Lansoprazolo
| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
Il lansoprazolo è un farmaco appartenente agli Inibitori della pompa protonica (IPP), utilizzato per ridurre la produzione di acido nello stomaco. È indicato nel trattamento della Malattia da reflusso gastroesofageo, dell'Esofagite, delle ulcere gastriche e duodenali e, in associazione ad antibiotici, per l'eradicazione di Helicobacter pylori. Viene inoltre impiegato per prevenire le ulcere associate ai FANS nei pazienti a rischio che necessitano di una terapia antinfiammatoria continuativa. Il farmaco è generalmente ben tollerato, ma l'impiego prolungato richiede una rivalutazione periodica dell'indicazione e della dose.
| CARATTERISTICA | INFORMAZIONI |
|---|---|
| Principio attivo | Lansoprazolo |
| Classe farmacologica | Inibitori della pompa protonica (IPP); antisecretore gastrico |
| Principali specialità | Lansox, Limpidex, Zoton, Frilans |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Ulcera gastrica e duodenale, esofagite da reflusso, reflusso sintomatico, eradicazione di H. pylori con antibiotici, ulcere da FANS, sindrome di Zollinger-Ellison |
| Meccanismo d'azione | Inibizione irreversibile della pompa protonica H+/K+-ATPasi delle cellule parietali gastriche |
| Forme farmaceutiche | Capsule gastroresistenti e compresse orodispersibili contenenti granuli gastroresistenti |
| Dosaggio | Generalmente 15–30 mg una volta al giorno; 30 mg due volte al giorno in alcuni regimi per H. pylori; dosi maggiori nella sindrome di Zollinger-Ellison |
| Emivita | Circa 1–2 ore; effetto antisecretorio più prolungato dell'emivita plasmatica |
| Effetti indesiderati comuni | Cefalea, Diarrea, Nausea, Dolore addominale, Stipsi, flatulenza |
| Rischi principali | Ipomagnesiemia, carenza di vitamina B12, nefrite tubulo-interstiziale, infezioni gastrointestinali, reazioni cutanee gravi e interazioni farmacologiche |
| Regime di fornitura | Ricetta medica ripetibile (RR) per le comuni specialità; rimborsabilità secondo confezione e Note AIFA applicabili |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 6 POSOLOGIA
- 6.1 Tabella rapida delle dosi
- 6.2 Ulcera duodenale
- 6.3 Ulcera gastrica
- 6.4 Esofagite da reflusso
- 6.5 Terapia di mantenimento
- 6.6 Eradicazione di Helicobacter pylori
- 6.7 Prevenzione delle ulcere da FANS
- 6.8 Sindrome di Zollinger-Ellison
- 6.9 Modalità di assunzione
- 6.10 Capsule
- 6.11 Compresse orodispersibili
- 6.12 Insufficienza renale
- 6.13 Insufficienza epatica
- 6.14 Anziani
- 6.15 Bambini
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 8.1 Semaforo delle avvertenze
- 8.2 Esclusione di patologie maligne
- 8.3 Ipomagnesiemia
- 8.4 Carenza di vitamina B12
- 8.5 Infezioni gastrointestinali
- 8.6 Nefrite tubulo-interstiziale
- 8.7 Fratture ossee
- 8.8 Polipi delle ghiandole fundiche
- 8.9 Lupus eritematoso cutaneo subacuto
- 8.10 Effetto rebound
- 8.11 Monitoraggio nei trattamenti prolungati
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 Perché il lansoprazolo si assume prima di colazione?
- 11.2 Perché l'effetto dura più dell'emivita?
- 11.3 Lansoprazolo e omeprazolo
- 11.4 Lansoprazolo e pantoprazolo
- 11.5 Lansoprazolo e reflusso
- 11.6 Lansoprazolo e Helicobacter pylori
- 11.7 Lansoprazolo e vitamina B12
- 11.8 Lansoprazolo e magnesio
- 11.9 Lansoprazolo e funzione renale
- 11.10 Lansoprazolo e osteoporosi
- 11.11 Lansoprazolo e sospensione
- 11.12 Lansoprazolo e protezione gastrica
- 11.13 Quali controlli sono utili?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ
- Lansoprazolo
- Lansox — capsule rigide gastroresistenti da 15 mg e 30 mg, confezioni da 14 capsule; sono documentate anche confezioni da 28 capsule da 30 mg. Compresse orodispersibili da 15 mg e 30 mg, confezioni da 14 compresse.
- Limpidex — capsule rigide gastroresistenti da 15 mg e 30 mg, confezioni da 14 capsule; compresse orodispersibili da 15 mg e 30 mg, confezioni da 14 compresse.
- Zoton — capsule rigide da 15 mg e 30 mg; compresse orodispersibili da 15 mg e 30 mg. Tra le confezioni autorizzate figurano quelle da 14 compresse; nel 2026 sono state autorizzate ulteriori confezioni orodispersibili da 2, 7, 56 e 98 compresse da 15 mg.
- Frilans — capsule rigide gastroresistenti da 15 mg e 30 mg, confezioni da 14 capsule nelle presentazioni documentate.
Medicinali equivalenti
Sono disponibili o risultano autorizzati medicinali equivalenti contenenti lansoprazolo, generalmente in capsule gastroresistenti da 15 mg e 30 mg oppure in compresse orodispersibili.
Tra le denominazioni utilizzate figurano Lansoprazolo DOC, Lansoprazolo EG, Lansoprazolo Sandoz, Lansoprazolo Teva e Lansoprazolo Mylan.
La disponibilità commerciale delle singole confezioni deve essere distinta dalla semplice presenza di un'autorizzazione.
Capsule gastroresistenti
Le capsule contengono microgranuli protetti da un rivestimento gastroresistente.
Il rivestimento impedisce la degradazione del principio attivo nell'ambiente acido dello stomaco.
Compresse orodispersibili
Le compresse orodispersibili possono essere poste sulla lingua e lasciate disperdere nella saliva.
Contengono granuli gastroresistenti che non devono essere masticati o frantumati.
STRUTTURA
Il lansoprazolo è un derivato benzimidazolico sostituito appartenente alla classe degli inibitori della pompa protonica.
- Formula molecolare: C16H14F3N3O2S.
- Massa molecolare: circa 369,36 g/mol.
- Codice ATC: A02BC03.
- Classe chimica: benzimidazoli sostituiti.
- Bersaglio farmacologico: H+/K+-ATPasi gastrica.
Proprietà chimiche
Il lansoprazolo è una base debole, sensibile all'ambiente acido.
Per questa ragione viene formulato in preparazioni gastroresistenti.
Attivazione del principio attivo
Il lansoprazolo è un profarmaco.
Dopo l'assorbimento raggiunge i canalicoli secretori delle cellule parietali gastriche, dove l'ambiente acido ne favorisce la conversione nella forma attiva.
Confronto con altri IPP
Appartiene alla stessa classe di Omeprazolo, Esomeprazolo, Pantoprazolo e Rabeprazolo.
I diversi IPP condividono il bersaglio farmacologico, ma differiscono per metabolismo, interazioni e alcune caratteristiche farmacocinetiche.
MECCANISMO D'AZIONE
| LANSOPRAZOLO |
|---|
| Inibitore della pompa protonica |
| ↓ |
| Assorbimento intestinale
Distribuzione alle cellule parietali |
| ↓ |
| Attivazione nell'ambiente acido
Inibizione della H+/K+-ATPasi |
| ↓ |
| BENEFICI
Riduzione della secrezione acida Guarigione dell'esofagite Cicatrizzazione delle ulcere |
| ATTENZIONE |
| La soppressione acida prolungata può modificare l'assorbimento di alcuni medicinali e nutrienti |
Pompa protonica gastrica
La H+/K+-ATPasi è l'enzima responsabile della fase finale della secrezione di acido cloridrico nello stomaco.
Si trova sulla membrana secretoria delle cellule parietali gastriche.
Inibizione irreversibile
Il metabolita attivo del lansoprazolo si lega covalentemente alla pompa protonica.
La secrezione acida rimane ridotta fino alla sintesi o al recupero funzionale di nuove pompe.
Riduzione dell'acidità gastrica
Il lansoprazolo inibisce sia la secrezione acida basale sia quella stimolata dai pasti.
L'effetto aumenta generalmente nei primi giorni di somministrazione continuativa.
Effetto sull'esofagite
La riduzione dell'esposizione dell'esofago all'acido favorisce la guarigione delle lesioni della mucosa.
Effetto sull'ulcera peptica
La diminuzione dell'acidità facilita la cicatrizzazione delle ulcere gastriche e duodenali.
Eradicazione di Helicobacter pylori
Il lansoprazolo non è sufficiente da solo per eliminare Helicobacter pylori.
Viene associato ad antibiotici per migliorare le condizioni gastriche e l'efficacia della terapia eradicante.
INDICAZIONI
Ulcera duodenale
Il lansoprazolo è indicato per il trattamento dell'ulcera duodenale.
La soppressione della secrezione acida favorisce la guarigione della mucosa.
Ulcera gastrica
È indicato per il trattamento dell'ulcera gastrica.
La presenza di un'ulcera gastrica richiede una valutazione clinica appropriata per escludere eventuali lesioni maligne.
Esofagite da reflusso
Il lansoprazolo è indicato per il trattamento dell'esofagite da reflusso.
Può essere utilizzato anche per la prevenzione delle recidive.
Malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica
È indicato per il controllo dei sintomi associati al reflusso gastroesofageo, tra cui:
- Pirosi.
- Rigurgito acido.
- Bruciore retrosternale.
- Disturbi correlati all'esposizione esofagea all'acido.
Eradicazione di Helicobacter pylori
Il lansoprazolo viene impiegato in associazione ad antibiotici per il trattamento delle ulcere associate a Helicobacter pylori.
La scelta del regime deve considerare le resistenze antibiotiche locali, le precedenti esposizioni agli antibiotici e le linee guida aggiornate.
Ulcere associate ai FANS
Il lansoprazolo è indicato per il trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate all'uso di FANS nei pazienti che necessitano di continuare il trattamento antinfiammatorio.
Prevenzione delle ulcere da FANS
Può essere utilizzato nei pazienti a rischio che richiedono una terapia continuativa con FANS.
Tra i fattori di rischio figurano età avanzata, precedenti ulcere e uso concomitante di medicinali che aumentano il rischio di sanguinamento.
Sindrome di Zollinger-Ellison
La sindrome di Zollinger-Ellison è caratterizzata da una secrezione gastrica acida eccessiva, generalmente dovuta a un tumore secernente gastrina.
Il lansoprazolo viene utilizzato per controllare l'ipersecrezione acida.
Impieghi non autorizzati
Il lansoprazolo viene talvolta utilizzato in situazioni non corrispondenti esattamente alle indicazioni autorizzate.
La prescrizione di un IPP non deve essere considerata automaticamente necessaria per ogni trattamento farmacologico o per ogni disturbo digestivo.
CONTROINDICAZIONI
Ipersensibilità
Il lansoprazolo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
L'associazione con Atazanavir deve essere evitata per la marcata riduzione dell'assorbimento dell'antiretrovirale; le restrizioni dipendono dal RCP applicabile.
Gravidanza
La gravidanza non costituisce necessariamente una controindicazione assoluta, ma l'impiego deve essere valutato dal medico in base alla necessità clinica e ai dati disponibili.
Allattamento
L'impiego durante l'allattamento richiede una valutazione del rapporto beneficio-rischio.
Patologie epatiche
La compromissione epatica non costituisce sempre una controindicazione assoluta.
Nelle forme moderate o gravi può essere necessaria una riduzione della dose.
POSOLOGIA
Tabella rapida delle dosi
| LANSOPRAZOLO — POSOLOGIA NEGLI ADULTI | ||
|---|---|---|
| Indicazione | Dose abituale | Durata indicativa |
| Ulcera duodenale | 30 mg una volta al giorno | 2 settimane; eventualmente altre 2 |
| Ulcera gastrica | 30 mg una volta al giorno | 4 settimane; eventualmente altre 4 |
| Esofagite da reflusso | 30 mg una volta al giorno | 4 settimane; eventualmente altre 4 |
| Prevenzione delle recidive di esofagite | 15 mg una volta al giorno; eventualmente 30 mg | Secondo necessità clinica |
| Reflusso sintomatico | 15–30 mg una volta al giorno | Rivalutare se non migliora entro 4 settimane |
| Eradicazione di H. pylori | 30 mg due volte al giorno con antibiotici | 7 giorni negli schemi storici del RCP; durata secondo regime aggiornato |
| Ulcere da FANS | 30 mg una volta al giorno | 4 settimane; eventualmente altre 4 |
| Prevenzione delle ulcere da FANS | 15 mg una volta al giorno; eventualmente 30 mg | Durante il periodo di rischio |
| Sindrome di Zollinger-Ellison | Inizio con 60 mg una volta al giorno | Trattamento individualizzato, anche prolungato |
| Le dosi sono riferite ai principali RCP italiani per adulti. La durata dell'eradicazione di H. pylori deve essere adeguata alle raccomandazioni attuali. | ||
Ulcera duodenale
La dose raccomandata è 30 mg una volta al giorno per due settimane.
Nei pazienti non completamente guariti, il trattamento può essere prolungato per altre due settimane.
Ulcera gastrica
La dose abituale è 30 mg una volta al giorno per quattro settimane.
Se necessario, il trattamento può essere prolungato.
Esofagite da reflusso
La dose raccomandata è 30 mg una volta al giorno per quattro settimane.
Nei pazienti con guarigione incompleta può essere necessario un ulteriore ciclo.
Terapia di mantenimento
Per prevenire le recidive dell'esofagite da reflusso si utilizza generalmente 15 mg una volta al giorno.
Se necessario, la dose può essere aumentata a 30 mg.
Eradicazione di Helicobacter pylori
Il lansoprazolo viene associato ad antibiotici.
Esempi di associazioni storicamente riportate nei RCP comprendono:
- Lansoprazolo 30 mg due volte al giorno + Claritromicina + Amoxicillina.
- Lansoprazolo 30 mg due volte al giorno + claritromicina + Metronidazolo.
Attenzione: la triplice terapia con claritromicina non deve essere scelta empiricamente dove la resistenza è elevata o sconosciuta. I regimi moderni possono prevedere 14 giorni e schemi quadrupli con bismuto, in base alle linee guida e alla sensibilità antibiotica.
Prevenzione delle ulcere da FANS
Nei pazienti a rischio che richiedono FANS continuativi, la dose raccomandata è generalmente 15 mg al giorno.
Se la protezione risulta insufficiente, il medico può considerare 30 mg al giorno.
Sindrome di Zollinger-Ellison
La dose iniziale è generalmente 60 mg al giorno.
Il trattamento viene individualizzato secondo la secrezione acida e la risposta clinica.
Sono state utilizzate dosi fino a 180 mg al giorno; quando la dose supera 120 mg/die, deve essere suddivisa in due somministrazioni.
Modalità di assunzione
Il lansoprazolo deve essere assunto preferibilmente almeno 30 minuti prima del cibo.
In caso di somministrazione una volta al giorno, è generalmente preferibile il mattino prima della colazione.
Capsule
Le capsule devono essere deglutite senza masticare i granuli gastroresistenti.
Nei pazienti con difficoltà di deglutizione possono essere previste modalità alternative di somministrazione dei granuli, secondo il foglio illustrativo.
Compresse orodispersibili
Le compresse possono essere poste sulla lingua e lasciate disgregare.
I microgranuli gastroresistenti non devono essere masticati.
Insufficienza renale
Non è generalmente necessario modificare la dose in caso di compromissione renale.
Insufficienza epatica
Nei pazienti con compromissione epatica moderata o grave è raccomandato il monitoraggio e può essere necessaria una riduzione della dose giornaliera di circa il 50%.
Anziani
Negli anziani può essere necessaria una dose inferiore.
In generale, non si dovrebbero superare 30 mg al giorno senza una precisa indicazione clinica.
Bambini
L'impiego pediatrico non è generalmente raccomandato nelle formulazioni italiane considerate, per la limitatezza dei dati clinici.
EMIVITA
Linea temporale farmacocinetica
| LANSOPRAZOLO — FARMACOCINETICA | |
|---|---|
| Tempo | Evento |
| 0 minuti | Somministrazione orale |
| ↓ | |
| Circa 1,5–2 ore | Picco plasmatico |
| ↓ | |
| Circa 1–2 ore | Emivita plasmatica |
| ↓ | |
| Circa 24 ore o più | Effetto antisecretorio clinicamente rilevante |
| La durata dell'effetto dipende dall'inibizione della pompa protonica, non dalla sola permanenza del farmaco nel plasma. | |
Assorbimento
Il lansoprazolo viene assorbito rapidamente dopo il passaggio dei granuli gastroresistenti nell'intestino.
La biodisponibilità orale è elevata.
Effetto del cibo
Il cibo può ridurre o ritardare l'assorbimento del lansoprazolo.
Per questo è consigliata l'assunzione prima dei pasti.
Distribuzione
Il legame alle proteine plasmatiche è elevato, generalmente superiore al 95%.
Metabolismo
Il metabolismo avviene principalmente nel fegato attraverso:
- CYP2C19.
- CYP3A4.
Eliminazione
Il lansoprazolo viene eliminato sotto forma di metaboliti attraverso urine e feci.
Polimorfismo del CYP2C19
Le differenze genetiche nell'attività del CYP2C19 possono modificare l'esposizione al lansoprazolo.
Nei metabolizzatori lenti le concentrazioni plasmatiche possono essere maggiori.
Durata dell'effetto
L'inibizione della secrezione acida persiste oltre l'emivita plasmatica grazie al legame irreversibile alla pompa protonica.
AVVERTENZE
Semaforo delle avvertenze
| LANSOPRAZOLO — SICUREZZA | |
|---|---|
| CONTROLLI | Indicazione, dose minima efficace, durata del trattamento, risposta clinica e necessità di prosecuzione |
| ATTENZIONE | Diarrea persistente, crampi muscolari, stanchezza, deficit di vitamina B12, nuove interazioni farmacologiche |
| URGENZA | Emorragia digestiva, grave reazione cutanea, reazione allergica importante, riduzione della diuresi con sospetto danno renale |
Esclusione di patologie maligne
Il miglioramento dei sintomi con lansoprazolo non esclude la presenza di un tumore gastrico.
In caso di segni di allarme, come disfagia progressiva, perdita di peso inspiegata, anemia o sanguinamento, è necessaria una valutazione appropriata.
Ipomagnesiemia
Il trattamento prolungato con IPP può causare ipomagnesiemia, talvolta grave.
I sintomi possono comprendere:
- Crampi muscolari.
- Tremori.
- Debolezza.
- Aritmie.
- Convulsioni nei casi gravi.
Carenza di vitamina B12
La riduzione prolungata dell'acidità gastrica può diminuire l'assorbimento della vitamina B12 legata alle proteine alimentari.
Il rischio è maggiore nei pazienti predisposti.
Infezioni gastrointestinali
La soppressione acida può aumentare il rischio di alcune infezioni gastrointestinali, comprese quelle da Clostridioides difficile.
Nefrite tubulo-interstiziale
Gli IPP possono causare nefrite tubulo-interstiziale acuta.
La reazione può verificarsi anche in assenza di manifestazioni allergiche evidenti.
Fratture ossee
L'impiego prolungato di dosi elevate di IPP è stato associato in studi osservazionali a un aumento del rischio di fratture, soprattutto nei pazienti con ulteriori fattori di rischio.
L'associazione non dimostra necessariamente un rapporto causale diretto in tutti i pazienti.
Polipi delle ghiandole fundiche
L'uso prolungato di IPP può favorire la comparsa di polipi delle ghiandole fundiche, generalmente benigni.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto
Raramente gli IPP possono causare o favorire il lupus eritematoso cutaneo subacuto.
Effetto rebound
Dopo la sospensione di un IPP assunto per lungo tempo può verificarsi un aumento transitorio della secrezione acida.
Questo fenomeno può causare ricomparsa di pirosi o dispepsia.
Monitoraggio nei trattamenti prolungati
Nei pazienti che necessitano di terapia continuativa è opportuno rivalutare periodicamente:
- Indicazione.
- Dose.
- Durata.
- Sintomi.
- Interazioni farmacologiche.
- Eventuale necessità di controlli laboratoristici mirati.
INTERAZIONI
Matrice delle interazioni
| LANSOPRAZOLO — INTERAZIONI | |
|---|---|
| Farmaco o classe | Rischio e precauzione |
| Atazanavir, Rilpivirina | Marcata riduzione dell'assorbimento; associazioni da evitare o controindicate secondo il medicinale |
| Ketoconazolo, Itraconazolo | Possibile riduzione dell'assorbimento di formulazioni dipendenti dall'acidità gastrica |
| Digossina | Possibile aumento dell'esposizione; monitorare nei pazienti a rischio |
| Metotrexato ad alte dosi | Possibile ritardo nell'eliminazione; considerare sospensione temporanea dell'IPP secondo protocollo |
| Warfarin | Possibili variazioni dell'INR; monitorare quando clinicamente indicato |
| Tacrolimus | Possibile aumento delle concentrazioni; monitoraggio terapeutico |
| Sucralfato, antiacidi | Possibile riduzione dell'assorbimento; distanziare le somministrazioni |
| Clopidogrel | Possibile interazione attraverso CYP2C19; valutare l'IPP più appropriato |
| Fluvoxamina | Può aumentare l'esposizione al lansoprazolo |
Farmaci con assorbimento dipendente dal pH
La riduzione dell'acidità gastrica può diminuire l'assorbimento di medicinali che richiedono un ambiente acido.
Tra questi figurano alcune formulazioni di antimicotici azolici e alcuni antiretrovirali.
Il lansoprazolo può ridurre significativamente l'esposizione all'atazanavir.
L'associazione deve essere evitata secondo le indicazioni regolatorie.
Rilpivirina
La rilpivirina orale richiede un ambiente gastrico sufficientemente acido per l'assorbimento.
L'associazione con IPP è controindicata per le formulazioni orali interessate.
Itraconazolo
Le capsule convenzionali di itraconazolo possono essere assorbite meno efficacemente quando l'acidità gastrica viene ridotta.
Digossina
La concentrazione plasmatica della digossina può aumentare.
Nei pazienti a rischio è opportuno considerare il monitoraggio.
Metotrexato
Gli IPP possono ritardare l'eliminazione del metotrexato, soprattutto alle alte dosi utilizzate in oncologia.
Tacrolimus
Sono possibili aumenti delle concentrazioni plasmatiche di tacrolimus.
Warfarin
In caso di associazione può essere opportuno controllare l'INR.
Clopidogrel
Il clopidogrel richiede attivazione metabolica, in parte attraverso CYP2C19.
L'interazione clinica varia tra i diversi IPP; lansoprazolo non deve essere automaticamente equiparato a omeprazolo o esomeprazolo.
Sucralfato e antiacidi
Il sucralfato e alcuni antiacidi possono ridurre l'assorbimento del lansoprazolo.
Le somministrazioni devono essere opportunamente distanziate.
EFFETTI COLLATERALI
Apparato gastrointestinale
Tra gli effetti indesiderati figurano:
Sistema nervoso
Sono possibili:
Cute e tessuto sottocutaneo
Possono verificarsi:
Fegato
Sono possibili alterazioni degli enzimi epatici.
Raramente sono state segnalate epatiti e altre reazioni epatiche.
Rene
È possibile una nefrite tubulo-interstiziale acuta, talvolta associata a peggioramento della funzionalità renale.
Alterazioni metaboliche
Durante trattamenti prolungati possono comparire:
- Ipomagnesiemia.
- Riduzione dell'assorbimento di vitamina B12.
- Alterazioni di altri elettroliti in casi selezionati.
Apparato ematologico
Sono state segnalate raramente alterazioni delle cellule del sangue, comprese leucopenia e trombocitopenia.
Reazioni allergiche
Possono verificarsi reazioni di ipersensibilità, raramente gravi.
Segnali di allarme
Richiedono valutazione medica urgente:
- Vomito con sangue.
- Feci nere.
- Difficoltà a deglutire progressiva.
- Perdita di peso inspiegata.
- Grave eruzione cutanea con febbre o lesioni delle mucose.
- Riduzione importante della diuresi.
- Grave reazione allergica.
CURIOSITÀ
Perché il lansoprazolo si assume prima di colazione?
L'assunzione prima del pasto favorisce un assorbimento appropriato e consente al farmaco di agire sulle pompe protoniche attivate dalla stimolazione alimentare.
Perché l'effetto dura più dell'emivita?
Il lansoprazolo viene eliminato dal plasma in poche ore, ma la pompa protonica rimane inibita finché non viene ripristinata la sua attività.
Lansoprazolo e omeprazolo
Entrambi appartengono agli inibitori della pompa protonica.
Differiscono per metabolismo, formulazioni e interazioni farmacologiche.
Lansoprazolo e pantoprazolo
Il Pantoprazolo appartiene alla stessa classe farmacologica.
La scelta tra i due medicinali dipende dall'indicazione, dalle interazioni e dalle caratteristiche del paziente.
Lansoprazolo e reflusso
Il farmaco riduce l'acidità del materiale che refluisce nell'esofago, ma non elimina necessariamente il meccanismo fisico del reflusso.
Lansoprazolo e Helicobacter pylori
Il lansoprazolo non eradica da solo Helicobacter pylori.
È necessario associarlo ad antibiotici appropriati.
Lansoprazolo e vitamina B12
La riduzione prolungata dell'acidità può interferire con la liberazione della vitamina B12 dalle proteine alimentari.
Non tutti i pazienti trattati sviluppano una carenza.
Lansoprazolo e magnesio
L'ipomagnesiemia è una possibile complicanza dei trattamenti prolungati.
Il controllo del magnesio può essere opportuno nei pazienti a rischio o in terapia con medicinali che possono ridurne i livelli.
Lansoprazolo e funzione renale
Il lansoprazolo non richiede generalmente un aggiustamento della dose nella compromissione renale.
Tuttavia, come altri IPP, può raramente causare nefrite tubulo-interstiziale.
Lansoprazolo e osteoporosi
Alcuni studi osservazionali hanno rilevato un'associazione tra uso prolungato di IPP e fratture.
Il rischio individuale deve essere interpretato considerando età, fragilità ossea e altre condizioni.
Lansoprazolo e sospensione
Dopo un uso prolungato, la sospensione può provocare temporaneamente una maggiore secrezione acida.
Quando appropriato, il medico può valutare una riduzione graduale della dose o una terapia al bisogno.
Lansoprazolo e protezione gastrica
Il termine «gastroprotettore» non significa che il farmaco protegga da tutti gli effetti indesiderati dei FANS.
Gli IPP riducono soprattutto il rischio di lesioni acido-correlate del tratto gastrointestinale superiore, ma non prevengono la tossicità renale, cardiovascolare o tutte le complicanze intestinali.
Quali controlli sono utili?
- Rivalutazione periodica della necessità del trattamento.
- Verifica della dose minima efficace.
- Controllo di eventuali sintomi di allarme.
- Revisione delle interazioni farmacologiche.
- Magnesio nei pazienti predisposti.
- Vitamina B12 quando clinicamente indicato.
- Valutazione della funzionalità renale in presenza di segni o fattori di rischio.
- Verifica dell'efficacia dell'eradicazione di Helicobacter pylori mediante test appropriato dopo il trattamento.
