Buprenorfina
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| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
La buprenorfina è un analgesico oppioide utilizzato, in base alla formulazione, nel trattamento del dolore e nella terapia della dipendenza da oppioidi. È un agonista parziale dei recettori μ, con un profilo farmacologico diverso da quello degli agonisti oppioidi puri. Può provocare sedazione, depressione respiratoria, dipendenza e sintomi di astinenza; la scelta della formulazione e la titolazione della dose richiedono particolare attenzione.
| Caratteristica | Informazioni |
|---|---|
| Principio attivo | Buprenorfina |
| Classe farmacologica | Analgesici oppioidi; agonista parziale dei recettori μ |
| Principali specialità | Temgesic, Transtec, Subutex, Suboxone |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Trattamento del dolore con specifiche formulazioni; terapia sostitutiva della dipendenza da oppioidi con formulazioni dedicate |
| Meccanismo d'azione | Agonismo parziale sui recettori μ-oppioidi e antagonismo sui recettori κ |
| Forme farmaceutiche | Compresse sublinguali, soluzione iniettabile, cerotti transdermici; formulazioni sublinguali associate a naloxone |
| Dosaggio | Dipende dall'indicazione e dalla formulazione: per il dolore, ad esempio, compresse sublinguali da 0,2 mg o cerotti da 35, 52,5 e 70 microgrammi/ora; nella dipendenza, dosi sublinguali individualizzate, spesso nell'ordine di alcuni milligrammi al giorno |
| Emivita | Variabile secondo la via di somministrazione; l'emivita terminale è generalmente lunga, nell'ordine di decine di ore |
| Effetti indesiderati comuni | Nausea, vomito, stitichezza, cefalea, sonnolenza, capogiro, sudorazione |
| Rischi principali | Depressione respiratoria, sedazione, dipendenza, astinenza, interazioni con alcol e sedativi, tossicità epatica |
| Regime di fornitura | Soggetto a prescrizione medica; le modalità di prescrizione e dispensazione dipendono dalla specialità e dall'indicazione |
Indice
SPECIALITÀ[modifica]
BUPRENORFINA:
- Temgesic
- 10 compresse sublinguali da 0,2 mg
- 5 fiale da 1 ml per uso intramuscolare o endovenoso, contenenti 0,3 mg/ml
- Transtec
- 3 cerotti transdermici da 20 mg, rilascio di 35 microgrammi/ora
- 3 cerotti transdermici da 30 mg, rilascio di 52,5 microgrammi/ora
- 3 cerotti transdermici da 40 mg, rilascio di 70 microgrammi/ora
- Subutex
- 7 compresse sublinguali da 2 mg
- 7 compresse sublinguali da 8 mg
BUPRENORFINA/NALOXONE:
- Suboxone
- 7 compresse sublinguali da 2 mg/0,5 mg
- 7 compresse sublinguali da 8 mg/2 mg
Le confezioni e la disponibilità commerciale possono variare nel tempo. Le specialità sopra elencate sono quelle riportate nella pagina WikiFarmaco della buprenorfina e vanno ricontrollate in caso di aggiornamento della voce.
STRUTTURA[modifica]
La buprenorfina è un oppioide semisintetico derivato dalla tebaina. La struttura presenta un nucleo morfinanico e gruppi funzionali che contribuiscono all'elevata affinità per i recettori oppioidi e alla lunga durata d'azione.
MECCANISMO D'AZIONE[modifica]
La buprenorfina agisce principalmente come agonista parziale dei recettori μ-oppioidi e come antagonista dei recettori κ.
Agonismo parziale sui recettori μ[modifica]
L'attivazione dei recettori μ nel sistema nervoso centrale riduce la trasmissione dei segnali dolorosi e può produrre analgesia, sedazione ed euforia. Essendo un agonista parziale, la buprenorfina ha un'attività intrinseca inferiore a quella di agonisti puri come la morfina; tuttavia, la sua elevata affinità recettoriale può renderne complessa l'associazione con altri oppioidi.
L'effetto sulla depressione respiratoria presenta un cosiddetto effetto tetto in determinate condizioni, ma questo non elimina il rischio di depressione respiratoria grave, soprattutto in caso di sovradosaggio o associazione con alcol, benzodiazepine e altri depressori del sistema nervoso centrale.
Antagonismo sui recettori κ[modifica]
L'antagonismo dei recettori κ contribuisce al profilo farmacologico della molecola. Il significato clinico di questo effetto, distinto dall'analgesia mediata dai recettori μ, dipende dal contesto terapeutico.
Precipitazione dell'astinenza[modifica]
Per la sua elevata affinità per i recettori μ, la buprenorfina può spiazzare un agonista oppioide assunto in precedenza e provocare una sindrome d'astinenza precipitata. Il rischio è particolarmente rilevante quando si inizia una terapia per la dipendenza prima che siano comparsi segni sufficienti di astinenza spontanea, o quando il passaggio da metadone avviene senza un piano clinico appropriato.
INDICAZIONI[modifica]
Le indicazioni dipendono dalla formulazione e dalla specifica specialità.
Trattamento del dolore[modifica]
- Le compresse sublinguali di Temgesic sono utilizzate per il trattamento del dolore acuto e cronico di intensità da moderata a elevata, secondo le indicazioni autorizzate della formulazione.
- La soluzione iniettabile di Temgesic è utilizzata nel trattamento del dolore intenso quando è indicata la somministrazione parenterale.
- I cerotti transdermici di Transtec sono indicati per il trattamento del dolore da moderato a severo che richiede un analgesico oppioide, secondo le condizioni previste per il prodotto.
Le formulazioni non sono automaticamente intercambiabili: differiscono per velocità di assorbimento, durata d'azione, dosaggio e indicazioni.
Dipendenza da oppioidi[modifica]
- Subutex è impiegato nella terapia sostitutiva della dipendenza da oppioidi, nell'ambito di un programma terapeutico che comprenda supervisione medica e, quando appropriato, sostegno psicologico e sociale.
- Suboxone, associazione di buprenorfina e naloxone, è utilizzato nella terapia sostitutiva della dipendenza da oppioidi. Il naloxone è aggiunto soprattutto per ridurre l'attrattiva dell'uso improprio per via parenterale.
Le formulazioni per la dipendenza non devono essere utilizzate autonomamente per trattare il dolore, né le formulazioni analgesiche devono essere considerate sostituti equivalenti delle formulazioni destinate alla terapia sostitutiva.
CONTROINDICAZIONI[modifica]
Le controindicazioni precise variano secondo la formulazione. In generale, la buprenorfina non deve essere utilizzata in presenza di:
- Ipersensibilità alla buprenorfina o a uno degli eccipienti.
- Depressione respiratoria grave o compromissione respiratoria acuta non adeguatamente controllata.
- Asma bronchiale acuta o grave in assenza di adeguato monitoraggio e supporto respiratorio, quando previsto dalle informazioni del prodotto.
- Insufficienza epatica grave, per le formulazioni nelle quali è controindicata.
- Intossicazione acuta da alcol, sedativi, ipnotici o altri depressori del sistema nervoso centrale.
- Condizioni nelle quali gli oppioidi sono controindicati, come l'ileo paralitico noto o sospetto.
La presenza di trauma cranico, alterazione dello stato di coscienza, aumento della pressione intracranica, insufficienza respiratoria, insufficienza epatica o renale e uso concomitante di sedativi richiede una valutazione clinica specifica.
POSOLOGIA[modifica]
La dose deve essere individualizzata in base all'indicazione, alla formulazione, alla risposta clinica, alla precedente esposizione agli oppioidi e ai fattori di rischio. Le dosi riportate di seguito hanno valore orientativo e non consentono di convertire autonomamente una formulazione in un'altra.
Compresse sublinguali per il dolore[modifica]
Per le compresse sublinguali di Temgesic da 0,2 mg, la dose comunemente utilizzata negli adulti è di 0,2–0,4 mg per somministrazione, ripetibile secondo necessità e prescrizione. La frequenza deve essere stabilita in funzione del dolore, della risposta e delle caratteristiche del paziente.
La compressa deve essere lasciata sciogliere sotto la lingua. Non deve essere inghiottita intera per ottenere un effetto equivalente, poiché l'assorbimento gastrointestinale della buprenorfina è limitato.
Soluzione iniettabile[modifica]
La formulazione iniettabile di Temgesic contiene 0,3 mg/ml. Dose, via di somministrazione e intervallo dipendono dal quadro doloroso e devono essere stabiliti da personale sanitario. La somministrazione parenterale richiede particolare attenzione alla sedazione e alla funzione respiratoria.
Cerotti transdermici[modifica]
I cerotti di Transtec rilasciano buprenorfina a velocità nominali di 35, 52,5 o 70 microgrammi/ora. La scelta della dose dipende dall'intensità del dolore, dalla precedente terapia analgesica e dalla tollerabilità.
- Il cerotto va applicato sulla cute integra, asciutta e non irritata, seguendo le istruzioni della specifica formulazione.
- Deve essere sostituito secondo l'intervallo previsto dal prodotto; per Transtec, generalmente ogni 4 giorni.
- Non deve essere tagliato.
- Il calore esterno intenso, come coperte termiche o fonti di calore dirette, può aumentare l'assorbimento e il rischio di tossicità.
- L'effetto analgesico può instaurarsi lentamente: non si devono applicare cerotti aggiuntivi senza indicazione medica.
La dose di un cerotto non può essere convertita direttamente in una dose di compresse sublinguali o di buprenorfina iniettabile.
Terapia sostitutiva della dipendenza da oppioidi[modifica]
Per Subutex e Suboxone, l'inizio della terapia deve essere gestito da un medico esperto nel trattamento della dipendenza da oppioidi.
La dose iniziale viene scelta in relazione alla sostanza assunta in precedenza, alla dose e al tempo trascorso dall'ultima assunzione e alla presenza di segni clinici di astinenza. In genere la terapia viene iniziata quando sono presenti segni sufficienti di astinenza spontanea, per ridurre il rischio di astinenza precipitata.
La dose di mantenimento è individualizzata e può essere aggiustata in base al controllo dei sintomi, al desiderio compulsivo di assumere oppioidi, alla tollerabilità e all'aderenza. Le compresse sublinguali devono sciogliersi completamente sotto la lingua; non vanno ingerite intere. Per le formulazioni in film, devono essere seguite le modalità specifiche di somministrazione.
La sospensione, quando indicata, viene generalmente effettuata in modo graduale per limitare i sintomi di astinenza e il rischio di ricaduta.
Popolazioni particolari[modifica]
- Anziani: può essere necessario iniziare con cautela e monitorare sedazione, equilibrio e respirazione.
- Insufficienza epatica: la buprenorfina è metabolizzata principalmente dal fegato; nei pazienti con compromissione epatica può aumentare l'esposizione al farmaco. Alcune formulazioni sono controindicate nell'insufficienza epatica grave.
- Insufficienza renale: spesso non è richiesta una modifica importante della dose, ma la valutazione dipende dalla formulazione, dalle condizioni cliniche e dai farmaci associati.
- Bambini e adolescenti: indicazioni e limiti di età variano secondo la specialità; non utilizzare una formulazione senza verificarne l'autorizzazione per la fascia d'età.
- Gravidanza e allattamento: l'uso richiede una valutazione specialistica dei benefici e dei rischi, compreso il possibile rischio di sindrome d'astinenza neonatale e di effetti sul neonato.
EMIVITA[modifica]
La farmacocinetica della buprenorfina varia considerevolmente secondo la via di somministrazione e la formulazione. Dopo somministrazione sublinguale, l'emivita terminale è generalmente nell'ordine di circa 24–42 ore, con variabilità tra pazienti e prodotti. La lunga permanenza nei tessuti e il lento distacco dai recettori contribuiscono alla durata dell'effetto.
I cerotti transdermici producono un rilascio prolungato e l'assorbimento può continuare anche dopo la rimozione del cerotto. La durata dell'effetto clinico non coincide necessariamente con l'emivita plasmatica.
La buprenorfina è metabolizzata prevalentemente a livello epatico, soprattutto tramite CYP3A4, con formazione di norbuprenorfina; il farmaco e i metaboliti vengono eliminati attraverso le vie biliare e renale in proporzioni variabili.
AVVERTENZE[modifica]
Depressione respiratoria e sedazione[modifica]
La buprenorfina può causare depressione respiratoria potenzialmente fatale. Il rischio aumenta con dosi elevate, errori di somministrazione, assunzione concomitante di alcol, benzodiazepine, ipnotici, sedativi, altri oppioidi o medicinali che deprimono il sistema nervoso centrale.
Una respirazione lenta o superficiale, una difficoltà a svegliare la persona, una cianosi o una perdita di coscienza richiedono un intervento di emergenza.
Dipendenza, tolleranza e astinenza[modifica]
Anche se è un agonista parziale, la buprenorfina può provocare dipendenza fisica e sindrome d'astinenza in caso di interruzione brusca. L'interruzione deve essere pianificata con il medico. La tolleranza e la dipendenza possono svilupparsi anche durante un uso terapeutico prolungato.
L'uso improprio, la condivisione del medicinale e l'assunzione senza supervisione comportano rischi importanti. Le formulazioni destinate alla terapia sostitutiva devono essere utilizzate nell'ambito di un programma terapeutico strutturato.
Rischio di astinenza precipitata[modifica]
Nei pazienti che assumono agonisti oppioidi, la buprenorfina può precipitare una sindrome d'astinenza se somministrata troppo presto. Il passaggio da metadone o da altri oppioidi deve essere gestito secondo un piano clinico specifico, considerando la sostanza assunta, la dose, l'emivita e i sintomi presenti.
Funzionalità epatica[modifica]
Sono stati segnalati casi di danno epatico, da aumenti degli enzimi epatici a epatite e insufficienza epatica. Possono contribuire malattie epatiche preesistenti, infezioni virali, uso improprio, ipossia e medicinali concomitanti. In presenza di segni di danno epatico è necessaria una valutazione medica.
Cerotti transdermici[modifica]
I cerotti non devono essere tagliati o esposti a calore intenso. Dopo la rimozione, il cerotto usato contiene ancora principio attivo e deve essere smaltito in modo sicuro, lontano da bambini e animali. L'esposizione accidentale, soprattutto nei bambini, può provocare un'intossicazione grave.
Guida e uso di macchinari[modifica]
La buprenorfina può causare sonnolenza, capogiro, riduzione dell'attenzione e rallentamento dei riflessi. Questi effetti possono essere più marcati all'inizio della terapia, dopo un aumento della dose o con l'associazione di altri sedativi. Evitare di guidare o utilizzare macchinari se si manifestano tali sintomi.
Gravidanza e allattamento[modifica]
La decisione di utilizzare buprenorfina in gravidanza deve considerare i rischi dell'esposizione fetale, quelli dell'astinenza materna e neonatale e i benefici del trattamento della dipendenza quando presente. L'uso durante l'allattamento richiede una valutazione individuale, poiché il farmaco può passare nel latte materno.
INTERAZIONI[modifica]
Depressori del sistema nervoso centrale[modifica]
L'associazione con benzodiazepine, alcol, ipnotici, sedativi, anestetici, antipsicotici sedativi, alcuni antidepressivi, antistaminici sedativi, altri oppioidi e altri depressori del sistema nervoso centrale può aumentare sonnolenza, sedazione, depressione respiratoria, coma e rischio di morte. L'associazione richiede una valutazione clinica e, se inevitabile, un attento monitoraggio.
Inibitori e induttori del CYP3A4[modifica]
La buprenorfina è metabolizzata principalmente dal CYP3A4.
- Gli inibitori del CYP3A4, come alcuni antifungini azolici, alcuni macrolidi e alcuni antivirali, possono aumentare le concentrazioni di buprenorfina e il rischio di effetti indesiderati.
- Gli induttori del CYP3A4, come rifampicina, carbamazepina e fenitoina, possono ridurne le concentrazioni e diminuire l'efficacia; la sospensione di un induttore può successivamente aumentare l'esposizione.
La rilevanza dell'interazione dipende dal medicinale associato, dalla formulazione e dalla situazione clinica.
Altri oppioidi e antagonisti oppioidi[modifica]
L'elevata affinità della buprenorfina per i recettori μ può ridurre o modificare la risposta ad altri agonisti oppioidi. Il passaggio tra medicinali richiede supervisione clinica per evitare analgesia insufficiente, sovradosaggio o astinenza precipitata.
Gli antagonisti oppioidi, come naloxone, possono contrastare gli effetti oppioidi, ma la risposta può richiedere interventi e monitoraggio prolungati a causa delle caratteristiche farmacocinetiche della buprenorfina.
Medicinali serotoninergici[modifica]
In associazione con alcuni medicinali serotoninergici, compresi determinati antidepressivi, è stata segnalata la possibilità di sindrome serotoninergica. Il rischio dipende dalle associazioni e dalle condizioni del paziente; agitazione, febbre, sudorazione intensa, tremore, rigidità o alterazioni dello stato mentale richiedono una valutazione urgente.
Altre interazioni rilevanti[modifica]
- L'associazione con gabapentin o pregabalin può aumentare la sedazione e il rischio di depressione respiratoria.
- L'associazione con altri medicinali che causano stitichezza può aggravare gli effetti gastrointestinali.
- L'alcol deve essere evitato durante il trattamento, per il rischio di sedazione e depressione respiratoria.
EFFETTI COLLATERALI[modifica]
Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose, dalla via di somministrazione, dalla durata del trattamento e dall'eventuale presenza di altri medicinali.
Effetti comuni[modifica]
- Nausea e vomito.
- Stitichezza.
- Cefalea.
- Capogiro e sonnolenza.
- Sudorazione aumentata.
- Debolezza, affaticamento e malessere.
- Insonnia e disturbi del sonno, soprattutto durante l'avvio della terapia sostitutiva o in caso di astinenza.
- Reazioni locali nel sito di applicazione dei cerotti, come prurito, arrossamento o irritazione.
Effetti importanti o gravi[modifica]
- Depressione respiratoria: respirazione rallentata o superficiale, soprattutto in caso di sovradosaggio o associazione con sedativi.
- Reazioni allergiche gravi: edema del volto o della gola, difficoltà respiratoria o reazioni sistemiche.
- Danno epatico: alterazioni degli enzimi epatici, epatite e, raramente, insufficienza epatica.
- Sindrome d'astinenza: dolori muscolari, sudorazione, agitazione, insonnia, nausea, diarrea e altri sintomi, soprattutto in caso di sospensione brusca o avvio prematuro della terapia sostitutiva.
- Ipotensione e sincope: possibili soprattutto nei pazienti vulnerabili o in associazione con altri farmaci che riducono la pressione arteriosa.
- Reazioni cutanee: irritazione e, raramente, reazioni allergiche importanti.
- Sovradosaggio accidentale: particolarmente pericoloso nei bambini, anche in seguito al contatto o all'ingestione di un cerotto usato.
La comparsa di difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, grave reazione allergica o sospetto sovradosaggio richiede assistenza medica urgente.
CURIOSITÀ[modifica]
- La buprenorfina è un agonista parziale dei recettori μ: ciò significa che può attivare questi recettori senza raggiungere, in determinate condizioni, la stessa attività massima degli agonisti puri. Non è però priva di rischio di sovradosaggio.
- L'elevata affinità recettoriale e la dissociazione relativamente lenta contribuiscono alla durata dell'effetto e spiegano perché l'avvio della terapia sostitutiva debba essere pianificato attentamente.
- Le formulazioni transdermiche consentono un rilascio continuo del principio attivo, mentre quelle sublinguali permettono un assorbimento attraverso la mucosa orale evitando in gran parte il metabolismo di primo passaggio epatico.
- L'associazione buprenorfina/naloxone è stata sviluppata per la terapia della dipendenza da oppioidi; il naloxone riduce l'attrattiva dell'uso improprio per via parenterale, ma non elimina tutti i rischi di abuso o di intossicazione.
