Acido acetilsalicilico

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L'acido acetilsalicilico (ASA) è un farmaco appartenente alla classe dei FANS, dotato di proprietà analgesiche, antipiretiche, antinfiammatorie e antiaggreganti piastriniche. A basse dosi inibisce l'aggregazione delle piastrine ed è utilizzato soprattutto nella prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari e cerebrovascolari. Le indicazioni, la posologia e le condizioni di fornitura dipendono dalla specifica specialità medicinale e dalla formulazione.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Acido acetilsalicilico (ASA)
Classe farmacologica FANS; derivato dell'acido salicilico; antiaggregante piastrinico a basse dosi
Principali specialità Aspirina compresse 500mg, Aspirina bustine 500mg, Aspirina 325, Aspirina Rapida, Aspirina C, Cardioaspirin, Aspirinetta, Ascriptin
Indicazioni autorizzate in Italia Trattamento sintomatico di dolore e febbre per le formulazioni appropriate; prevenzione degli eventi aterotrombotici per specifiche formulazioni a basso dosaggio; ulteriori indicazioni secondo la singola specialità
Meccanismo d'azione Inibizione irreversibile delle cicloossigenasi COX-1 e COX-2, con riduzione della sintesi delle prostaglandine; a basse dosi riduce la produzione piastrinica di trombossano A2
Forme farmaceutiche Compresse, compresse gastroresistenti, compresse effervescenti o masticabili, granulato e altre formulazioni secondo la specialità
Dosaggio Dipende dall'indicazione: dosi analgesiche e antipiretiche generalmente nell'ordine di centinaia di milligrammi; dosi antiaggreganti generalmente di 75-100 mg al giorno, secondo prescrizione e prodotto
Emivita Circa 15-20 minuti per l'acido acetilsalicilico immodificato; il salicilato ha un'emivita più lunga e dose-dipendente
Effetti indesiderati comuni Dispepsia, dolore addominale, nausea e maggiore tendenza al sanguinamento
Rischi principali Ulcera ed emorragia gastrointestinale, emorragie in altre sedi, reazioni allergiche o broncospasmo, danno renale e tossicità da sovradosaggio
Regime di fornitura Dipende dalla specialità, dall'indicazione e dalla confezione; verificare la classificazione regolatoria applicabile

SPECIALITÀ[modifica]

  • Acido acetilsalicilico
    • Acido acetilsalicilico generico: formulazioni e dosaggi secondo il prodotto autorizzato.
  • Aspirina compresse 500mg
    • Aspirina compresse da 500 mg.
  • Aspirina bustine 500mg
    • Aspirina granulato in bustine da 500 mg.
  • Aspirina 325
    • Aspirina 325 mg compresse tamponate.
  • Aspirina Rapida
    • Aspirina Rapida compresse masticabili da 500 mg.
  • Aspirina C
    • Associazione di acido acetilsalicilico e acido ascorbico; verificare dosaggi e formulazione della confezione.
  • Aspirinetta
    • Aspirinetta 100 mg compresse.
  • Cardioaspirin
    • Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti.
  • Ascriptin
    • Associazione di acido acetilsalicilico, magnesio idrossido e alluminio idrossido.
  • Altre specialità
    • Aspro 500, Vivin 500, Cardioral, Cardirene e Flectadol: verificare la formulazione, il dosaggio e la disponibilità commerciale aggiornati.

Le specialità elencate possono avere composizioni, indicazioni, dosaggi e regimi di fornitura differenti. La presenza di uno stesso principio attivo non rende automaticamente intercambiabili i prodotti, in particolare quando si tratta di formulazioni antiaggreganti, gastroresistenti o di associazioni.

STRUTTURA[modifica]

File:Acidoacetilsalicilico.jpg

L'acido acetilsalicilico è un derivato acetilato dell'acido salicilico. La molecola presenta un anello aromatico con un gruppo carbossilico e un gruppo acetossi.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

L'acido acetilsalicilico inibisce le cicloossigenasi COX-1 e COX-2 mediante acetilazione irreversibile di un residuo di serina dell'enzima. In questo modo riduce la trasformazione dell'acido arachidonico in prostaglandine e trombossani, mediatori coinvolti nell'infiammazione, nella percezione del dolore, nella regolazione della temperatura corporea e nella funzione piastrinica.

Azione analgesica e antipiretica

La riduzione della sintesi delle prostaglandine limita la sensibilizzazione delle terminazioni nervose agli stimoli dolorosi e contribuisce alla diminuzione della febbre. L'effetto antipiretico deriva dall'azione sui meccanismi centrali di regolazione della temperatura durante gli stati febbrili.

Azione antinfiammatoria

L'inibizione della produzione di prostaglandine riduce alcuni segni e sintomi dell'infiammazione. L'effetto antinfiammatorio richiede generalmente dosi superiori a quelle utilizzate per l'antiaggregazione piastrinica, con un conseguente aumento del rischio di effetti indesiderati.

Azione antiaggregante piastrinica

A basse dosi, l'acido acetilsalicilico inibisce irreversibilmente la COX-1 delle piastrine e riduce la sintesi di trombossano A2, sostanza che favorisce l'aggregazione piastrinica e la vasocostrizione. Poiché le piastrine non sono in grado di sintetizzare quantità significative di nuova COX-1, l'effetto persiste per la loro vita residua, generalmente circa 7-10 giorni. La funzione piastrinica recupera progressivamente con la produzione di nuove piastrine.

INDICAZIONI[modifica]

Le indicazioni autorizzate devono essere verificate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto della specifica specialità.

Formulazioni analgesiche e antipiretiche

  • Trattamento sintomatico del dolore lieve o moderato, per esempio cefalea, mal di denti, dolori muscolari, articolari e mestruali, quando previsto dal prodotto.
  • Trattamento sintomatico degli stati febbrili e dei sintomi influenzali o da raffreddamento, per le formulazioni appropriate.
  • Ulteriori indicazioni specifiche possono essere previste per singole specialità.

Formulazioni antiaggreganti a basso dosaggio

  • Prevenzione secondaria degli eventi aterotrombotici dopo infarto miocardico.
  • Prevenzione secondaria dopo ictus ischemico o attacco ischemico transitorio, quando appropriato.
  • Pazienti con angina pectoris e altre condizioni cardiovascolari previste dalla specifica autorizzazione.
  • Prevenzione della riocclusione di bypass aortocoronarici e dopo alcune procedure coronariche, secondo indicazione clinica.
  • Altre condizioni selezionate nelle quali è indicata l'inibizione dell'aggregazione piastrinica.

Altre indicazioni specifiche

L'acido acetilsalicilico può essere impiegato in protocolli specialistici, per esempio nella sindrome di Kawasaki. L'indicazione, il dosaggio e la durata devono essere stabiliti dal medico in base alla situazione clinica e alla formulazione utilizzata.

L'impiego nella prevenzione primaria cardiovascolare, cioè in persone che non hanno già avuto un evento cardiovascolare, richiede una valutazione individuale del rischio ischemico e di quello emorragico. Il farmaco non deve essere iniziato autonomamente a scopo preventivo.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Le controindicazioni specifiche devono essere verificate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. In generale, l'acido acetilsalicilico è controindicato o richiede una valutazione medica particolarmente rigorosa nelle seguenti situazioni:

  • Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico, ai salicilati o a uno degli eccipienti.
  • Precedenti reazioni allergiche, broncospasmo o crisi asmatica provocati dall'acido acetilsalicilico o da altri FANS.
  • Ulcera peptica attiva o emorragia gastrointestinale in atto.
  • Diatesi emorragica o disturbi della coagulazione clinicamente rilevanti.
  • Grave insufficienza renale, epatica o cardiaca, quando previsto dalle controindicazioni del prodotto.
  • Terzo trimestre di gravidanza, per le formulazioni analgesiche o antinfiammatorie; le basse dosi prescritte in ambito ostetrico costituiscono una situazione distinta e devono essere gestite dallo specialista.
  • Bambini e adolescenti con infezioni virali, per il rischio di sindrome di Reye, salvo specifiche indicazioni specialistiche.
  • Associazione con Metotrexato a dosi pari o superiori a quelle indicate come controindicate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Una precedente emorragia digestiva, un'ulcera in anamnesi, l'età avanzata, l'asma, la disidratazione e l'assunzione di anticoagulanti richiedono una valutazione particolarmente attenta del rapporto beneficio-rischio.

POSOLOGIA[modifica]

La posologia dipende dall'indicazione terapeutica, dalla formulazione, dall'età, dalle condizioni cliniche e dalle altre terapie assunte. I dosaggi riportati di seguito sono orientativi e non sostituiscono quelli del foglio illustrativo o la prescrizione medica.

Dolore e febbre

Per alcune formulazioni da 500 mg destinate agli adulti, il dosaggio può essere di 500-1000 mg per singola somministrazione, con intervalli generalmente di 4-8 ore se necessario. Il numero massimo di somministrazioni e la dose massima giornaliera devono rispettare le istruzioni della specifica confezione.

  • Utilizzare la dose minima efficace per il periodo più breve possibile.
  • Consultare il medico se i sintomi persistono o peggiorano, rispettando i limiti temporali indicati nel foglio illustrativo.
  • Negli anziani è generalmente necessario prestare maggiore attenzione al dosaggio e al rischio di tossicità.
  • Non associare autonomamente più prodotti contenenti acido acetilsalicilico o altri FANS.

Antiaggregazione piastrinica

Per le indicazioni cardiovascolari, le dosi sono generalmente comprese tra 75 e 100 mg al giorno, secondo prescrizione e specialità. Alcune formulazioni italiane sono autorizzate alla dose di 100 mg una volta al giorno.

  • La terapia è spesso continuativa quando prescritta per la prevenzione secondaria.
  • Le compresse gastroresistenti devono essere assunte secondo le istruzioni del prodotto e non devono essere frantumate o masticate se ciò compromette la formulazione.
  • Non aumentare la dose per ottenere un effetto analgesico o antinfiammatorio.
  • Non interrompere autonomamente una terapia antiaggregante prescritta dopo un evento cardiovascolare o una procedura coronarica.

Popolazioni particolari

  • Insufficienza renale: può aumentare il rischio di peggioramento della funzione renale; evitare l'impiego nelle forme gravi quando controindicato e valutare attentamente le altre situazioni.
  • Insufficienza epatica: può aumentare il rischio emorragico e di tossicità; attenersi alle limitazioni della specifica formulazione.
  • Anziani: utilizzare particolare cautela, soprattutto con dosi analgesiche o antinfiammatorie.
  • Bambini e adolescenti: non utilizzare autonomamente per febbre o infezioni virali. Le indicazioni pediatriche specialistiche richiedono protocolli e supervisione medica.
  • Gravidanza e allattamento: valutare il prodotto, la dose e il periodo gestazionale con il medico.

EMIVITA[modifica]

L'acido acetilsalicilico viene rapidamente idrolizzato a salicilato. L'emivita plasmatica della molecola immodificata è breve, circa 15-20 minuti; quella del salicilato è più lunga e varia in funzione della dose, della capacità metabolica e della funzionalità renale.

Alle basse dosi, l'effetto antiaggregante dura molto più a lungo della permanenza del farmaco nel plasma, perché l'inibizione della COX-1 piastrinica è irreversibile. La funzione piastrinica si ripristina progressivamente con il ricambio delle piastrine circolanti.

AVVERTENZE[modifica]

Rischio gastrointestinale

L'acido acetilsalicilico può provocare irritazione gastrica, ulcere ed emorragie gastrointestinali, talvolta senza sintomi premonitori. Il rischio aumenta con dosi elevate, trattamenti prolungati, età avanzata, precedente ulcera, consumo eccessivo di alcol e associazione con anticoagulanti, corticosteroidi o altri FANS.

La somministrazione a stomaco pieno può ridurre alcuni disturbi gastrici, ma non elimina il rischio di ulcera o sanguinamento. Le formulazioni gastroresistenti non annullano il rischio emorragico gastrointestinale.

Rischio emorragico

L'inibizione piastrinica può aumentare il sanguinamento durante interventi chirurgici, procedure odontoiatriche e traumi. Informare il medico e il dentista in caso di terapia in corso. La gestione perioperatoria deve essere individualizzata in base al rischio emorragico e trombotico: non sospendere autonomamente il trattamento.

Funzionalità renale

Le prostaglandine contribuiscono al mantenimento del flusso ematico renale, soprattutto in condizioni di ridotta perfusione. L'acido acetilsalicilico, in particolare alle dosi analgesiche e antinfiammatorie, può peggiorare la funzione renale e favorire la ritenzione idrosalina.

Il rischio è maggiore in presenza di disidratazione, insufficienza renale, insufficienza cardiaca, età avanzata o associazione con diuretici e farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina. È necessaria particolare cautela nei pazienti con funzione renale ridotta.

Asma e reazioni di ipersensibilità

Nei soggetti predisposti, l'acido acetilsalicilico può provocare broncospasmo, rinite, orticaria, angioedema o, raramente, anafilassi. In caso di difficoltà respiratoria, gonfiore del volto o della lingua o altri segni di reazione grave, è necessaria assistenza medica urgente.

Gravidanza e allattamento

L'impiego durante la gravidanza dipende dalla dose e dall'indicazione. Le dosi analgesiche e antinfiammatorie non devono essere considerate equivalenti alle basse dosi prescritte in ambito ostetrico. L'uso nel terzo trimestre è generalmente controindicato o fortemente limitato, secondo il prodotto e la situazione clinica. Anche durante l'allattamento occorre verificare le indicazioni della specifica formulazione e il parere medico.

Sindrome di Reye

L'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato autonomamente a bambini o adolescenti con infezioni virali, come influenza o varicella, per l'associazione con la rara ma grave sindrome di Reye, caratterizzata da interessamento epatico e neurologico.

Sovradosaggio e salicilismo

Il sovradosaggio può determinare nausea, vomito, sudorazione, tachipnea, acufeni, alterazioni dell'equilibrio acido-base, ipertermia, confusione e, nei casi gravi, convulsioni o coma. In caso di sospetto sovradosaggio è necessario contattare immediatamente un centro antiveleni o i servizi di emergenza; non attendere la comparsa dei sintomi.

INTERAZIONI[modifica]

Le interazioni più importanti dipendono dalla dose di acido acetilsalicilico, dalla durata del trattamento e dalle condizioni del paziente.

  • Anticoagulanti e altri antiaggreganti: possono aumentare il rischio di sanguinamento. L'associazione richiede una valutazione medica.
  • Altri FANS: possono aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale e renale. L'uso concomitante non deve essere intrapreso autonomamente.
  • Ibuprofene: se assunto in prossimità dell'acido acetilsalicilico a basse dosi, può interferire con l'effetto antiaggregante piastrinico. La gestione dell'associazione e degli intervalli di assunzione deve essere valutata dal medico o dal farmacista.
  • Diclofenac: l'associazione può aumentare il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali e renali.
  • Corticosteroidi sistemici: aumentano il rischio di ulcera e sanguinamento gastrointestinale.
  • Metotrexato: l'acido acetilsalicilico può ridurne l'eliminazione renale e aumentarne la tossicità; alcune associazioni sono controindicate in funzione della dose di metotrexato e delle informazioni del prodotto.
  • ACE-inibitori, sartani e diuretici: soprattutto alle dosi analgesiche e antinfiammatorie, può ridurre l'effetto antipertensivo e aumentare il rischio di danno renale, in particolare in caso di disidratazione.
  • Antidiabetici: i salicilati possono modificare il controllo glicemico e, in determinate circostanze, aumentare il rischio di ipoglicemia.
  • Alcol: può aumentare l'irritazione gastrica e il rischio di sanguinamento.
  • Acido valproico: può aumentare l'esposizione al valproato e il rischio di effetti indesiderati in determinate condizioni.
  • Uricosurici: l'acido acetilsalicilico può interferire con l'effetto di farmaci utilizzati per favorire l'eliminazione dell'acido urico.
  • Antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: possono aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale quando associati all'acido acetilsalicilico.

Prima di iniziare o modificare una terapia è opportuno controllare tutte le terapie concomitanti, inclusi farmaci senza obbligo di prescrizione e integratori.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati dipendono dalla dose, dalla durata del trattamento, dalla formulazione e dalle caratteristiche del paziente.

Apparato gastrointestinale

  • Dispepsia, bruciore gastrico e dolore addominale.
  • Nausea e vomito.
  • Gastrite, erosioni e ulcere gastrointestinali.
  • Sanguinamento gastrointestinale, che può manifestarsi con vomito ematico, feci nere o anemia.
  • Raramente, perforazione gastrointestinale.

Sistema ematologico

  • Prolungamento del tempo di sanguinamento.
  • Ecchimosi, epistassi e sanguinamenti gengivali.
  • Anemia secondaria a perdite ematiche.
  • Più raramente, altre alterazioni ematologiche.

Sistema nervoso e organi di senso

  • Cefalea e capogiro.
  • Acufeni e riduzione dell'udito, soprattutto in caso di dosi elevate o tossicità da salicilati.
  • Confusione e alterazioni dello stato di coscienza nei casi di intossicazione grave.

Reni e apparato urinario

  • Peggioramento della funzione renale.
  • Ritenzione idrosalina in soggetti predisposti.
  • Raramente, danno renale clinicamente significativo, soprattutto in presenza di fattori di rischio.

Cute e sistema immunitario

  • Orticaria, prurito ed eruzioni cutanee.
  • Angioedema.
  • Broncospasmo in soggetti predisposti.
  • Raramente, reazioni allergiche gravi, inclusa anafilassi.

Fegato e metabolismo

  • Alterazioni degli enzimi epatici in alcuni pazienti.
  • A dosi elevate o in caso di sovradosaggio, alterazioni dell'equilibrio acido-base e altri disturbi metabolici.

Segnali di allarme

Richiedono valutazione medica urgente il vomito con sangue, le feci nere, un sanguinamento importante o persistente, la difficoltà respiratoria, il gonfiore improvviso di volto o lingua, una marcata riduzione della diuresi o i sintomi compatibili con un sovradosaggio.

CURIOSITÀ[modifica]

  • L'acido acetilsalicilico è uno dei medicinali più conosciuti al mondo e viene utilizzato da oltre un secolo per le sue proprietà analgesiche e antipiretiche.
  • Il suo effetto antiaggregante è irreversibile sulla singola piastrina: per questo l'azione sulle piastrine persiste anche quando il farmaco è già stato eliminato dal plasma.
  • La dose impiegata per l'antiaggregazione è molto inferiore a quella utilizzata per il dolore e l'infiammazione. Aumentare la dose non significa ottenere una maggiore protezione cardiovascolare e può aumentare il rischio di sanguinamento.
  • Le formulazioni gastroresistenti sono progettate per ritardare la liberazione del principio attivo nello stomaco, ma non eliminano gli effetti sistemici dell'inibizione delle prostaglandine né il rischio di emorragia.
  • L'acido acetilsalicilico appartiene alla categoria dei FANS, ma il suo impiego a basse dosi come antiaggregante deve essere distinto dall'uso analgesico o antinfiammatorio.
  • L'eventuale effetto protettivo nei confronti di alcuni tumori è stato studiato nella letteratura scientifica, ma non costituisce un'indicazione generale autorizzata per iniziare il trattamento nella popolazione sana.


LINK CORRELATI[modifica]