimento diagnostico.

È necessario assumere probiotici con omeprazolo?[modifica]

Non esiste una raccomandazione generale di associare probiotici a tutti i pazienti che assumono omeprazolo.

La scelta dipende dal contesto clinico.

L'omeprazolo cura Helicobacter pylori da solo?[modifica]

No.

L'omeprazolo riduce l'acidità gastrica, ma per l'eradicazione di Helicobacter pylori sono necessari antibiotici appropriati.

Quando bisogna controllare magnesio e vitamina B12?[modifica]

Il monitoraggio non è obbligatorio indistintamente per tutti.

Può essere appropriato nei pazienti con sintomi, fattori di rischio, trattamenti molto prolungati o farmaci concomitanti che aumentano la probabilità di carenze.

LINK CORRELATI[modifica]

Acidità di stomaco/Gastrite/Ulcera gastrica/Ulcera duodenale/Reflusso gastroesofageo
Antagonisti dei recettori H2 Ranitidina (Buscopan antiacido, Raniben, Ranibloc, Ranidil, Ranitidina generico compresse, Zantac)
Inibitori della pompa protonica Esomeprazolo (Axagon, Esopral, Esomeprazolo generico capsule, Lucen compresse, Nexium compresse)  • Lansoprazolo (Lansoprazolo generico, Lansox capsule, Lansox compresse orodispersibili, Limpidex capsule, Limpidex compresse orodispersibili, Zoton)  • Omeprazolo (Antra, Losec, Mepral, Omeprazen, Omeprazolo generico...)  • Pantoprazolo (Buscopan reflusso, Maalox reflusso, Pantecta 20 mg, Pantecta 40 mg, Pantopan 20 mg, Pantopan 40 mg, Pantoprazolo generico, Pantorc 20 mg, pantorc 40 mg, Peptazol...)  • Rabeprazolo (Pariet, Rabeprazolo generico compresse)
Altri Magnesio idrossido/Alluminio idrossido (Maalox)  • Magnesio idrossido/Alluminio idrossido/Dimeticone (Maalox plus)  • Sodio alginato/Sodio bicarbonato (Gaviscon), Sodio alginato/Potassio bicarbonato (Gaviscon advance)  • Magaldrato (Riopan, Gadral), Sulglicotide (Gliptide)