Carvedilolo
| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
| Clicca su "►" per espandere: |
Il carvedilolo è un beta-bloccante non selettivo dotato anche di attività antagonista sui recettori α₁ adrenergici. Viene utilizzato nel trattamento dell'ipertensione arteriosa, dell'angina pectoris e dello scompenso cardiaco cronico stabile. La combinazione di blocco β-adrenergico e vasodilatazione periferica contribuisce a ridurre la pressione arteriosa e il lavoro del cuore.
| Caratteristica | Informazioni |
|---|---|
| Principio attivo | Carvedilolo |
| Classe farmacologica | Beta-bloccante non selettivo con attività α₁-bloccante; codice ATC C07AG02 |
| Principali specialità | Caravel, Carvedilolo generico, Carvipress, Colver, Curcix, Dilatrend, Omeria, Trakor |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Ipertensione arteriosa essenziale, angina pectoris e scompenso cardiaco, secondo la specifica formulazione |
| Meccanismo d'azione | Blocco dei recettori β₁, β₂ e α₁ adrenergici, con riduzione della frequenza cardiaca e delle resistenze vascolari periferiche |
| Forme farmaceutiche | Compresse per uso orale |
| Dosaggio | Variabile secondo l'indicazione; nello scompenso cardiaco si inizia generalmente con dosi basse e si aumenta gradualmente |
| Emivita | Circa 6–10 ore |
| Effetti indesiderati comuni | Capogiri, cefalea, stanchezza, ipotensione, bradicardia, diarrea ed edema |
| Rischi principali | Ipotensione ortostatica, bradicardia, disturbi della conduzione, peggioramento dello scompenso e broncospasmo |
| Regime di fornitura | Medicinale soggetto a prescrizione medica |
SPECIALITÀModifica
- Caravel: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Carvedilolo generico: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Carvipress: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Colver: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Curcix: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Dilatrend: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Omeria: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
- Trakor: 28 compresse da 6,25 mg; 30 compresse divisibili da 25 mg
STRUTTURAModifica
Il carvedilolo appartiene alla classe dei derivati carbazolici. La sua struttura chimica gli consente di interagire con i recettori adrenergici β e α₁, responsabili rispettivamente di numerosi effetti cardiaci e vascolari.
La molecola presenta attività farmacologica stereoselettiva: i suoi enantiomeri contribuiscono in misura diversa al blocco dei recettori β e α₁.
MECCANISMO D'AZIONEModifica
Il carvedilolo blocca i recettori β₁ e β₂ adrenergici e, contemporaneamente, antagonizza i recettori α₁. La combinazione di queste attività determina effetti cardiovascolari complementari.
Blocco dei recettori β₁Modifica
Il blocco dei recettori β₁ cardiaci determina:
- Riduzione della frequenza cardiaca.
- Riduzione della contrattilità miocardica.
- Diminuzione del consumo di ossigeno del cuore.
- Rallentamento della conduzione atrioventricolare.
- Riduzione della liberazione di renina da parte del rene.
Questi effetti contribuiscono al controllo della pressione arteriosa e dell'angina e possono migliorare la prognosi in pazienti selezionati con scompenso cardiaco cronico.
Blocco dei recettori β₂Modifica
Il carvedilolo blocca anche i recettori β₂, presenti tra l'altro nella muscolatura bronchiale e nei vasi sanguigni. Questa attività spiega perché il farmaco possa provocare broncospasmo e aggravare alcune patologie respiratorie.
Blocco dei recettori α₁Modifica
L'antagonismo dei recettori α₁ determina vasodilatazione periferica e riduzione delle resistenze vascolari. Questo effetto contribuisce all'azione antipertensiva, ma può provocare ipotensione ortostatica, soprattutto all'inizio del trattamento o dopo un aumento della dose.
Attività aggiuntiveModifica
Il carvedilolo non presenta una significativa attività simpaticomimetica intrinseca. Possiede inoltre proprietà antiossidanti descritte in studi farmacologici; il contributo clinico indipendente di queste proprietà rispetto al blocco adrenergico non è completamente definito.
INDICAZIONIModifica
Le indicazioni dipendono dalla specifica formulazione e dalle caratteristiche del paziente.
Ipertensione arteriosa essenzialeModifica
Il carvedilolo riduce la pressione arteriosa attraverso il blocco β-adrenergico e la vasodilatazione mediata dal blocco α₁. Può essere utilizzato da solo o in associazione con altri antipertensivi, quando appropriato.
Angina pectorisModifica
Riducendo la frequenza cardiaca e la contrattilità, diminuisce il consumo di ossigeno del miocardio e può ridurre la frequenza degli episodi anginosi. Non è un farmaco destinato al trattamento immediato di una crisi acuta di dolore toracico.
Scompenso cardiaco cronicoModifica
In pazienti selezionati con scompenso cardiaco cronico stabile, il carvedilolo può migliorare la funzione cardiaca e ridurre il rischio di ricovero e di mortalità. L'introduzione deve avvenire quando il paziente è clinicamente stabile, con dosi iniziali basse e aumenti graduali sotto controllo medico.
Non deve essere iniziato durante uno scompenso acuto o in presenza di instabilità emodinamica.
CONTROINDICAZIONIModifica
Il carvedilolo è controindicato in presenza di:
- Ipersensibilità al carvedilolo o a uno degli eccipienti.
- Scompenso cardiaco acuto o instabile che richieda trattamento inotropo endovenoso.
- Disfunzione epatica clinicamente manifesta e significativa.
- Bradicardia grave.
- Blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, in assenza di pacemaker funzionante.
- Malattia del nodo del seno o blocco senoatriale clinicamente significativo.
- Ipotensione grave.
- Shock cardiogeno.
- Asma bronchiale o precedenti di broncospasmo significativo.
- Feocromocitoma non adeguatamente trattato con blocco α-adrenergico.
- Acidosi metabolica.
L'uso è inoltre controindicato in presenza di determinate condizioni vascolari periferiche gravi e di alcune alterazioni cardiache, in base alla situazione clinica.
POSOLOGIAModifica
La dose deve essere individualizzata in base all'indicazione, alla risposta pressoria, alla frequenza cardiaca e alla tollerabilità. Il carvedilolo può causare ipotensione, soprattutto all'inizio del trattamento e durante gli aumenti di dose.
Ipertensione arteriosaModifica
Negli adulti, uno schema comunemente utilizzato prevede:
- Dose iniziale: 12,5 mg una volta al giorno per i primi due giorni.
- Dose successiva abituale: 25 mg una volta al giorno.
- Se necessario, la dose può essere aumentata gradualmente, rispettando intervalli adeguati tra gli incrementi.
- Dose massima abituale: 50 mg al giorno, in una o due somministrazioni.
Negli anziani può essere sufficiente la dose iniziale di 12,5 mg al giorno. Eventuali incrementi devono tenere conto della pressione arteriosa e del rischio di ipotensione ortostatica.
Angina pectorisModifica
Uno schema abituale nell'adulto prevede:
- Dose iniziale: 12,5 mg due volte al giorno per i primi due giorni.
- Dose successiva: 25 mg due volte al giorno, se tollerata.
La dose deve essere adattata alla risposta clinica. Nei pazienti anziani è particolarmente importante valutare la tollerabilità e il rischio di ipotensione.
Scompenso cardiaco cronicoModifica
La terapia deve essere iniziata esclusivamente quando il paziente è clinicamente stabile e sotto supervisione medica.
Schema indicativo di titolazione:
| Fase | Dose indicativa |
|---|---|
| Inizio | 3,125 mg due volte al giorno |
| Primo incremento | 6,25 mg due volte al giorno |
| Secondo incremento | 12,5 mg due volte al giorno |
| Incremento successivo | 25 mg due volte al giorno, se tollerato |
Gli aumenti vengono generalmente effettuati a intervalli di almeno due settimane, purché la dose precedente sia ben tollerata. La dose obiettivo dipende dalla gravità dello scompenso, dal peso corporeo e dalla tollerabilità individuale.
Durante la titolazione occorre controllare pressione arteriosa, frequenza cardiaca, sintomi di congestione, peso corporeo e funzione renale quando indicato. Un peggioramento dello scompenso o un'ipotensione sintomatica possono richiedere una modifica temporanea della terapia.
Modalità di somministrazioneModifica
- Le compresse devono essere assunte con acqua.
- Nell'ipertensione e nell'angina la somministrazione può essere effettuata secondo lo schema prescritto, generalmente una o due volte al giorno.
- Nei pazienti con scompenso cardiaco è preferibile assumere il carvedilolo durante i pasti, per rallentare l'assorbimento e ridurre il rischio di ipotensione ortostatica.
- Non raddoppiare la dose per compensare una somministrazione dimenticata.
- Non interrompere bruscamente il trattamento senza indicazione medica.
Insufficienza epaticaModifica
La compromissione epatica può aumentare significativamente l'esposizione al carvedilolo. In presenza di disfunzione epatica clinicamente manifesta il farmaco è controindicato.
Insufficienza renaleModifica
Il carvedilolo è metabolizzato prevalentemente dal fegato. In genere non richiede un adattamento posologico sistematico nella compromissione renale lieve o moderata, ma nei pazienti con scompenso cardiaco e insufficienza renale è necessario monitorare la funzione renale durante la titolazione.
AnzianiModifica
Gli anziani possono essere più sensibili all'ipotensione, alla bradicardia e ai capogiri. L'inizio del trattamento e gli aumenti di dose devono essere particolarmente graduali quando sono presenti fragilità, insufficienza renale o politerapia.
Interruzione del trattamentoModifica
La sospensione improvvisa può aggravare l'angina e provocare tachicardia o peggioramento della patologia cardiovascolare. Quando possibile, la dose viene ridotta gradualmente, generalmente nell'arco di circa due settimane, secondo indicazione medica.
EMIVITAModifica
L'emivita plasmatica del carvedilolo è generalmente di circa 6–10 ore, con variazioni individuali legate al metabolismo e alle caratteristiche del paziente.
Il farmaco viene assorbito per via orale e subisce un importante metabolismo di primo passaggio epatico. La biodisponibilità assoluta è relativamente bassa, in media intorno al 25–35%.
Il metabolismo coinvolge principalmente gli enzimi epatici CYP2D6 e CYP2C9, oltre ad altre vie metaboliche. I metaboliti vengono eliminati attraverso la bile e le feci, mentre una quota minore viene eliminata per via renale.
La compromissione epatica può aumentare l'esposizione al farmaco. Le differenze genetiche negli enzimi metabolizzanti possono contribuire alla variabilità delle concentrazioni plasmatiche e della risposta clinica.
AVVERTENZEModifica
Ipotensione ortostaticaModifica
Il blocco α₁ può determinare una riduzione della pressione arteriosa quando il paziente passa dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta. Capogiri e sensazione di svenimento sono più frequenti all'inizio della terapia e dopo gli aumenti di dose.
Bradicardia e disturbi della conduzioneModifica
Il carvedilolo può ridurre eccessivamente la frequenza cardiaca e rallentare la conduzione atrioventricolare. È necessario prestare attenzione in presenza di disturbi della conduzione, frequenza cardiaca bassa o assunzione concomitante di altri farmaci bradicardizzanti.
Scompenso cardiacoModifica
Durante la titolazione può verificarsi un temporaneo peggioramento dello scompenso o un aumento della ritenzione idrica. Un rapido aumento di peso, la comparsa di edema o un peggioramento della dispnea richiedono una valutazione clinica.
Asma e broncopneumopatia cronica ostruttivaModifica
A differenza dei beta-bloccanti β₁-selettivi, il carvedilolo blocca anche i recettori β₂. Può quindi provocare broncospasmo e ridurre la risposta ai broncodilatatori β₂-agonisti. È controindicato nell'asma bronchiale e richiede particolare attenzione nelle patologie respiratorie ostruttive.
Diabete e ipoglicemiaModifica
Il carvedilolo può mascherare alcuni sintomi adrenergici dell'ipoglicemia, come tachicardia e palpitazioni. Può inoltre influenzare il controllo glicemico, soprattutto all'inizio del trattamento o dopo modifiche della dose.
Nei pazienti diabetici è importante controllare la glicemia e prestare attenzione a sintomi meno evidenti di ipoglicemia.
Funzione renaleModifica
Nei pazienti con scompenso cardiaco, pressione arteriosa bassa, cardiopatia ischemica o insufficienza renale preesistente può verificarsi un peggioramento della funzione renale durante l'aumento della dose. In questi casi è opportuno monitorare la funzione renale e rivalutare il trattamento in caso di peggioramento.
Psoriasi e reazioni cutaneeModifica
Come altri beta-bloccanti, il carvedilolo può aggravare o favorire la comparsa di manifestazioni psoriasiche in soggetti predisposti. In presenza di un peggioramento cutaneo è opportuno rivalutare la terapia.
Tiroide e feocromocitomaModifica
Il carvedilolo può mascherare alcuni segni dell'ipertiroidismo, in particolare la tachicardia. Nei pazienti con feocromocitoma non deve essere utilizzato senza un adeguato controllo α-adrenergico.
Gravidanza e allattamentoModifica
L'impiego in gravidanza richiede una valutazione specialistica del rapporto beneficio-rischio. I beta-bloccanti possono influenzare la crescita fetale e, se utilizzati in prossimità del parto, possono provocare nel neonato bradicardia o ipoglicemia.
Il carvedilolo passa nel latte materno; l'allattamento durante il trattamento richiede una valutazione specifica.
Lenti a contattoModifica
Il carvedilolo può ridurre la secrezione lacrimale e provocare fastidio nei portatori di lenti a contatto.
Guida e uso di macchinariModifica
Capogiri, stanchezza e ipotensione possono compromettere la capacità di guidare o utilizzare macchinari, soprattutto all'inizio del trattamento e dopo aumenti della dose.
Segnali di allarmeModifica
Sincope, difficoltà respiratoria importante, dolore toracico intenso, marcato rallentamento del battito cardiaco o rapido peggioramento dello scompenso richiedono una valutazione medica tempestiva.
INTERAZIONIModifica
Verapamil e diltiazemModifica
L'associazione con calcio-antagonisti come Verapamil e Diltiazem può aumentare il rischio di bradicardia, blocco atrioventricolare, ipotensione e depressione della contrattilità cardiaca. Quando l'associazione è ritenuta necessaria, richiede un controllo clinico ed elettrocardiografico adeguato.
DigossinaModifica
Il carvedilolo può aumentare le concentrazioni plasmatiche di digossina e, insieme a essa, rallentare la conduzione atrioventricolare. Può essere necessario monitorare la frequenza cardiaca e valutare le concentrazioni di digossina quando clinicamente indicato.
Amiodarone e altri antiaritmiciModifica
L'associazione con amiodarone e altri antiaritmici può aumentare il rischio di bradicardia e disturbi della conduzione. È necessaria cautela soprattutto nei pazienti con alterazioni elettrocardiografiche preesistenti.
Altri antipertensiviModifica
ACE-inibitori, sartani, diuretici, nitrati e altri farmaci antipertensivi possono potenziare l'effetto ipotensivo. L'associazione può essere appropriata, ma richiede attenzione alla pressione arteriosa e alla comparsa di capogiri o sincope.
ClonidinaModifica
La clonidina e il carvedilolo possono influenzare reciprocamente la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. L'eventuale sospensione deve essere pianificata con attenzione, perché l'interruzione brusca della clonidina può provocare un importante aumento pressorio.
Insulina e antidiabeticiModifica
Il carvedilolo può mascherare alcuni sintomi dell'ipoglicemia e modificare il controllo glicemico. Nei pazienti trattati con insulina o farmaci ipoglicemizzanti è importante controllare la glicemia, soprattutto all'inizio della terapia.
FANSModifica
I farmaci antinfiammatori non steroidei possono ridurre l'effetto antipertensivo e aumentare il rischio di peggioramento della funzione renale, soprattutto nei pazienti con insufficienza cardiaca, disidratazione o malattia renale.
RifampicinaModifica
La rifampicina può ridurre le concentrazioni plasmatiche del carvedilolo attraverso l'induzione degli enzimi metabolizzanti, con possibile diminuzione dell'effetto terapeutico.
Fluoxetina e altri inibitori enzimaticiModifica
Farmaci che inibiscono CYP2D6, come fluoxetina e paroxetina, possono aumentare l'esposizione al carvedilolo in alcuni pazienti. Può essere necessario prestare attenzione a bradicardia, ipotensione e altri effetti dose-dipendenti.
AlcolModifica
L'alcol può accentuare l'effetto ipotensivo e i capogiri, soprattutto all'inizio del trattamento.
AnesteticiModifica
Alcuni anestetici possono potenziare la riduzione della pressione arteriosa e la depressione della contrattilità cardiaca. La terapia con carvedilolo deve essere comunicata all'équipe anestesiologica prima di un intervento.
EFFETTI COLLATERALIModifica
Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose, dall'indicazione, dalla presenza di altre patologie e dai farmaci assunti contemporaneamente.
Effetti comuniModifica
- Capogiri.
- Cefalea.
- Stanchezza e astenia.
- Ipotensione, compresa quella ortostatica.
- Bradicardia.
- Diarrea, nausea e altri disturbi gastrointestinali.
- Edema.
- Aumento di peso o ritenzione idrica, soprattutto nei pazienti con scompenso cardiaco.
Altri effetti indesideratiModifica
- Disturbi visivi.
- Riduzione della lacrimazione.
- Estremità fredde.
- Disturbi del sonno.
- Alterazioni dell'umore.
- Disturbi della funzione sessuale.
- Reazioni cutanee, comprese manifestazioni psoriasiche.
- Alterazioni del controllo glicemico.
Effetti graviModifica
- Bradicardia marcata o blocco atrioventricolare.
- Ipotensione grave e sincope.
- Peggioramento dello scompenso cardiaco.
- Broncospasmo.
- Peggioramento della funzione renale in pazienti predisposti.
- Reazioni allergiche gravi, raramente.
La comparsa di difficoltà respiratoria intensa, perdita di coscienza, dolore toracico importante o segni di grave compromissione circolatoria richiede assistenza medica urgente.
CURIOSITÀModifica
- Doppia azione adrenergica: il carvedilolo blocca sia i recettori β sia quelli α₁. Questo lo distingue dai beta-bloccanti privi di una significativa attività α₁-bloccante e contribuisce alla sua azione vasodilatatrice.
- Impiego nello scompenso cardiaco: nei pazienti selezionati con scompenso cardiaco cronico stabile, il carvedilolo è uno dei beta-bloccanti con evidenze cliniche di beneficio prognostico. Il trattamento deve iniziare a basse dosi e progredire gradualmente.
- Metabolismo stereoselettivo: i due enantiomeri del carvedilolo contribuiscono in modo diverso all'attività farmacologica; l'attività beta-bloccante è principalmente associata all'enantiomero S.
- Proprietà antiossidanti: sono state descritte attività antiossidanti in studi sperimentali. Il significato clinico indipendente di queste proprietà non deve essere confuso con i benefici dimostrati del farmaco nelle indicazioni cardiovascolari autorizzate.