Anastrozolo
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| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
L’anastrozolo è un farmaco antitumorale appartenente agli Inibitori dell'aromatasi, utilizzato soprattutto nella terapia endocrina del carcinoma mammario con recettori ormonali positivi nelle donne in postmenopausa. Riduce la produzione periferica di estrogeni, ormoni che possono stimolare la crescita di alcune cellule tumorali mammarie. La terapia richiede una valutazione del rischio osseo e un monitoraggio clinico nel tempo.
| Caratteristica | Informazioni |
|---|---|
| Principio attivo | Anastrozolo |
| Classe farmacologica | Inibitori dell'aromatasi non steroidei; terapia endocrina antineoplastica |
| Principali specialità | Arimidex; medicinali equivalenti a base di anastrozolo |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata e adiuvante negli stadi precoci con recettori ormonali positivi, nelle donne in postmenopausa |
| Meccanismo d'azione | Inibizione dell'aromatasi e riduzione della sintesi di estrogeni |
| Forme farmaceutiche | Compresse rivestite con film da 1 mg |
| Dosaggio | Generalmente 1 mg per via orale una volta al giorno |
| Emivita | Circa 40–50 ore |
| Effetti indesiderati comuni | Vampate di calore, artralgia, rigidità articolare, cefalea, nausea, astenia ed eruzioni cutanee |
| Rischi principali | Riduzione della densità minerale ossea, osteoporosi e fratture; possibili alterazioni del profilo lipidico |
| Regime di fornitura | Medicinale soggetto a prescrizione medica; per l'impiego oncologico, prescrizione e monitoraggio specialistici |
SPECIALITÀModifica
- Anastrozolo 1 mg compresse rivestite con film
- Arimidex 1 mg compresse rivestite con film
- Medicinali equivalenti a base di anastrozolo 1 mg compresse rivestite con film
STRUTTURAModifica
L’anastrozolo è una molecola non steroidea appartenente alla classe degli inibitori dell’aromatasi. La sua struttura chimica consente di inibire l’enzima aromatasi, responsabile della conversione degli androgeni in estrogeni nei tessuti periferici.
MECCANISMO D'AZIONEModifica
L’aromatasi è un enzima del complesso del citocromo P450 che catalizza la conversione di androgeni, come androstenedione e testosterone, in estrogeni, tra cui estrone ed estradiolo. Nelle donne in postmenopausa, la produzione di estrogeni avviene prevalentemente attraverso questa via periferica.
L’anastrozolo inibisce in modo potente e selettivo l’aromatasi, riducendo sensibilmente le concentrazioni circolanti di estrogeni. Nei tumori mammari che esprimono recettori per gli estrogeni, la riduzione dello stimolo estrogenico può rallentare la proliferazione delle cellule tumorali.
A differenza del Tamoxifene, che agisce principalmente modulando i recettori estrogenici, l’anastrozolo riduce la sintesi degli estrogeni. Non è una terapia citotossica classica e non è generalmente efficace come monoterapia endocrina nelle donne in premenopausa, nelle quali la produzione ovarica di estrogeni può compensare l’inibizione periferica.
INDICAZIONIModifica
Carcinoma mammario in postmenopausaModifica
L’anastrozolo è indicato nelle donne in postmenopausa per:
- trattamento adiuvante del carcinoma mammario invasivo in stadio iniziale con recettori ormonali positivi;
- trattamento adiuvante dopo 2–3 anni di terapia con Tamoxifene, quando è indicato il passaggio a un inibitore dell’aromatasi;
- trattamento del carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico con recettori ormonali positivi, secondo la situazione clinica e le precedenti terapie endocrine.
La scelta tra anastrozolo e altre terapie endocrine dipende dalle caratteristiche biologiche del tumore, dallo stadio della malattia, dai trattamenti già ricevuti, dalle comorbilità e dalla tollerabilità.
Altri impieghiModifica
L’impiego in altre condizioni, compresi alcuni disturbi endocrinologici o riproduttivi, non rientra nelle indicazioni oncologiche autorizzate e non deve essere intrapreso autonomamente. L’uso in soggetti di sesso maschile o in donne in premenopausa richiede una valutazione specialistica specifica; eventuali indicazioni non autorizzate devono essere distinte da quelle approvate.
CONTROINDICAZIONIModifica
- Ipersensibilità all’anastrozolo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
- Gravidanza e allattamento.
- Uso nelle donne in premenopausa, salvo eventuali protocolli specialistici specifici che prevedano una diversa strategia endocrina: l’anastrozolo da solo non è indicato in questa popolazione.
- Associazione con terapie contenenti estrogeni o con Tamoxifene, che possono ridurne l’effetto farmacologico.
L’impiego non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti per insufficienza di dati su efficacia e sicurezza.
POSOLOGIAModifica
AdultiModifica
La dose abituale è di 1 mg per via orale una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora. La compressa può essere assunta con o senza cibo.
Nel trattamento adiuvante del carcinoma mammario in fase iniziale, la durata della terapia endocrina è spesso di 5 anni, ma può essere adattata dallo specialista in base al rischio di recidiva, alla tollerabilità e all’eventuale sequenza con altri farmaci endocrini. Nella malattia avanzata, il trattamento viene generalmente proseguito finché vi è beneficio clinico e non si verifica una progressione che richieda una modifica terapeutica.
AnzianiModifica
Non è generalmente necessario un aggiustamento della dose basato sulla sola età.
Insufficienza renaleModifica
In genere non è necessario modificare la dose nell’insufficienza renale lieve o moderata. Nei pazienti con insufficienza renale grave sono necessarie cautela e valutazione specialistica, poiché i dati clinici sono più limitati.
Insufficienza epaticaModifica
Non è generalmente richiesto un aggiustamento nella compromissione epatica lieve. In caso di compromissione moderata o grave, l’esposizione al farmaco può aumentare e il trattamento deve essere valutato con particolare cautela.
Dimenticanza di una doseModifica
Se ci si accorge della dimenticanza, assumere la dose quando possibile, a meno che sia quasi il momento della dose successiva. In tal caso, saltare la dose dimenticata e proseguire con lo schema abituale. Non assumere una dose doppia per compensare.
SovradosaggioModifica
Non esiste un antidoto specifico. In caso di assunzione di una quantità eccessiva, è necessaria una valutazione medica tempestiva; il trattamento è di supporto e tiene conto anche dell’eventuale assunzione concomitante di altri medicinali.
EMIVITAModifica
L’emivita plasmatica terminale dell’anastrozolo è di circa 40–50 ore. Il farmaco viene assorbito rapidamente per via orale e raggiunge generalmente la concentrazione plasmatica massima entro circa due ore a digiuno. L’assunzione con il cibo può rallentare lievemente la velocità di assorbimento senza modificare in modo clinicamente significativo l’esposizione complessiva.
Le concentrazioni allo stato stazionario vengono raggiunte approssimativamente dopo una settimana di somministrazione quotidiana. L’anastrozolo è metabolizzato principalmente a livello epatico; una quota relativamente ridotta viene eliminata nelle urine come farmaco immodificato.
AVVERTENZEModifica
Salute ossea e rischio di frattureModifica
La riduzione degli estrogeni può accelerare la perdita di densità minerale ossea e aumentare il rischio di osteoporosi e fratture. Prima di iniziare la terapia è opportuno valutare i fattori di rischio osseo e, quando indicato, misurare la densità minerale mediante densitometria ossea. Durante il trattamento possono essere necessari controlli periodici, adeguato apporto di calcio e vitamina D e terapia specifica per la salute ossea.
Dolori articolari e muscolariModifica
Artralgia, rigidità articolare e dolori muscoloscheletrici sono effetti frequenti e possono compromettere la qualità di vita o l’aderenza alla terapia. Dolori nuovi, intensi o persistenti devono essere valutati per distinguere un effetto del farmaco da altre patologie.
Profilo lipidico e rischio cardiovascolareModifica
Durante la terapia possono verificarsi aumenti del colesterolo. È opportuno controllare il profilo lipidico in base al rischio cardiovascolare individuale. Nelle pazienti con cardiopatia ischemica preesistente è necessaria una valutazione attenta del rapporto beneficio-rischio.
Funzionalità epaticaModifica
Sono stati segnalati aumenti degli enzimi epatici e, raramente, epatite. In presenza di sintomi compatibili con un danno epatico, come ittero, urine scure, dolore addominale persistente o stanchezza insolita, è necessaria una valutazione medica.
Stato menopausaleModifica
Prima di iniziare il trattamento, lo stato postmenopausale deve essere certo. Se vi sono dubbi, può essere necessaria una valutazione biochimica. L’inibizione dell’aromatasi da sola non è una strategia adeguata nelle donne con funzione ovarica attiva.
Gravidanza e allattamentoModifica
L’anastrozolo è controindicato in gravidanza e allattamento e può arrecare danno al feto. In caso di possibilità di gravidanza, il medico deve chiarire le misure contraccettive appropriate e la gestione del trattamento.
Guida e uso di macchinariModifica
L’anastrozolo di norma non compromette significativamente la capacità di guidare. In presenza di astenia, sonnolenza o capogiri, è tuttavia opportuno prestare cautela.
INTERAZIONIModifica
- Tamoxifene: l’associazione può ridurre l’effetto farmacologico dell’anastrozolo e in genere deve essere evitata.
- Medicinali contenenti estrogeni: possono contrastare l’azione dell’anastrozolo e non devono essere associati senza una specifica indicazione specialistica.
- Altri medicinali: gli studi clinici non hanno evidenziato interazioni clinicamente significative con molti farmaci comunemente utilizzati. Tuttavia, prima di iniziare o modificare una terapia, è opportuno verificare tutte le terapie concomitanti, compresi prodotti da banco e integratori.
- Cimetidina: non ha mostrato effetti clinicamente rilevanti sulle concentrazioni plasmatiche dell’anastrozolo negli studi disponibili.
- Bifosfonati: non sono state evidenziate interazioni clinicamente significative; possono essere utilizzati quando indicati per la gestione del rischio osseo.
EFFETTI COLLATERALIModifica
Gli effetti indesiderati sono legati in larga parte alla riduzione degli estrogeni. Frequenza e intensità possono variare tra le pazienti.
Molto comuniModifica
- Vampate di calore.
- Artralgia e rigidità articolare.
- Cefalea.
- Nausea.
- Eruzioni cutanee.
- Astenia.
ComuniModifica
- Dolori ossei o muscolari.
- Osteoporosi e riduzione della densità minerale ossea.
- Aumento del colesterolo.
- Diarrea o vomito.
- Diradamento dei capelli.
- Sonnolenza.
- Secchezza vaginale.
- Sindrome del tunnel carpale.
- Aumenti degli enzimi epatici.
- Reazioni allergiche.
- Sanguinamento vaginale, soprattutto nelle prime settimane dopo il passaggio da un’altra terapia endocrina; se persiste, deve essere valutato.
Non comuni o rariModifica
- Epatite e aumenti della bilirubina.
- Orticaria e altre reazioni cutanee.
- Reazioni allergiche gravi, inclusa anafilassi.
- Vasculite cutanea.
- Eritema multiforme e altre reazioni cutanee gravi, segnalate raramente o con frequenza non nota.
Monitoraggio degli effetti indesideratiModifica
Durante la terapia è importante segnalare dolori ossei persistenti, limitazioni articolari significative, fratture, sintomi epatici o reazioni allergiche. Il monitoraggio della densità ossea e del profilo lipidico deve essere personalizzato in base al rischio individuale e alla durata del trattamento.
CURIOSITÀModifica
- L’anastrozolo è un inibitore non steroideo dell’aromatasi e riduce la produzione di estrogeni senza bloccare direttamente i recettori estrogenici.
- L’emivita relativamente lunga consente la somministrazione una volta al giorno.
- La riduzione degli estrogeni contribuisce all’efficacia antitumorale, ma spiega anche alcuni effetti indesiderati, soprattutto quelli articolari e ossei.
- La terapia endocrina del carcinoma mammario viene scelta in base allo stato menopausale e alle caratteristiche del tumore; anastrozolo, Letrozolo, Exemestane e Tamoxifene non sono intercambiabili in tutte le situazioni cliniche.