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Infezioni sistemiche, qualora non venga attuata specifica terapia antiinfettiva.
Immunizzazione con virus attenuati; altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono glicocorticoidi[[glucocorticoidi]], specialmente ad alte dosi, a causa di possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente risposta anticorpale. Generalmente controindicato in [[gravidanza]] e durante l’allattamento (v. par. 4.6)
==4.4 AVVERTENZE E PRECAUZIONI==
Nei pazienti in terapia con glicocorticoidi[[glucocorticoidi]], sottoposti a particolari stress, è indispensabile un adattamento della dose in rapporto all’entità della condizione stressante.
I glicorticoidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti a causa delle [[difese immunitarie]] ridotte. In questi casi va sempre valutata l’opportunità di istituire un’adeguata terapia antibiotica.
L’uso nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata, nei quali il glicocorticoide va usato con appropriata terapia antitubercolare.
Se i glicocorticoidi [[glucocorticoidi]] vengono somministrati nei pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tuber[[colina]], è necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può verificare una riattivazione della malattia.
Nella terapia prolungata questi soggetti devono ricevere una chemioprofilassi.
In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un’alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l’apporto di sodio e di potassio.
Tutti i glicocorticoidi [[glucocorticoidi]] aumentano l’escrezione di calcio.
La terapia corticosteroidea può peggiorare il [[diabete]] mellito, l’[[osteoporosi]], l’[[ipertensione]], il [[glaucoma]] e l’[[epilessia]].
Nei pazienti con insufficienza epatica i livelli ematici dei [[corticosteroidi]] possono essere aumentati, così come avviene con gli altri farmaci che vengono metabolizzati nel fegato.
Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai glicocorticoidi [[glucocorticoidi]] può essere aumentata.
Si consiglia cautela nei pazienti con [[herpes simplex]] oculare, perchè è possibile una perforazione corneale.
Nei pazienti con ipoprotrombinemia, si consiglia prudenza nell’associare l’[[acido acetilsalicilico]] ai glicocorticoidi[[glucocorticoidi]].
I bambini e gli adolescenti sottoposti a prolungata terapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo.
La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima in grado di controllare la sintomatologia; una riduzione posologica va fatta sempre gradualmente durante un periodo di alcune settimane o mesi in rapporto alla dose precedentemente assunta ed alla durata della terapia.
I glicocorticoidi [[glucocorticoidi]] devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi:
[[colite ulcerosa]] non specifica con pericolo di perforazione, ascessi e infezioni piogeniche in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, [[ulcera]] peptica attiva o latente, insufficienza renale, [[ipertensione]], [[osteoporosi]], miastenia grave.
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