Acido tranexamico

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L'acido tranexamico è un farmaco antifibrinolitico utilizzato per prevenire e trattare le emorragie associate a un'eccessiva dissoluzione dei coaguli di fibrina. Agisce inibendo l'attivazione del plasminogeno e la sua interazione con la fibrina, contribuendo a stabilizzare il coagulo. Viene impiegato in diverse situazioni emorragiche, comprese le menorragie e il sanguinamento associato a interventi chirurgici. Poiché viene eliminato prevalentemente per via renale, la posologia deve essere adattata in caso di insufficienza renale; occorre inoltre valutare attentamente il rischio trombotico e rispettare rigorosamente la via di somministrazione prevista per la specifica formulazione.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Acido tranexamico
Classe farmacologica Antifibrinolitici, antiemorragici; analogo sintetico della lisina
Principali specialità Tranex, Ugurol
Indicazioni autorizzate in Italia Prevenzione e trattamento delle emorragie dovute a fibrinolisi generalizzata o locale, secondo la formulazione
Meccanismo d'azione Inibizione dell'attivazione del plasminogeno e della fibrinolisi
Forme farmaceutiche Capsule o compresse; soluzione iniettabile utilizzabile per via endovenosa, orale o locale quando espressamente previsto dal prodotto
Dosaggio Individualizzato in base all'indicazione, alla via di somministrazione e alla funzione renale
Emivita Circa 2–3 ore dopo somministrazione endovenosa, con variabilità individuale
Effetti indesiderati comuni Nausea, vomito, diarrea e disturbi gastrointestinali
Rischi principali Eventi trombotici, convulsioni, disturbi visivi e accumulo nell'insufficienza renale
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione medica; classificazione e rimborsabilità dipendono dalla specialità

SPECIALITÀ[modifica]

  • Acido tranexamico
    • Soluzione iniettabile da 500 mg/5 ml, con confezioni e produttori da verificare nella banca dati AIFA.
  • Tranex
    • Capsule da 250 mg.
    • Capsule da 500 mg, ove autorizzate e disponibili.
    • Soluzione iniettabile da 500 mg/5 ml.
  • Ugurol
    • Compresse da 250 mg.
    • Soluzione iniettabile da 500 mg/5 ml per uso endovenoso, orale e locale, secondo le indicazioni del prodotto.

Le presentazioni e le confezioni commercializzate possono variare. Per le soluzioni iniettabili è essenziale verificare le vie di somministrazione autorizzate nel relativo riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP). La possibilità di assumere una soluzione per via orale o di applicarla localmente non implica che tutte le formulazioni iniettabili siano intercambiabili.

STRUTTURA[modifica]

Acido tranexamico.jpg

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

L'acido tranexamico è un analogo sintetico dell'aminoacido lisina con attività antifibrinolitica.

Si lega in modo reversibile ai siti di legame della lisina presenti sul plasminogeno, ostacolandone l'interazione con la fibrina e l'attivazione a plasmina. In questo modo riduce la degradazione della fibrina e favorisce la persistenza del coagulo già formato.

L'effetto è particolarmente utile nelle condizioni in cui il sanguinamento è sostenuto da un'attività fibrinolitica aumentata, localmente o a livello sistemico. Il farmaco non stimola direttamente la produzione dei fattori della coagulazione e non sostituisce la correzione della causa sottostante dell'emorragia.

L'acido tranexamico non è un anticoagulante: al contrario, limita la dissoluzione dei coaguli. Per questo motivo, la valutazione del rischio trombotico è fondamentale prima di utilizzarlo, soprattutto nei pazienti con precedenti tromboembolici o fattori predisponenti.

INDICAZIONI[modifica]

L'indicazione generale delle formulazioni autorizzate è la prevenzione e il trattamento delle emorragie dovute a fibrinolisi generalizzata o locale. Le indicazioni specifiche dipendono dalla specialità e dalla via di somministrazione.

Emorragie ginecologiche

  • Menorragia e metrorragia, secondo le indicazioni autorizzate.
  • Sanguinamenti ginecologici associati a procedure chirurgiche o a condizioni caratterizzate da aumentata fibrinolisi, quando previsto dal RCP.

Emorragie gastrointestinali

  • Trattamento di sanguinamenti gastrointestinali selezionati, secondo la formulazione e la valutazione clinica.
  • L'impiego non sostituisce la diagnosi della causa del sanguinamento né gli interventi endoscopici o specialistici necessari.

Chirurgia

  • Prevenzione e trattamento delle emorragie associate a chirurgia otorinolaringoiatrica, compresi interventi come tonsillectomia e adenoidectomia.
  • Interventi odontoiatrici, soprattutto nei pazienti con disturbi emorragici, secondo indicazione clinica.
  • Chirurgia ginecologica, toracica, addominale e cardiovascolare, quando indicato.
  • Procedure urologiche, compresi interventi alla prostata e alle vie urinarie, con particolare attenzione alla sede del sanguinamento.

Emorragie correlate a farmaci fibrinolitici

Può essere utilizzato nella gestione di emorragie associate alla somministrazione di medicinali fibrinolitici, quando indicato e sotto controllo medico.

Altre condizioni

L'impiego può essere previsto in altre situazioni emorragiche caratterizzate da fibrinolisi aumentata, secondo il RCP e i protocolli clinici applicabili. Alcuni utilizzi specialistici, come il trattamento di specifiche emorragie traumatiche o postpartum, seguono protocolli dedicati e non devono essere automaticamente assimilati alla posologia delle formulazioni orali.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Le controindicazioni devono essere verificate nel RCP aggiornato della singola specialità. In generale comprendono:

  • Ipersensibilità all'acido tranexamico o a uno degli eccipienti.
  • Trombosi venosa o arteriosa acuta.
  • Pregressa trombosi venosa o arteriosa, quando riportata come controindicazione nella specifica formulazione.
  • Coagulopatia da consumo con attivazione secondaria della fibrinolisi, salvo specifiche circostanze di sanguinamento grave con predominanza fibrinolitica e gestione specialistica.
  • Insufficienza renale grave, per il rischio di accumulo, secondo il RCP del prodotto.
  • Anamnesi di convulsioni, per le formulazioni che la riportano come controindicazione.
  • Emorragie endocavitarie, quando il rischio di formazione di coaguli possa determinare ostruzione.
  • Somministrazione intratecale, epidurale, intraventricolare o intracerebrale delle formulazioni iniettabili non autorizzate per queste vie.

L'acido tranexamico non deve essere somministrato per via intramuscolare. Le formulazioni destinate all'uso endovenoso devono essere somministrate esclusivamente per via endovenosa lenta secondo il RCP: la somministrazione accidentale per via intratecale può provocare gravi reazioni neurologiche, convulsioni e morte.

POSOLOGIA[modifica]

La dose dipende dall'indicazione, dalla gravità del sanguinamento, dalla via di somministrazione, dal peso corporeo e dalla funzione renale. I dosaggi seguenti sono orientativi e non sostituiscono la prescrizione medica o il RCP della specifica specialità.

Adulti: somministrazione orale

Per le formulazioni orali, alcuni RCP riportano:

  • Profilassi: generalmente 0,5–1 g al giorno, con schema e durata stabiliti in funzione dell'intervento o della condizione da trattare.
  • Trattamento di emorragie in atto: generalmente 1–3 g al giorno in dosi suddivise, secondo il prodotto e l'indicazione.
  • Menorragia: la dose e la durata devono seguire il RCP della formulazione specifica; non prolungare autonomamente il trattamento oltre il periodo prescritto.

Questi intervalli non sono applicabili indistintamente a tutte le indicazioni. Il trattamento deve essere limitato alla durata necessaria e rivalutato se il sanguinamento persiste o si ripresenta.

Adulti: somministrazione endovenosa

Per le formulazioni endovenose autorizzate, i regimi riportati nei RCP comprendono:

  • Fibrinolisi locale: 0,5–1 g per via endovenosa lenta, generalmente due o tre volte al giorno.
  • Fibrinolisi generalizzata: 1 g per via endovenosa lenta ogni 6–8 ore, corrispondente indicativamente a 15 mg/kg per dose nei regimi riportati.

La dose effettiva deve essere stabilita dal medico in relazione al contesto clinico. La somministrazione endovenosa deve essere lenta: una somministrazione troppo rapida può causare ipotensione.

Soluzione per uso orale o locale

Alcune fiale sono autorizzate anche per l'assunzione orale o l'applicazione locale. In tali casi devono essere seguite le istruzioni specifiche del prodotto.

  • Uso orale: il contenuto della fiala può essere diluito in poca acqua secondo il foglio illustrativo, quando questa via è espressamente autorizzata.
  • Uso locale: in alcune emorragie oro-rino-faringee o odontoiatriche, il contenuto della fiala può essere applicato sulla sede del sanguinamento o mediante garza imbevuta, esclusivamente quando previsto dal RCP e su indicazione sanitaria.

Bambini

L'impiego pediatrico è previsto per alcune indicazioni a partire da un anno di età, ma i dati disponibili possono essere limitati.

  • Per via endovenosa, alcuni RCP riportano una dose indicativa di circa 20 mg/kg/die, da adattare all'indicazione.
  • Per via orale, i dosaggi riportati nei RCP variano in base all'indicazione e possono essere espressi in mg/kg per dose o per giornata.

La prescrizione pediatrica deve essere effettuata dal medico, con calcolo accurato del peso e attenzione alla funzione renale. Non trasferire automaticamente ai bambini gli schemi posologici degli adulti.

Insufficienza renale

L'acido tranexamico è eliminato prevalentemente per via renale. La riduzione della funzione renale può causare accumulo e richiede un adattamento della dose o dell'intervallo tra le somministrazioni.

Per alcune formulazioni endovenose, i RCP riportano i seguenti esempi di aggiustamento in base alla creatinina sierica:

Creatinina sierica Dose endovenosa indicativa Intervallo
120–249 µmol/l (circa 1,35–2,82 mg/dl) 10 mg/kg Ogni 12 ore
250–500 µmol/l (circa 2,82–5,65 mg/dl) 10 mg/kg Ogni 24 ore
Oltre 500 µmol/l (oltre circa 5,65 mg/dl) 5 mg/kg Ogni 24 ore

Questa tabella è riferita a specifici schemi endovenosi e non deve essere trasferita automaticamente alle formulazioni orali. In caso di insufficienza renale grave, alcune specialità riportano una controindicazione. La decisione deve basarsi sul RCP aggiornato, sul valore di creatinina, sulla funzione renale complessiva e sull'indicazione clinica.

Insufficienza epatica e anziani

  • Insufficienza epatica: in genere non è richiesto un aggiustamento specifico della dose, poiché l'eliminazione è prevalentemente renale; resta necessaria una valutazione clinica individuale.
  • Anziani: non è generalmente necessario ridurre la dose per la sola età, ma occorre valutare la funzione renale e gli altri fattori di rischio.

Dose dimenticata e sovradosaggio

  • Se si dimentica una dose, seguire le istruzioni del foglio illustrativo o del medico; non assumere una dose doppia per compensare.
  • Il sovradosaggio può causare nausea, vomito, ipotensione, convulsioni e complicanze trombotiche. In caso di assunzione eccessiva o accidentale, è necessaria una valutazione medica urgente.

EMIVITA[modifica]

L'emivita plasmatica terminale dell'acido tranexamico dopo somministrazione endovenosa è generalmente di circa 2–3 ore, con variazioni in base alle condizioni individuali.

Il farmaco si distribuisce nei tessuti e raggiunge anche il compartimento articolare e il liquido cerebrospinale in misura variabile. Il legame alle proteine plasmatiche è relativamente basso ed è principalmente correlato al plasminogeno.

L'eliminazione avviene prevalentemente per via renale, in larga parte sotto forma di farmaco immodificato. La riduzione della funzione renale prolunga l'esposizione e può richiedere una diminuzione della dose o un aumento dell'intervallo tra le somministrazioni.

L'emivita plasmatica non coincide necessariamente con la durata dell'effetto emostatico, che dipende anche dalla sede del sanguinamento e dall'attività fibrinolitica.

AVVERTENZE[modifica]

Rischio tromboembolico

L'acido tranexamico riduce la fibrinolisi e può favorire la persistenza dei coaguli. Prima del trattamento occorre valutare la presenza di fattori di rischio trombotico, in particolare:

  • Pregressi episodi di trombosi venosa profonda o embolia polmonare.
  • Pregressi eventi trombotici arteriosi, come infarto miocardico o ictus.
  • Trombofilia nota o forte familiarità per eventi tromboembolici.
  • Immobilizzazione, interventi chirurgici maggiori o altre condizioni che aumentano il rischio trombotico.
  • Assunzione di contraccettivi ormonali contenenti estrogeni.

Nei pazienti con anamnesi tromboembolica o rischio elevato, l'impiego deve essere valutato con particolare cautela e, quando necessario, con il supporto di uno specialista.

Insufficienza renale

Poiché il farmaco viene eliminato prevalentemente per via renale, l'accumulo può aumentare il rischio di effetti avversi, comprese le convulsioni. È necessario adattare la posologia secondo il RCP e la funzione renale. Nei pazienti con compromissione renale significativa, evitare l'automedicazione.

Ematuria e sanguinamento urinario

In caso di ematuria di origine renale o di sanguinamento delle alte vie urinarie, la stabilizzazione del coagulo può provocare ostruzione ureterale o delle vie urinarie. Il trattamento richiede una valutazione medica della sede del sanguinamento e del rischio di ostruzione.

Convulsioni

Sono state segnalate convulsioni, soprattutto in associazione a dosi endovenose elevate in ambito chirurgico. Il rischio può essere maggiore in caso di accumulo renale o in pazienti predisposti. Occorre attenersi rigorosamente alla dose e alla via di somministrazione previste.

Disturbi visivi

Sono possibili disturbi visivi, inclusi visione offuscata e alterazione della percezione dei colori. In caso di comparsa di sintomi visivi, è necessaria una valutazione medica tempestiva e può essere indicata la sospensione del trattamento. Durante trattamenti prolungati possono essere richiesti controlli oftalmologici.

Gravidanza e allattamento

I dati clinici in gravidanza sono limitati. L'impiego deve essere deciso dal medico dopo aver valutato il rapporto beneficio-rischio e la gravità del sanguinamento. Durante il primo trimestre, alcuni RCP ne sconsigliano l'uso per precauzione. L'acido tranexamico passa nel latte materno; occorre quindi valutare attentamente il trattamento durante l'allattamento.

Coagulazione intravascolare disseminata

Nella coagulazione intravascolare disseminata l'acido tranexamico non è generalmente indicato. Un eventuale impiego può essere considerato soltanto in circostanze selezionate, con predominanza della fibrinolisi e sanguinamento grave, in ambiente specialistico e con adeguato monitoraggio ematologico.

Via di somministrazione: rischio di errore grave

Le formulazioni iniettabili devono essere utilizzate esclusivamente secondo le vie autorizzate. La somministrazione intratecale, epidurale, intraventricolare o intracerebrale di formulazioni non autorizzate per tali vie è controindicata e può causare convulsioni, danni neurologici irreversibili e morte. Le siringhe devono essere chiaramente etichettate per evitare errori di somministrazione.

INTERAZIONI[modifica]

Anticoagulanti e farmaci che influenzano l'emostasi

  • Warfarin, eparina e altri anticoagulanti: l'associazione richiede una valutazione specialistica e un monitoraggio appropriato, poiché i due trattamenti agiscono su aspetti differenti dell'emostasi.
  • Antiaggreganti piastrinici: la gestione concomitante deve tenere conto del rischio emorragico e trombotico del paziente.
  • Farmaci che agiscono sul sistema fibrinolitico: l'associazione può modificare in modo rilevante il bilancio tra formazione e dissoluzione del coagulo.

Farmaci trombolitici

I medicinali trombolitici, come alteplase, promuovono la dissoluzione dei coaguli e possono antagonizzare l'effetto antifibrinolitico dell'acido tranexamico. L'eventuale associazione o sequenza terapeutica deve essere gestita esclusivamente in ambito specialistico.

Contraccettivi ormonali

I contraccettivi contenenti estrogeni possono aumentare il rischio di eventi trombotici. L'associazione con acido tranexamico richiede cautela e una valutazione individuale del rischio, soprattutto in presenza di altri fattori predisponenti.

Altri medicinali emostatici

L'associazione con altri farmaci che favoriscono l'emostasi deve essere valutata attentamente, poiché può modificare il rischio di trombosi. Non associare autonomamente più medicinali emostatici.

Le interazioni specifiche e la loro rilevanza clinica devono essere verificate nel RCP della formulazione utilizzata. Non sono disponibili dati completi per tutte le possibili associazioni.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose, dalla via di somministrazione, dalla durata del trattamento e dalle condizioni del paziente.

Effetti indesiderati comuni

Effetti indesiderati meno comuni o a frequenza non nota

  • Ipotensione, soprattutto in seguito a somministrazione endovenosa troppo rapida.
  • Vertigini e malessere.
  • Reazioni cutanee, come eruzione, prurito o dermatite allergica.
  • Reazioni di ipersensibilità, raramente gravi.
  • Trombosi venosa o arteriosa.
  • Convulsioni, soprattutto con dosi elevate o in presenza di fattori predisponenti.
  • Disturbi visivi, inclusa alterazione della percezione dei colori.
  • Danno renale acuto, segnalato in particolari contesti clinici e con dosi elevate.
  • Rari casi di affaticamento o irritazione congiuntivale.

Segnali d'allarme

Richiedono una valutazione urgente la comparsa improvvisa di dolore toracico, difficoltà respiratoria, gonfiore doloroso di un arto, deficit neurologici focali, convulsioni, grave alterazione della vista o reazioni allergiche con difficoltà respiratoria.

CURIOSITÀ[modifica]

  • L'acido tranexamico non crea direttamente un nuovo coagulo: riduce la degradazione della fibrina, rendendo più stabile il coagulo già formato.
  • Il suo impiego può essere utile in diverse condizioni emorragiche, ma non è appropriato per ogni tipo di sanguinamento. La causa dell'emorragia e il rischio trombotico devono essere valutati prima del trattamento.
  • L'eliminazione prevalentemente renale rende particolarmente importante l'adattamento della dose nei pazienti con insufficienza renale.
  • Le fiale di alcune specialità possono essere autorizzate anche per uso orale o locale. Questo non autorizza però a utilizzare qualsiasi soluzione iniettabile per vie diverse da quelle indicate nel relativo RCP.