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==1 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE==
==2 COMPOSIZIONE==
Una compressa contiene:
<u>[[:categoria:principi attivi|principio attivo]]</u>: [[acido acetilsalicilico ]] 100 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il foglio illustrativo..
==3 FORMA FARMACEUTICA==
Compressa gastroresistente.
==4.1 INDICAZIONI==
• dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA)
• in pazienti con [[angina ]] pectoris instabile
• in pazienti con [[angina ]] pectoris stabile cronica
2) Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA).
''* In soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità).''
==4.2 POSOLOGIA==
È consigliabile ingerire il farmaco con un’abbondante quantità di liquido (½ - 1 bicchiere di acqua), prima dei pasti.
'''Cardioaspirin ''' non dev’essere assunto a dosaggi maggiori senza espressa prescrizione del medico.
==4.3 CONTROINDICAZIONI==
• Ipersensibilità al [[:categoria:principi attivi|principio attivo]], ai salicilati o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1)
• Anamnesi di [[asma ]] indotta dalla somministrazione di salicilati o sostanze ad attività simile, in particolare i farmaci [[antinfiammatori ]] non steroidei
• [[Ulcera ]] gastroduodenale
• Diatesi emorragica
• Grave insufficienza epatica
• Grave [[insufficienza cardiaca]]
• Trattamento concomitante con [[metotrexato ]] a dosi di 15 mg/settimana o più (vedere paragrafo 4.5) • Ultimo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6)
• Ultimo trimestre di [[gravidanza]] (vedere paragrafo 4.6)
==4.4 AVVERTENZE E PRECAUZIONI==
''L’acido L’[[acido acetilsalicilico ]] dev’essere utilizzato con particolare cautela nei seguenti casi'':
• ipersensibilità ai farmaci [[analgesici]], anti-infiammatori od antireumatici ed in presenza di altre allergie,
• anamnesi di ulcere gastrointestinali, compresa la malattia ulcerosa cronica o ricorrente, o di emorragie gastrointestinali,
• trattamento concomitante con [[anticoagulanti ]] (vedere paragrafo 4.5),
• nei pazienti con compromissione della funzionalità renale o cardiocircolatoria (ad es. vasculopatia renale, [[insufficienza cardiaca ]] congestizia, deplezione di volume, chirurgia maggiore, sepsi o eventi emorragici maggiori), poiché l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] può incrementare ulteriormente il rischio di compromissione della funzionalità renale ed insufficienza renale acuta,
• nei pazienti affetti da grave deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] può indurre emolisi o [[anemia ]] emolitica. Fattori che possono aumentare il rischio di emolisi sono, ad esempio, un dosaggio elevato, la [[febbre ]] o infezioni acute,
• compromissione della funzionalità epatica.
A basse dosi, l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] riduce l’escrezione di acido urico. Questo può talvolta causare attacchi di [[gotta ]] nei pazienti predisposti. I prodotti contenenti acido acetilsalicilico vanno usati con cautela e sotto controllo medico nei bambini e negli adolescenti con infezioni virali, a prescindere dalla presenza o meno di febbre. In certe affezioni virali, specialmente influenza A, influenza B e varicella, esiste il rischio di Sindrome di Reye, una malattia molto rara, ma pericolosa per la vita, che richiede un immediato intervento medico. Il rischio può essere aumentato in caso di assunzione contemporanea di acido acetilsalicilico, sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale. Il vomito persistente in pazienti affetti da queste malattie può essere un segno di Sindrome di Reye.
I prodotti contenenti [[acido acetilsalicilico]] vanno usati con cautela e sotto controllo medico nei bambini e negli adolescenti con infezioni virali, a prescindere dalla presenza o meno di [[febbre]]. In certe affezioni virali, specialmente [[influenza]] A, [[influenza]] B e [[varicella]], esiste il rischio di Sindrome di Reye, una malattia molto rara, ma pericolosa per la vita, che richiede un immediato intervento medico. Il rischio può essere aumentato in caso di assunzione contemporanea di [[acido acetilsalicilico]], sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale. Il [[vomito]] persistente in pazienti affetti da queste malattie può essere un segno di Sindrome di Reye.
==4.5 INTERAZIONI==
L’effetto del trattamento può essere modificato se '''Cardioaspirin ''' è assunto in concomitanza con altri medicinali quali:
• [[anticoagulanti ]] (es. [[warfarin]]);
• farmaci antirigetto (es. [[ciclosporina]], [[tacrolimus]]);
• [[antiipertensivi ]] (es. [[diuretici ]] e [[ACE-inibitori]]);
• antidolorifici
• farmaci per la [[gotta ]] (probenecid);
• farmaci anticancro e per l’artrite l’[[artrite reumatoide ]] ([[metotrexato]])
'''<u>Associazioni controindicate</u>'''
<u>[[Metotrexato ]] a dosi maggiori o uguali a 15 mg/settimana</u>
Aumento della tossicità ematologica del [[metotrexato ]] (gli anti-infiammatori in generale diminuiscono la clearance renale del [[metotrexato ]] e i salicilati spiazzano il [[metotrexato ]] dal suo legame con le proteine plasmatiche) (vedere paragrafo 4.3).
'''<u>Associazioni che richiedono precauzioni per l’uso</u>'''
<u>[[Metotrexato ]] a dosi inferiori a 15 mg/settimana</u>
Aumento della tossicità ematologica del [[metotrexato ]] (gli anti-infiammatori in generale diminuiscono la clearance renale del [[metotrexato ]] e i salicilati spiazzano il [[metotrexato ]] dal suo legame con le proteine plasmatiche).
<u>[[Ibuprofene]]</u>
Dati sperimentali indicano che l’ibuprofene l’[[ibuprofene]] può inibire gli effetti dell’acido dell’[[acido acetilsalicilico ]] a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. Tuttavia, l’esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l’uso continuativo di [[ibuprofene]]; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall’uso occasionale dell’ibuprofene dell’[[ibuprofene]] (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
<u>[[Anticoagulanti]], trombolitici/altri agenti antipiastrinici</u>
Aumento del rischio di sanguinamento.
<u>Altri farmaci anti-infiammatori non steroidei contenenti salicilati ad alte dosi</u>
Aumento del rischio di ulcere ed [[emorragia ]] gastrointestinale a causa dell’effetto sinergico.
<u>Inibitori selettivi del re-uptake della serotonina</u>
Aumento del rischio di sanguinamento dell’apparato gastrointestinale superiore a causa di un possibile effetto sinergico.
<u>[[Digossina]]</u>
Aumento della concentrazione plasmatica di [[digossina ]] per diminuzione dell’escrezione renale.
<u>[[Ipoglicemizzanti|Antidiabetici]], ad es. [[insulina]], sulfoniluree</u>
Aumento dell’effetto ipoglicemico per alte dosi di [[acido acetilsalicilico]], attraverso l’azione ipoglicemica dell’acido dell’[[acido acetilsalicilico ]] e lo spiazzamento delle sulfoniluree dai siti di legame proteico.
<u>Diuretici in associazione con [[acido acetilsalicilico ]] ad alte dosi</u>
Riduzione della filtrazione glomerulare attraverso la riduzione della sintesi delle prostaglandine.
<u>Glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell’idrocortisone dell’[[idrocortisone]] usato come terapia sostitutiva nel Morbo di Addison</u>
Riduzione dei livelli di salicilati nel sangue durante il trattamento con [[corticosteroidi ]] e rischio di sovradosaggio di salicilati dopo la sua interruzione, per l’aumentata eliminazione dei salicilati dovuta ai [[corticosteroidi]].
<u>Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina ([[ACE-inibitori]]) in associazione con [[acido acetilsalicilico ]] ad alte dosi</u>
Ridotta filtrazione glomerulare attraverso l’inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie. Inoltre, riduzione dell’effetto anti-ipertensivo.
<u>[[Acido valproico]]</u>
Aumento della tossicità dell’acido dell’[[acido valproico ]] a causa dello spiazzamento dai siti di legame proteico.
<u>Uricosurici come benzbromarone, probenecid</u>
<u>Alcool</u>
Aumento del danno sulla mucosa gastrointestinale e prolungamento del tempo di sanguinamento a causa degli effetti additivi dell’acido dell’[[acido acetilsalicilico ]] e dell’alcool.
==4.6 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO==
<u>[[Gravidanza]]</u>
L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla [[gravidanza ]] e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un possibile aumento del rischio di aborto e di malformazioni dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della [[gravidanza]]. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. I dati disponibili non dimostrano che ci sia correlazione tra l’assunzione di [[acido acetilsalicilico ]] e l’aumento del rischio di aborto.
I dati epidemiologici disponibili relativi alle malformazioni a seguito di assunzione di [[acido acetilsalicilico ]] non sono coerenti, ma non si può escludere un aumentato rischio di gastroschisi. Uno studio prospettico con esposizione nelle fasi precoci della [[gravidanza ]] (primo-quarto mese), eseguito su circa 14.800 coppie madre-figlio, non ha dimostrato un aumento nella frequenza di malformazioni. Gli studi condotti nell’animale hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Durante il primo ed il secondo trimestre di [[gravidanza]], l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] non dev’essere somministrato se non in caso di effettiva necessità. Qualora farmaci contenenti [[acido acetilsalicilico ]] siano usati da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e il secondo trimestre di [[gravidanza]], il trattamento dovrà essere il più breve possibile e la dose la più bassa possibile.
Durante il terzo trimestre di [[gravidanza]], tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre
''il feto a'':
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso ed [[ipertensione ]] polmonare);
- disfunzione renale, che può progredire ad insufficienza renale con oligo-idramnios;
''la madre e il bambino, alla fine della [[gravidanza]], a'':
- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può manifestarsi anche a dosi molto basse;
- inibizione delle contrazioni uterine, risultante in ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente, l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] è controindicato durante il terzo trimestre di [[gravidanza]].
<u>Allattamento</u>
Dal momento che non sono stati osservati effetti indesiderati nel lattante in seguito ad un uso occasionale, l’interruzione dell’allattamento non è di norma necessaria. Tuttavia, in caso di uso regolare o di assunzione di dosaggi elevati, si deve prendere in considerazione la possibilità di uno svezzamento precoce.
== 4.7 EFFETTI SUL GUIDARE/USARE MACCHINARI ==
'''Cardioaspirin ''' non altera la capacità di guidare o di utilizzare macchinari. <br/>
==4.8 EFFETTI INDESIDERATI==
Le reazioni avverse elencate sotto derivano da segnalazioni spontanee con tutte le formulazioni di [[acido acetilsalicilico]], compresi trattamenti orali a breve e lungo termine, e non ne è pertanto possibile un’organizzazione per categorie di frequenza.
Disturbi dell’apparato gastrointestinale superiore ed inferiore come dispepsia, dolore gastrointestinale e addominale; raramente infiammazione gastrointestinale, [[ulcera ]] gastrointestinale, che potenzialmente, ma molto raramente, può dare luogo a [[emorragia ]] e perforazione gastrointestinale, con le relative alterazioni dei parametri di laboratorio ed i relativi segni e sintomi clinici.
Per il suo effetto inibitorio sulle piastrine, l’acido l’[[acido acetilsalicilico ]] può aumentare il rischio di sanguinamenti. Sono state osservate emorragie peri-operatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali.
Sono state segnalate emorragie gravi, (da rare a molto rare), come le emorragie dell’apparato gastrointestinale e l’emorragia l’[[emorragia]] cerebrale (specialmente in pazienti con [[ipertensione ]] non controllata e/o in trattamento concomitante con agenti antiemostatici), che in singoli casi possono essere potenzialmente pericolose per la vita.
Sono state segnalate emolisi ed [[anemia ]] emolitica in pazienti con gravi forme di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).
Sono state segnalate compromissione della funzionalità renale ed insufficienza renale.
Le reazioni di ipersensibilità, con le relative manifestazioni cliniche e di laboratorio, comprendono la sindrome asmatica [[asma]]tica e le reazioni da lievi a moderate a carico della cute, delle vie respiratorie, dell’apparato gastrointestinale e cardiovascolare, con sintomi quali eruzioni cutanee, [[orticaria]], [[edema]], [[prurito]], rinite, congestione nasale, distress cardio-respiratorio e, molto raramente, reazioni gravi compreso lo shock anafilattico.
Molto raramente è stato osservato danno epatico transitorio con aumento delle transaminasi epatiche.
Sono stati riportati capogiri e tinnito, che possono essere indice di sovradosaggio.
==4.9 SOVRADOSAGGIO==
La tossicità da salicilati (un dosaggio superiore a 100 mg/kg/giorno per 2 giorni consecutivi può indurre tossicità) può essere la conseguenza di un’assunzione cronica di dosi eccessive, oppure di sovradosaggio acuto, potenzialmente pericoloso per la vita, che comprende anche l’ingestione accidentale nei bambini.
L’avvelenamento '''cronico''' da salicilati può essere insidioso dal momento che i segni e i sintomi sono aspecifici. Una lieve intossicazione cronica da salicilati, o salicilismo, in genere si verifica unicamente in seguito a utilizzo ripetuto di dosi considerevoli. Tra i sintomi vi sono il capogiro, le [[vertigini]], il tinnito, la sordità, la sudorazione, la [[nausea ]] e il [[vomito]], la [[cefalea ]] e lo stato confusionale. Questi sintomi possono essere controllati riducendo il dosaggio. Il tinnito può manifestarsi a concentrazioni plasmatiche comprese tra i 150 e i 300 mcg /ml. A concentrazioni superiori ai 300 mcg /ml si palesano eventi avversi più gravi.
La caratteristica principale dell’intossicazione '''acuta''' è una grave alterazione dell’equilibrio acido-base, che può variare con l’età e la gravità dell’intossicazione; la presentazione più comune, nel bambino, è l’acidosi metabolica. Non è possibile stimare la gravità dell’avvelenamento dalla sola concentrazione plasmatica; l’assorbimento dell’acido dell’[[acido acetilsalicilico ]] può essere ritardato a causa di uno svuotamento gastrico ridotto, dalla formazione di concrezioni nello stomaco o in conseguenza dell’ingestione di preparati gastroresistenti. La gestione di un’intossicazione da [[acido acetilsalicilico ]] è determinata dall’entità, dallo stadio e dai sintomi clinici di quest’ultima e deve essere attuata secondo le tecniche convenzionali di gestione degli avvelenamenti. Le misure principali da adottare consistono nell’accelerazione dell’escrezione del farmaco e nel ripristino del metabolismo elettrolitico e acido-base.
Per i complessi effetti fisiopatologici connessi con l’avvelenamento da salicilati, i segni e sintomi/risultati delle indagini biochimiche e strumentali possono comprendere:
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| [[Nausea]], [[vomito]]
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| Gestione dei liquidi e degli elettroliti
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| Respiratori: variabili dall’iperventilazione ed [[edema ]] polmonare non cardiogeno fino all’arresto respiratorio e asfissia
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| Cardiovascolari: variabili dalle [[antiaritmici|aritmie ]] e [[ipotensione ]] fino all’arresto cardiocircolatorio
| Ad es. alterazione della pressione arteriosa e dell’ECG.
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| Gastrointestinali: [[emorragia ]] gastrointestinale
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| Neurologici: encefalopatia tossica e [[depressione ]] del SNC con manifestazioni dalla letargia e confusione fino al coma e alle convulsioni
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