Nebivololo

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Il Nebivololo è un farmaco appartenente alla classe dei Betabloccanti, utilizzato principalmente per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa e, in pazienti selezionati, dell'insufficienza cardiaca cronica stabile. Si distingue da molti altri beta-bloccanti per la combinazione di un'elevata selettività per i recettori adrenergici β1 e di un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico (NO). Riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, contribuendo a diminuire il lavoro del cuore. Deve essere utilizzato con particolare attenzione in presenza di Bradicardia, disturbi della conduzione cardiaca, Ipotensione e patologie respiratorie ostruttive.

CARATTERISTICA INFORMAZIONI
Principio attivo Nebivololo, generalmente come nebivololo cloridrato
Classe farmacologica Betabloccanti β1-selettivi con attività vasodilatatrice
Principali specialità Lobivon, Nebilox; Aloneb, Lobidiur e Nobizide in associazione con Idroclorotiazide
Indicazioni autorizzate in Italia Ipertensione essenziale; insufficienza cardiaca cronica stabile lieve-moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard
Meccanismo d'azione Antagonismo β1-adrenergico e aumento della biodisponibilità dell'ossido nitrico endoteliale
Forme farmaceutiche Compresse per uso orale, anche in associazione fissa con un diuretico tiazidico
Dosaggio Ipertensione: generalmente 5 mg una volta al giorno; insufficienza cardiaca: titolazione da 1,25 fino a 10 mg al giorno, secondo tollerabilità
Emivita Circa 10 ore nei metabolizzatori rapidi CYP2D6; sensibilmente più lunga nei metabolizzatori lenti
Effetti indesiderati comuni Cefalea, Capogiri, affaticamento, parestesie, Nausea, Diarrea e stitichezza
Rischi principali Bradicardia, ipotensione, blocco atrioventricolare, peggioramento dello scompenso durante la titolazione e broncospasmo nei soggetti predisposti
Regime di fornitura Ricetta ripetibile (RR); classificazione e rimborsabilità secondo specialità e confezione

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

Nebivololo come singolo principio attivo[modifica]

  • Nebivololo
    • Medicinali equivalenti contenenti nebivololo 5 mg in compresse.
    • Le confezioni dei generici variano secondo il titolare dell'autorizzazione.
  • Lobivon
    • Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.
  • Nebilox
    • Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.

Associazioni con idroclorotiazide[modifica]

  • Associazione: Nebivololo + Idroclorotiazide
    • Associazione di un beta-bloccante vasodilatatore e di un diuretico tiazidico, destinata al trattamento dell'ipertensione quando la combinazione delle due sostanze è appropriata.
  • Aloneb
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
  • Lobidiur
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
  • Nobizide
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
    • Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.

STRUTTURA[modifica]

Nebivololo.jpg

Il nebivololo è un beta-bloccante sintetico appartenente alla famiglia degli antagonisti dei recettori adrenergici.

  • Formula molecolare della base libera: C22H25F2NO4.
  • Massa molecolare della base libera: circa 405,44 g/mol.
  • Forma comunemente utilizzata: nebivololo cloridrato.
  • Codice ATC: C07AB12.
  • Classe farmacologica: beta-bloccante β1-selettivo.

Stereochimica[modifica]

Il nebivololo è una miscela racemica di due enantiomeri, indicati convenzionalmente come d-nebivololo e l-nebivololo.

Il d-nebivololo contribuisce principalmente al blocco dei recettori β1-adrenergici, mentre l'azione vasodilatatrice dipendente dall'ossido nitrico coinvolge il contributo della miscela enantiomerica.

Caratteristiche farmacologiche[modifica]

Il nebivololo è relativamente lipofilo e viene metabolizzato estesamente dal fegato.

La sua esposizione sistemica dipende in modo significativo dall'attività dell'enzima CYP2D6.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

NEBIVOLOLO
Blocco selettivo dei recettori β1 cardiaci
↓
Riduzione della frequenza cardiaca e della renina
+
Aumento della disponibilità di ossido nitrico (NO)
↓
BENEFICI

Riduzione della pressione arteriosa e del lavoro cardiaco; vasodilatazione periferica

RISCHI
Bradicardia, ipotensione e disturbi della conduzione atrioventricolare

Blocco dei recettori β1[modifica]

Il nebivololo antagonizza prevalentemente i recettori β1-adrenergici del cuore.

Questo determina:

  • Riduzione della frequenza cardiaca.
  • Riduzione della contrattilità miocardica.
  • Diminuzione del consumo di ossigeno del miocardio.
  • Riduzione della secrezione renale di renina.

La selettività β1 non è assoluta e può ridursi a concentrazioni elevate, soprattutto nei metabolizzatori lenti.

Vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico[modifica]

Il nebivololo favorisce la vasodilatazione endotelio-dipendente attraverso meccanismi che aumentano la disponibilità di ossido nitrico.

L'ossido nitrico favorisce il rilassamento della muscolatura liscia vascolare e riduce le resistenze periferiche.

Effetto antipertensivo[modifica]

La riduzione della pressione arteriosa deriva dalla combinazione di minore attività adrenergica cardiaca, riduzione della renina e vasodilatazione.

Effetto nell'insufficienza cardiaca[modifica]

Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, il blocco adrenergico può contrastare gli effetti dannosi dell'attivazione simpatica cronica.

La terapia deve essere iniziata a basse dosi e aumentata gradualmente, perché l'effetto iniziale sulla frequenza e sulla contrattilità può peggiorare uno scompenso non stabilizzato.

Assenza di attività simpaticomimetica intrinseca[modifica]

Il nebivololo non possiede una significativa attività simpaticomimetica intrinseca.

INDICAZIONI[modifica]

Ipertensione arteriosa essenziale[modifica]

Il nebivololo è indicato per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa essenziale.

Può essere utilizzato da solo oppure nell'ambito di una terapia antipertensiva combinata.

La scelta di un beta-bloccante dipende dalle caratteristiche cliniche del paziente e dalle eventuali condizioni cardiovascolari associate.

Insufficienza cardiaca cronica stabile[modifica]

Il nebivololo è indicato, secondo i RCP italiani delle formulazioni pertinenti, per il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata, in aggiunta alla terapia standard, nei pazienti di età pari o superiore a 70 anni.

Il trattamento richiede stabilità clinica e una titolazione progressiva.

Ipertensione trattata con associazione fissa[modifica]

Le associazioni nebivololo/idroclorotiazide sono utilizzate nell'ipertensione quando la combinazione dei due principi attivi è appropriata.

L'Idroclorotiazide aumenta l'escrezione renale di sodio e acqua, contribuendo alla riduzione della pressione arteriosa.

Impieghi non autorizzati[modifica]

Il nebivololo può essere considerato in particolari contesti clinici specialistici, ma non tutte le applicazioni dei beta-bloccanti costituiscono indicazioni autorizzate per questo principio attivo.

Non deve essere presentato come trattamento specificamente autorizzato per tutte le aritmie, l'emicrania o i disturbi d'ansia.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

Ipersensibilità al nebivololo o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Bradicardia[modifica]

Controindicato in presenza di marcata Bradicardia, compresa una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto prima dell'inizio del trattamento secondo i RCP pertinenti.

Ipotensione[modifica]

Controindicato in presenza di Ipotensione significativa, per esempio pressione sistolica inferiore a 90 mmHg.

Blocco atrioventricolare[modifica]

Controindicato nel blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado in assenza di pacemaker appropriato.

Sindrome del nodo del seno[modifica]

Controindicato nella sindrome del nodo del seno, incluso il blocco senoatriale.

Shock cardiogeno[modifica]

Il nebivololo non deve essere utilizzato nello shock cardiogeno.

Insufficienza cardiaca acuta[modifica]

Controindicato nello scompenso cardiaco acuto, nello scompenso non compensato o quando è necessario un trattamento inotropo endovenoso.

Insufficienza epatica[modifica]

Controindicato nei pazienti con insufficienza epatica o compromissione della funzione epatica secondo i RCP delle formulazioni monocomponente.

Asma e broncospasmo[modifica]

Una storia di Asma bronchiale o broncospasmo costituisce una controindicazione riportata nei RCP di nebivololo.

La selettività β1 non elimina il rischio di broncocostrizione.

Feocromocitoma non trattato[modifica]

Controindicato nel feocromocitoma non trattato.

Acidosi metabolica[modifica]

L'acidosi metabolica è una controindicazione.

Disturbi circolatori periferici gravi[modifica]

Le gravi alterazioni della circolazione arteriosa periferica rappresentano una controindicazione.

POSOLOGIA[modifica]

Tabella dei dosaggi[modifica]

NEBIVOLOLO — POSOLOGIA
Indicazione Dose Note
Ipertensione nell'adulto 5 mg una volta al giorno Con o senza cibo, preferibilmente alla stessa ora
Ipertensione nell'anziano oltre 65 anni Dose iniziale spesso 2,5 mg al giorno Possibile aumento a 5 mg secondo risposta
Ipertensione con insufficienza renale Dose iniziale generalmente 2,5 mg al giorno Rivalutare funzione renale e tollerabilità
Insufficienza cardiaca cronica stabile Inizio con 1,25 mg una volta al giorno Titolazione progressiva sotto supervisione
Dose massima nello scompenso 10 mg una volta al giorno Solo se tollerata
Nebivololo/idroclorotiazide Una compressa al giorno da 5/12,5 mg oppure 5/25 mg Scelta della combinazione in base al trattamento antipertensivo necessario
Non interrompere improvvisamente il nebivololo. Nello scompenso cardiaco la titolazione richiede stabilità clinica e sorveglianza di frequenza cardiaca, pressione e sintomi.

Ipertensione arteriosa[modifica]

La dose abituale negli adulti è 5 mg una volta al giorno.

L'effetto antipertensivo diventa generalmente evidente dopo 1–2 settimane.

In alcuni pazienti il beneficio massimo richiede circa 4 settimane.

Pazienti anziani[modifica]

Nei pazienti oltre 65 anni può essere appropriato iniziare con 2,5 mg una volta al giorno.

L'aumento della dose dipende dalla risposta e dalla tollerabilità.

Insufficienza cardiaca cronica[modifica]

La titolazione abituale prevede:

  • 1,25 mg una volta al giorno.
  • 2,5 mg una volta al giorno.
  • 5 mg una volta al giorno.
  • 10 mg una volta al giorno, se tollerati.

Gli aumenti avvengono generalmente a intervalli di una o due settimane, secondo la valutazione clinica.

L'inizio e gli incrementi di dose richiedono un'adeguata osservazione, soprattutto per il rischio di bradicardia, ipotensione e peggioramento dello scompenso.

Insufficienza renale[modifica]

Nell'ipertensione, nei pazienti con compromissione renale si raccomanda generalmente una dose iniziale di 2,5 mg al giorno.

Nello scompenso cardiaco, i dati sono limitati nella compromissione renale grave e l'uso non è raccomandato quando la clearance della creatinina è inferiore a 20 ml/min.

Assunzione con i pasti[modifica]

Il nebivololo può essere assunto con o senza cibo.

Compresse divisibili[modifica]

La suddivisione delle compresse deve seguire le indicazioni della specifica specialità.

Alcune compresse da 5 mg sono progettate per consentire la divisione in quattro parti uguali.

Dose dimenticata[modifica]

Non assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.

Sospensione del trattamento[modifica]

Il trattamento non deve essere sospeso bruscamente, soprattutto nei pazienti con cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca.

Quando necessario, la riduzione deve essere graduale e guidata dal medico.

EMIVITA[modifica]

Profilo farmacocinetico[modifica]

NEBIVOLOLO — FARMACOCINETICA
Parametro Valore indicativo
Assorbimento Rapido dopo somministrazione orale
↓
Metabolismo Epatico, principalmente tramite CYP2D6
↓
Emivita nei metabolizzatori rapidi Circa 10 ore per gli enantiomeri del nebivololo
↓
Emivita nei metabolizzatori lenti Circa 3–5 volte più lunga
La variabilità genetica del CYP2D6 influenza notevolmente l'esposizione al nebivololo.

Assorbimento[modifica]

Il nebivololo viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale.

Biodisponibilità[modifica]

La biodisponibilità è fortemente influenzata dal metabolismo di primo passaggio.

Nei metabolizzatori rapidi è relativamente bassa, mentre nei metabolizzatori lenti può essere molto più elevata.

Distribuzione[modifica]

Il nebivololo è ampiamente legato alle proteine plasmatiche.

Metabolismo[modifica]

Il metabolismo epatico coinvolge principalmente CYP2D6.

Si formano metaboliti idrossilati farmacologicamente attivi.

Polimorfismo CYP2D6[modifica]

La variabilità genetica dell'enzima CYP2D6 modifica la velocità di eliminazione e l'esposizione sistemica.

Emivita[modifica]

Nei metabolizzatori rapidi l'emivita degli enantiomeri è mediamente di circa 10 ore.

Nei metabolizzatori lenti può essere da tre a cinque volte maggiore.

Metaboliti attivi[modifica]

I metaboliti idrossilati contribuiscono all'effetto farmacologico e possono avere un'emivita più lunga.

Eliminazione[modifica]

L'eliminazione avviene attraverso urine e feci, prevalentemente sotto forma di metaboliti.

AVVERTENZE[modifica]

Semaforo delle avvertenze[modifica]

NEBIVOLOLO — SICUREZZA
CONTROLLI Pressione arteriosa, frequenza cardiaca, sintomi di ipotensione e tollerabilità durante la titolazione
ATTENZIONE Diabete, malattia renale, patologie respiratorie, disturbi della circolazione periferica, associazione con verapamil, diltiazem o inibitori CYP2D6
URGENZA Sincope, bradicardia sintomatica grave, difficoltà respiratoria importante o rapido peggioramento dello scompenso cardiaco

Bradicardia[modifica]

Il nebivololo può ridurre eccessivamente la frequenza cardiaca.

In presenza di bradicardia sintomatica o frequenza a riposo molto bassa è necessaria una rivalutazione della terapia.

Ipotensione[modifica]

Il rischio aumenta durante la titolazione e in associazione con altri antipertensivi.

Insufficienza cardiaca[modifica]

Il trattamento deve iniziare soltanto in condizioni cliniche stabili.

Durante la titolazione occorre monitorare dispnea, edema, aumento del peso e segni di congestione.

Interruzione improvvisa[modifica]

La sospensione brusca può determinare peggioramento dell'angina, tachicardia di rimbalzo o deterioramento dello scompenso.

Diabete mellito[modifica]

I beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi adrenergici dell'Ipoglicemia, soprattutto la tachicardia.

La sudorazione può persistere.

Malattie respiratorie[modifica]

Anche un beta-bloccante β1-selettivo può provocare broncospasmo nei pazienti predisposti.

Disturbi circolatori periferici[modifica]

Il nebivololo può aggravare alcuni sintomi di vasculopatia periferica o fenomeno di Raynaud.

Anestesia[modifica]

Il medico anestesista deve essere informato del trattamento beta-bloccante.

Psoriasi[modifica]

Nei pazienti con Psoriasi i beta-bloccanti devono essere utilizzati dopo attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio, poiché possono aggravare le manifestazioni cutanee in alcuni soggetti.

Gravidanza[modifica]

Il nebivololo non deve essere utilizzato durante la gravidanza salvo quando chiaramente necessario.

Il blocco beta-adrenergico può influenzare la perfusione placentare e provocare effetti fetali o neonatali.

Allattamento[modifica]

L'allattamento non è generalmente raccomandato durante il trattamento con nebivololo.

INTERAZIONI[modifica]

Matrice delle interazioni[modifica]

NEBIVOLOLO — INTERAZIONI
Farmaco o classe Rischio e precauzione
Verapamil e Diltiazem Possibile marcata bradicardia, blocco atrioventricolare e depressione della funzione cardiaca
Amiodarone Possibile aumento dei disturbi della conduzione e della bradicardia
Digossina Possibile effetto additivo sulla conduzione atrioventricolare
Paroxetina e Fluoxetina Inibizione del CYP2D6 con aumento dell'esposizione al nebivololo
Clonidina Rischio di alterazioni della pressione e ipertensione di rimbalzo in caso di sospensione impropria
Insulina e antidiabetici Possibile mascheramento dei sintomi adrenergici dell'ipoglicemia
FANS Possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di alcuni trattamenti e aumento del rischio renale nelle associazioni complesse
Idroclorotiazide Associazione antipertensiva; monitorare pressione, funzione renale ed elettroliti

Verapamil e diltiazem[modifica]

L'associazione con Verapamil o Diltiazem richiede particolare cautela per il rischio di effetti additivi sulla frequenza cardiaca e sulla conduzione atrioventricolare.

La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti trattati con beta-bloccanti può provocare grave ipotensione e blocco atrioventricolare.

Antiaritmici[modifica]

Amiodarone e altri antiaritmici possono accentuare la bradicardia o i disturbi della conduzione.

Digossina[modifica]

La Digossina può aumentare il rischio di rallentamento della conduzione atrioventricolare.

Paroxetina e fluoxetina[modifica]

Paroxetina e Fluoxetina inibiscono il CYP2D6 e possono aumentare significativamente l'esposizione al nebivololo.

In questi casi è opportuno sorvegliare frequenza cardiaca, pressione e sintomi di intolleranza.

Clonidina[modifica]

La sospensione improvvisa della Clonidina in pazienti trattati con beta-bloccanti può favorire una marcata ipertensione di rimbalzo.

Antidiabetici[modifica]

Il nebivololo può mascherare la tachicardia associata all'ipoglicemia.

Altri antipertensivi[modifica]

L'associazione con altri farmaci antipertensivi può aumentare il rischio di ipotensione.

Idroclorotiazide[modifica]

Nelle associazioni fisse, l'Idroclorotiazide può causare ipokaliemia, iponatriemia, iperuricemia e alterazioni della glicemia.

Farmaci antinfiammatori[modifica]

L'uso prolungato di alcuni FANS può ostacolare il controllo pressorio e aumentare il rischio renale, soprattutto in presenza di diuretici.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Sistema nervoso[modifica]

  • Cefalea.
  • Capogiri.
  • Affaticamento.
  • Parestesie.
  • Sonnolenza.
  • Disturbi del sonno, meno frequentemente.

Apparato cardiovascolare[modifica]

  • Bradicardia.
  • Ipotensione.
  • Ipotensione ortostatica.
  • Disturbi della conduzione atrioventricolare.
  • Peggioramento dell'insufficienza cardiaca durante la titolazione.
  • Edema periferico.

Apparato gastrointestinale[modifica]

Apparato respiratorio[modifica]

  • Dispnea.
  • Broncospasmo, soprattutto nei pazienti predisposti.

Cute[modifica]

  • Eruzioni cutanee.
  • Prurito.
  • Possibile peggioramento della Psoriasi.
  • Rare reazioni di ipersensibilità.

Funzione sessuale[modifica]

Può comparire disfunzione erettile, sebbene il nebivololo presenti in alcuni studi un profilo relativamente favorevole rispetto ad altri beta-bloccanti.

Disturbi psichici[modifica]

Sono state riportate occasionalmente alterazioni dell'umore e del sonno.

Effetti dell'associazione con idroclorotiazide[modifica]

Le associazioni fisse possono aggiungere effetti indesiderati propri del diuretico, tra cui:

  • Ipokaliemia.
  • Iponatriemia.
  • Iperuricemia.
  • Alterazioni della glicemia.
  • Disidratazione.
  • Fotosensibilità.

Sovradosaggio[modifica]

Il sovradosaggio può provocare:

  • Grave bradicardia.
  • Ipotensione marcata.
  • Broncospasmo.
  • Insufficienza cardiaca acuta.
  • Shock cardiogeno.

Il sovradosaggio richiede assistenza medica urgente e monitoraggio cardiovascolare.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono valutazione tempestiva:

  • Svenimento o perdita di coscienza.
  • Frequenza cardiaca molto bassa accompagnata da sintomi.
  • Difficoltà respiratoria importante.
  • Rapido peggioramento della dispnea o dell'edema.
  • Dolore toracico.
  • Ipotensione grave.
  • Reazione allergica con gonfiore del volto o delle vie respiratorie.

CURIOSITÀ[modifica]

Nebivololo e Lobivon sono la stessa cosa?[modifica]

Sì.

Lobivon è una specialità commerciale contenente Nebivololo.

Qual è la differenza tra nebivololo e bisoprololo?[modifica]

Entrambi appartengono ai Betabloccanti β1-selettivi.

Il nebivololo possiede anche un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico, mentre il Bisoprololo agisce principalmente attraverso il blocco dei recettori β1.

Le indicazioni autorizzate e le evidenze cliniche non sono completamente sovrapponibili.

Il nebivololo abbassa la frequenza cardiaca?[modifica]

Sì.

Riduce la stimolazione adrenergica del cuore e può determinare una diminuzione della frequenza cardiaca sia a riposo sia durante l'esercizio.

Dopo quanto tempo abbassa la pressione?[modifica]

L'effetto antipertensivo è generalmente evidente dopo una o due settimane.

Il beneficio massimo può richiedere circa quattro settimane.

Il nebivololo è un vasodilatatore?[modifica]

Sì.

Oltre al blocco β1, favorisce una vasodilatazione dipendente dall'ossido nitrico.

Può provocare disfunzione erettile?[modifica]

Sì, come altri beta-bloccanti.

Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che possa interferire meno con la funzione erettile rispetto a determinati beta-bloccanti tradizionali.

Questo possibile vantaggio non è garantito per tutti i pazienti.

Il nebivololo provoca aumento di peso?[modifica]

Non è un effetto caratteristico inevitabile.

Un rapido aumento del peso associato a edema o dispnea deve far sospettare ritenzione idrica o peggioramento dell'insufficienza cardiaca.

Può essere utilizzato nei pazienti diabetici?[modifica]

Sì, quando appropriato, ma richiede attenzione perché può mascherare alcuni sintomi dell'Ipoglicemia.

Si può usare nell'insufficienza renale?[modifica]

In alcune forme di insufficienza renale può essere utilizzato con una dose iniziale ridotta e un adeguato monitoraggio.

La compromissione renale grave richiede precauzioni ulteriori.

Il nebivololo può peggiorare la psoriasi?[modifica]

In alcuni pazienti i beta-bloccanti possono provocare o aggravare manifestazioni psoriasiche.

La decisione terapeutica deve considerare il beneficio cardiovascolare e l'eventuale peggioramento cutaneo.

Si può interrompere improvvisamente?[modifica]

No.

La sospensione improvvisa può provocare effetti cardiovascolari di rimbalzo, soprattutto nei pazienti con cardiopatia.

Qual è la differenza tra Lobivon e Lobidiur?[modifica]

Lobivon contiene soltanto nebivololo.

Lobidiur contiene nebivololo associato a Idroclorotiazide, un diuretico tiazidico.

Il nebivololo è indicato per tutte le forme di scompenso cardiaco?[modifica]

No.

L'indicazione autorizzata italiana riguarda specificamente l'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard.

Quali controlli sono utili durante il trattamento?[modifica]

  • Misurazione regolare della pressione arteriosa.
  • Controllo della frequenza cardiaca.
  • Valutazione di capogiri e ipotensione ortostatica.
  • Sorveglianza dei sintomi di insufficienza cardiaca.
  • Revisione delle interazioni con farmaci bradicardizzanti.
  • Valutazione delle interazioni con inibitori CYP2D6.
  • Controllo della funzione renale quando indicato.
  • Monitoraggio degli elettroliti nelle associazioni con Idroclorotiazide.
  • Rivalutazione periodica dell'efficacia e della tollerabilità.

LINK CORRELATI[modifica]

Betabloccanti
Betabloccanti Beta1 selettivi (Cardioselettivi) Acebutololo (Sectral)  • Atenololo (Atenol, Atenololo generico, Seles Beta, Tenormin)  • Betaxololo (Kerlon)  • Bisoprololo (Bisoprololo generico, Cardicor, Concor, Congescor, Sequacor)  • Celiprololo (Cordiax)  • Esmololo (Brevibloc)  • Metoprololo (Lopresor, Metoprololo generico, Seloken)  • Nebivololo (Lobivon, Nebilox)
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Betabloccanti con attività simpaticomimetica intrinseca (ISA) Acebutololo (Sectral)  • Celiprololo (Cordiax)  • Sotalolo (Rytmobeta, Sotalex)
Betabloccanti colliri (Glaucoma) Betaxololo (Betoptic)  • Carteololo (Carteol, Fortidose, Fortinol)  • Levobunololo (Vistagan)  • Timololo (Droptimol, Ialutim, Timogel, Timolabak, Timoptol XE)
Betabloccanti antiaritmici Esmololo (Brevibloc)  • Sotalolo (Rytmobeta, Sotalex)