Nebivololo
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| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
Il Nebivololo è un farmaco appartenente alla classe dei Betabloccanti, utilizzato principalmente per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa e, in pazienti selezionati, dell'insufficienza cardiaca cronica stabile. Si distingue da molti altri beta-bloccanti per la combinazione di un'elevata selettività per i recettori adrenergici β1 e di un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico (NO). Riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, contribuendo a diminuire il lavoro del cuore. Deve essere utilizzato con particolare attenzione in presenza di Bradicardia, disturbi della conduzione cardiaca, Ipotensione e patologie respiratorie ostruttive.
| CARATTERISTICA | INFORMAZIONI |
|---|---|
| Principio attivo | Nebivololo, generalmente come nebivololo cloridrato |
| Classe farmacologica | Betabloccanti β1-selettivi con attività vasodilatatrice |
| Principali specialità | Lobivon, Nebilox; Aloneb, Lobidiur e Nobizide in associazione con Idroclorotiazide |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Ipertensione essenziale; insufficienza cardiaca cronica stabile lieve-moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard |
| Meccanismo d'azione | Antagonismo β1-adrenergico e aumento della biodisponibilità dell'ossido nitrico endoteliale |
| Forme farmaceutiche | Compresse per uso orale, anche in associazione fissa con un diuretico tiazidico |
| Dosaggio | Ipertensione: generalmente 5 mg una volta al giorno; insufficienza cardiaca: titolazione da 1,25 fino a 10 mg al giorno, secondo tollerabilità |
| Emivita | Circa 10 ore nei metabolizzatori rapidi CYP2D6; sensibilmente più lunga nei metabolizzatori lenti |
| Effetti indesiderati comuni | Cefalea, Capogiri, affaticamento, parestesie, Nausea, Diarrea e stitichezza |
| Rischi principali | Bradicardia, ipotensione, blocco atrioventricolare, peggioramento dello scompenso durante la titolazione e broncospasmo nei soggetti predisposti |
| Regime di fornitura | Ricetta ripetibile (RR); classificazione e rimborsabilità secondo specialità e confezione |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 5.1 Ipersensibilità
- 5.2 Bradicardia
- 5.3 Ipotensione
- 5.4 Blocco atrioventricolare
- 5.5 Sindrome del nodo del seno
- 5.6 Shock cardiogeno
- 5.7 Insufficienza cardiaca acuta
- 5.8 Insufficienza epatica
- 5.9 Asma e broncospasmo
- 5.10 Feocromocitoma non trattato
- 5.11 Acidosi metabolica
- 5.12 Disturbi circolatori periferici gravi
- 6 POSOLOGIA
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 Nebivololo e Lobivon sono la stessa cosa?
- 11.2 Qual è la differenza tra nebivololo e bisoprololo?
- 11.3 Il nebivololo abbassa la frequenza cardiaca?
- 11.4 Dopo quanto tempo abbassa la pressione?
- 11.5 Il nebivololo è un vasodilatatore?
- 11.6 Può provocare disfunzione erettile?
- 11.7 Il nebivololo provoca aumento di peso?
- 11.8 Può essere utilizzato nei pazienti diabetici?
- 11.9 Si può usare nell'insufficienza renale?
- 11.10 Il nebivololo può peggiorare la psoriasi?
- 11.11 Si può interrompere improvvisamente?
- 11.12 Qual è la differenza tra Lobivon e Lobidiur?
- 11.13 Il nebivololo è indicato per tutte le forme di scompenso cardiaco?
- 11.14 Quali controlli sono utili durante il trattamento?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ[modifica]
Nebivololo come singolo principio attivo[modifica]
- Nebivololo
- Medicinali equivalenti contenenti nebivololo 5 mg in compresse.
- Le confezioni dei generici variano secondo il titolare dell'autorizzazione.
- Lobivon
- Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.
- Nebilox
- Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.
Associazioni con idroclorotiazide[modifica]
- Associazione: Nebivololo + Idroclorotiazide
- Associazione di un beta-bloccante vasodilatatore e di un diuretico tiazidico, destinata al trattamento dell'ipertensione quando la combinazione delle due sostanze è appropriata.
- Aloneb
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Lobidiur
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Nobizide
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
STRUTTURA[modifica]
Il nebivololo è un beta-bloccante sintetico appartenente alla famiglia degli antagonisti dei recettori adrenergici.
- Formula molecolare della base libera: C22H25F2NO4.
- Massa molecolare della base libera: circa 405,44 g/mol.
- Forma comunemente utilizzata: nebivololo cloridrato.
- Codice ATC: C07AB12.
- Classe farmacologica: beta-bloccante β1-selettivo.
Stereochimica[modifica]
Il nebivololo è una miscela racemica di due enantiomeri, indicati convenzionalmente come d-nebivololo e l-nebivololo.
Il d-nebivololo contribuisce principalmente al blocco dei recettori β1-adrenergici, mentre l'azione vasodilatatrice dipendente dall'ossido nitrico coinvolge il contributo della miscela enantiomerica.
Caratteristiche farmacologiche[modifica]
Il nebivololo è relativamente lipofilo e viene metabolizzato estesamente dal fegato.
La sua esposizione sistemica dipende in modo significativo dall'attività dell'enzima CYP2D6.
MECCANISMO D'AZIONE[modifica]
| NEBIVOLOLO |
|---|
| Blocco selettivo dei recettori β1 cardiaci |
| ↓ |
| Riduzione della frequenza cardiaca e della renina |
| + |
| Aumento della disponibilità di ossido nitrico (NO) |
| ↓ |
| BENEFICI
Riduzione della pressione arteriosa e del lavoro cardiaco; vasodilatazione periferica |
| RISCHI |
| Bradicardia, ipotensione e disturbi della conduzione atrioventricolare |
Blocco dei recettori β1[modifica]
Il nebivololo antagonizza prevalentemente i recettori β1-adrenergici del cuore.
Questo determina:
- Riduzione della frequenza cardiaca.
- Riduzione della contrattilità miocardica.
- Diminuzione del consumo di ossigeno del miocardio.
- Riduzione della secrezione renale di renina.
La selettività β1 non è assoluta e può ridursi a concentrazioni elevate, soprattutto nei metabolizzatori lenti.
Vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico[modifica]
Il nebivololo favorisce la vasodilatazione endotelio-dipendente attraverso meccanismi che aumentano la disponibilità di ossido nitrico.
L'ossido nitrico favorisce il rilassamento della muscolatura liscia vascolare e riduce le resistenze periferiche.
Effetto antipertensivo[modifica]
La riduzione della pressione arteriosa deriva dalla combinazione di minore attività adrenergica cardiaca, riduzione della renina e vasodilatazione.
Effetto nell'insufficienza cardiaca[modifica]
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, il blocco adrenergico può contrastare gli effetti dannosi dell'attivazione simpatica cronica.
La terapia deve essere iniziata a basse dosi e aumentata gradualmente, perché l'effetto iniziale sulla frequenza e sulla contrattilità può peggiorare uno scompenso non stabilizzato.
Assenza di attività simpaticomimetica intrinseca[modifica]
Il nebivololo non possiede una significativa attività simpaticomimetica intrinseca.
INDICAZIONI[modifica]
Ipertensione arteriosa essenziale[modifica]
Il nebivololo è indicato per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa essenziale.
Può essere utilizzato da solo oppure nell'ambito di una terapia antipertensiva combinata.
La scelta di un beta-bloccante dipende dalle caratteristiche cliniche del paziente e dalle eventuali condizioni cardiovascolari associate.
Insufficienza cardiaca cronica stabile[modifica]
Il nebivololo è indicato, secondo i RCP italiani delle formulazioni pertinenti, per il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata, in aggiunta alla terapia standard, nei pazienti di età pari o superiore a 70 anni.
Il trattamento richiede stabilità clinica e una titolazione progressiva.
Ipertensione trattata con associazione fissa[modifica]
Le associazioni nebivololo/idroclorotiazide sono utilizzate nell'ipertensione quando la combinazione dei due principi attivi è appropriata.
L'Idroclorotiazide aumenta l'escrezione renale di sodio e acqua, contribuendo alla riduzione della pressione arteriosa.
Impieghi non autorizzati[modifica]
Il nebivololo può essere considerato in particolari contesti clinici specialistici, ma non tutte le applicazioni dei beta-bloccanti costituiscono indicazioni autorizzate per questo principio attivo.
Non deve essere presentato come trattamento specificamente autorizzato per tutte le aritmie, l'emicrania o i disturbi d'ansia.
CONTROINDICAZIONI[modifica]
Ipersensibilità[modifica]
Ipersensibilità al nebivololo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
Bradicardia[modifica]
Controindicato in presenza di marcata Bradicardia, compresa una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto prima dell'inizio del trattamento secondo i RCP pertinenti.
Ipotensione[modifica]
Controindicato in presenza di Ipotensione significativa, per esempio pressione sistolica inferiore a 90 mmHg.
Blocco atrioventricolare[modifica]
Controindicato nel blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado in assenza di pacemaker appropriato.
Sindrome del nodo del seno[modifica]
Controindicato nella sindrome del nodo del seno, incluso il blocco senoatriale.
Shock cardiogeno[modifica]
Il nebivololo non deve essere utilizzato nello shock cardiogeno.
Insufficienza cardiaca acuta[modifica]
Controindicato nello scompenso cardiaco acuto, nello scompenso non compensato o quando è necessario un trattamento inotropo endovenoso.
Insufficienza epatica[modifica]
Controindicato nei pazienti con insufficienza epatica o compromissione della funzione epatica secondo i RCP delle formulazioni monocomponente.
Asma e broncospasmo[modifica]
Una storia di Asma bronchiale o broncospasmo costituisce una controindicazione riportata nei RCP di nebivololo.
La selettività β1 non elimina il rischio di broncocostrizione.
Feocromocitoma non trattato[modifica]
Controindicato nel feocromocitoma non trattato.
Acidosi metabolica[modifica]
L'acidosi metabolica è una controindicazione.
Disturbi circolatori periferici gravi[modifica]
Le gravi alterazioni della circolazione arteriosa periferica rappresentano una controindicazione.
POSOLOGIA[modifica]
Tabella dei dosaggi[modifica]
| NEBIVOLOLO — POSOLOGIA | ||
|---|---|---|
| Indicazione | Dose | Note |
| Ipertensione nell'adulto | 5 mg una volta al giorno | Con o senza cibo, preferibilmente alla stessa ora |
| Ipertensione nell'anziano oltre 65 anni | Dose iniziale spesso 2,5 mg al giorno | Possibile aumento a 5 mg secondo risposta |
| Ipertensione con insufficienza renale | Dose iniziale generalmente 2,5 mg al giorno | Rivalutare funzione renale e tollerabilità |
| Insufficienza cardiaca cronica stabile | Inizio con 1,25 mg una volta al giorno | Titolazione progressiva sotto supervisione |
| Dose massima nello scompenso | 10 mg una volta al giorno | Solo se tollerata |
| Nebivololo/idroclorotiazide | Una compressa al giorno da 5/12,5 mg oppure 5/25 mg | Scelta della combinazione in base al trattamento antipertensivo necessario |
| Non interrompere improvvisamente il nebivololo. Nello scompenso cardiaco la titolazione richiede stabilità clinica e sorveglianza di frequenza cardiaca, pressione e sintomi. | ||
Ipertensione arteriosa[modifica]
La dose abituale negli adulti è 5 mg una volta al giorno.
L'effetto antipertensivo diventa generalmente evidente dopo 1–2 settimane.
In alcuni pazienti il beneficio massimo richiede circa 4 settimane.
Pazienti anziani[modifica]
Nei pazienti oltre 65 anni può essere appropriato iniziare con 2,5 mg una volta al giorno.
L'aumento della dose dipende dalla risposta e dalla tollerabilità.
Insufficienza cardiaca cronica[modifica]
La titolazione abituale prevede:
- 1,25 mg una volta al giorno.
- 2,5 mg una volta al giorno.
- 5 mg una volta al giorno.
- 10 mg una volta al giorno, se tollerati.
Gli aumenti avvengono generalmente a intervalli di una o due settimane, secondo la valutazione clinica.
L'inizio e gli incrementi di dose richiedono un'adeguata osservazione, soprattutto per il rischio di bradicardia, ipotensione e peggioramento dello scompenso.
Insufficienza renale[modifica]
Nell'ipertensione, nei pazienti con compromissione renale si raccomanda generalmente una dose iniziale di 2,5 mg al giorno.
Nello scompenso cardiaco, i dati sono limitati nella compromissione renale grave e l'uso non è raccomandato quando la clearance della creatinina è inferiore a 20 ml/min.
Assunzione con i pasti[modifica]
Il nebivololo può essere assunto con o senza cibo.
Compresse divisibili[modifica]
La suddivisione delle compresse deve seguire le indicazioni della specifica specialità.
Alcune compresse da 5 mg sono progettate per consentire la divisione in quattro parti uguali.
Dose dimenticata[modifica]
Non assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.
Sospensione del trattamento[modifica]
Il trattamento non deve essere sospeso bruscamente, soprattutto nei pazienti con cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca.
Quando necessario, la riduzione deve essere graduale e guidata dal medico.
EMIVITA[modifica]
Profilo farmacocinetico[modifica]
| NEBIVOLOLO — FARMACOCINETICA | |
|---|---|
| Parametro | Valore indicativo |
| Assorbimento | Rapido dopo somministrazione orale |
| ↓ | |
| Metabolismo | Epatico, principalmente tramite CYP2D6 |
| ↓ | |
| Emivita nei metabolizzatori rapidi | Circa 10 ore per gli enantiomeri del nebivololo |
| ↓ | |
| Emivita nei metabolizzatori lenti | Circa 3–5 volte più lunga |
| La variabilità genetica del CYP2D6 influenza notevolmente l'esposizione al nebivololo. | |
Assorbimento[modifica]
Il nebivololo viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale.
Biodisponibilità[modifica]
La biodisponibilità è fortemente influenzata dal metabolismo di primo passaggio.
Nei metabolizzatori rapidi è relativamente bassa, mentre nei metabolizzatori lenti può essere molto più elevata.
Distribuzione[modifica]
Il nebivololo è ampiamente legato alle proteine plasmatiche.
Metabolismo[modifica]
Il metabolismo epatico coinvolge principalmente CYP2D6.
Si formano metaboliti idrossilati farmacologicamente attivi.
Polimorfismo CYP2D6[modifica]
La variabilità genetica dell'enzima CYP2D6 modifica la velocità di eliminazione e l'esposizione sistemica.
Emivita[modifica]
Nei metabolizzatori rapidi l'emivita degli enantiomeri è mediamente di circa 10 ore.
Nei metabolizzatori lenti può essere da tre a cinque volte maggiore.
Metaboliti attivi[modifica]
I metaboliti idrossilati contribuiscono all'effetto farmacologico e possono avere un'emivita più lunga.
Eliminazione[modifica]
L'eliminazione avviene attraverso urine e feci, prevalentemente sotto forma di metaboliti.
AVVERTENZE[modifica]
Semaforo delle avvertenze[modifica]
| NEBIVOLOLO — SICUREZZA | |
|---|---|
| CONTROLLI | Pressione arteriosa, frequenza cardiaca, sintomi di ipotensione e tollerabilità durante la titolazione |
| ATTENZIONE | Diabete, malattia renale, patologie respiratorie, disturbi della circolazione periferica, associazione con verapamil, diltiazem o inibitori CYP2D6 |
| URGENZA | Sincope, bradicardia sintomatica grave, difficoltà respiratoria importante o rapido peggioramento dello scompenso cardiaco |
Bradicardia[modifica]
Il nebivololo può ridurre eccessivamente la frequenza cardiaca.
In presenza di bradicardia sintomatica o frequenza a riposo molto bassa è necessaria una rivalutazione della terapia.
Ipotensione[modifica]
Il rischio aumenta durante la titolazione e in associazione con altri antipertensivi.
Insufficienza cardiaca[modifica]
Il trattamento deve iniziare soltanto in condizioni cliniche stabili.
Durante la titolazione occorre monitorare dispnea, edema, aumento del peso e segni di congestione.
Interruzione improvvisa[modifica]
La sospensione brusca può determinare peggioramento dell'angina, tachicardia di rimbalzo o deterioramento dello scompenso.
Diabete mellito[modifica]
I beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi adrenergici dell'Ipoglicemia, soprattutto la tachicardia.
La sudorazione può persistere.
Malattie respiratorie[modifica]
Anche un beta-bloccante β1-selettivo può provocare broncospasmo nei pazienti predisposti.
Disturbi circolatori periferici[modifica]
Il nebivololo può aggravare alcuni sintomi di vasculopatia periferica o fenomeno di Raynaud.
Anestesia[modifica]
Il medico anestesista deve essere informato del trattamento beta-bloccante.
Psoriasi[modifica]
Nei pazienti con Psoriasi i beta-bloccanti devono essere utilizzati dopo attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio, poiché possono aggravare le manifestazioni cutanee in alcuni soggetti.
Gravidanza[modifica]
Il nebivololo non deve essere utilizzato durante la gravidanza salvo quando chiaramente necessario.
Il blocco beta-adrenergico può influenzare la perfusione placentare e provocare effetti fetali o neonatali.
Allattamento[modifica]
L'allattamento non è generalmente raccomandato durante il trattamento con nebivololo.
INTERAZIONI[modifica]
Matrice delle interazioni[modifica]
| NEBIVOLOLO — INTERAZIONI | |
|---|---|
| Farmaco o classe | Rischio e precauzione |
| Verapamil e Diltiazem | Possibile marcata bradicardia, blocco atrioventricolare e depressione della funzione cardiaca |
| Amiodarone | Possibile aumento dei disturbi della conduzione e della bradicardia |
| Digossina | Possibile effetto additivo sulla conduzione atrioventricolare |
| Paroxetina e Fluoxetina | Inibizione del CYP2D6 con aumento dell'esposizione al nebivololo |
| Clonidina | Rischio di alterazioni della pressione e ipertensione di rimbalzo in caso di sospensione impropria |
| Insulina e antidiabetici | Possibile mascheramento dei sintomi adrenergici dell'ipoglicemia |
| FANS | Possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di alcuni trattamenti e aumento del rischio renale nelle associazioni complesse |
| Idroclorotiazide | Associazione antipertensiva; monitorare pressione, funzione renale ed elettroliti |
Verapamil e diltiazem[modifica]
L'associazione con Verapamil o Diltiazem richiede particolare cautela per il rischio di effetti additivi sulla frequenza cardiaca e sulla conduzione atrioventricolare.
La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti trattati con beta-bloccanti può provocare grave ipotensione e blocco atrioventricolare.
Antiaritmici[modifica]
Amiodarone e altri antiaritmici possono accentuare la bradicardia o i disturbi della conduzione.
Digossina[modifica]
La Digossina può aumentare il rischio di rallentamento della conduzione atrioventricolare.
Paroxetina e fluoxetina[modifica]
Paroxetina e Fluoxetina inibiscono il CYP2D6 e possono aumentare significativamente l'esposizione al nebivololo.
In questi casi è opportuno sorvegliare frequenza cardiaca, pressione e sintomi di intolleranza.
Clonidina[modifica]
La sospensione improvvisa della Clonidina in pazienti trattati con beta-bloccanti può favorire una marcata ipertensione di rimbalzo.
Antidiabetici[modifica]
Il nebivololo può mascherare la tachicardia associata all'ipoglicemia.
Altri antipertensivi[modifica]
L'associazione con altri farmaci antipertensivi può aumentare il rischio di ipotensione.
Idroclorotiazide[modifica]
Nelle associazioni fisse, l'Idroclorotiazide può causare ipokaliemia, iponatriemia, iperuricemia e alterazioni della glicemia.
Farmaci antinfiammatori[modifica]
L'uso prolungato di alcuni FANS può ostacolare il controllo pressorio e aumentare il rischio renale, soprattutto in presenza di diuretici.
EFFETTI COLLATERALI[modifica]
Sistema nervoso[modifica]
Apparato cardiovascolare[modifica]
- Bradicardia.
- Ipotensione.
- Ipotensione ortostatica.
- Disturbi della conduzione atrioventricolare.
- Peggioramento dell'insufficienza cardiaca durante la titolazione.
- Edema periferico.
Apparato gastrointestinale[modifica]
Apparato respiratorio[modifica]
- Dispnea.
- Broncospasmo, soprattutto nei pazienti predisposti.
Cute[modifica]
- Eruzioni cutanee.
- Prurito.
- Possibile peggioramento della Psoriasi.
- Rare reazioni di ipersensibilità.
Funzione sessuale[modifica]
Può comparire disfunzione erettile, sebbene il nebivololo presenti in alcuni studi un profilo relativamente favorevole rispetto ad altri beta-bloccanti.
Disturbi psichici[modifica]
Sono state riportate occasionalmente alterazioni dell'umore e del sonno.
Effetti dell'associazione con idroclorotiazide[modifica]
Le associazioni fisse possono aggiungere effetti indesiderati propri del diuretico, tra cui:
- Ipokaliemia.
- Iponatriemia.
- Iperuricemia.
- Alterazioni della glicemia.
- Disidratazione.
- Fotosensibilità.
Sovradosaggio[modifica]
Il sovradosaggio può provocare:
- Grave bradicardia.
- Ipotensione marcata.
- Broncospasmo.
- Insufficienza cardiaca acuta.
- Shock cardiogeno.
Il sovradosaggio richiede assistenza medica urgente e monitoraggio cardiovascolare.
Segnali di allarme[modifica]
Richiedono valutazione tempestiva:
- Svenimento o perdita di coscienza.
- Frequenza cardiaca molto bassa accompagnata da sintomi.
- Difficoltà respiratoria importante.
- Rapido peggioramento della dispnea o dell'edema.
- Dolore toracico.
- Ipotensione grave.
- Reazione allergica con gonfiore del volto o delle vie respiratorie.
CURIOSITÀ[modifica]
Nebivololo e Lobivon sono la stessa cosa?[modifica]
Sì.
Lobivon è una specialità commerciale contenente Nebivololo.
Qual è la differenza tra nebivololo e bisoprololo?[modifica]
Entrambi appartengono ai Betabloccanti β1-selettivi.
Il nebivololo possiede anche un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico, mentre il Bisoprololo agisce principalmente attraverso il blocco dei recettori β1.
Le indicazioni autorizzate e le evidenze cliniche non sono completamente sovrapponibili.
Il nebivololo abbassa la frequenza cardiaca?[modifica]
Sì.
Riduce la stimolazione adrenergica del cuore e può determinare una diminuzione della frequenza cardiaca sia a riposo sia durante l'esercizio.
Dopo quanto tempo abbassa la pressione?[modifica]
L'effetto antipertensivo è generalmente evidente dopo una o due settimane.
Il beneficio massimo può richiedere circa quattro settimane.
Il nebivololo è un vasodilatatore?[modifica]
Sì.
Oltre al blocco β1, favorisce una vasodilatazione dipendente dall'ossido nitrico.
Può provocare disfunzione erettile?[modifica]
Sì, come altri beta-bloccanti.
Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che possa interferire meno con la funzione erettile rispetto a determinati beta-bloccanti tradizionali.
Questo possibile vantaggio non è garantito per tutti i pazienti.
Il nebivololo provoca aumento di peso?[modifica]
Non è un effetto caratteristico inevitabile.
Un rapido aumento del peso associato a edema o dispnea deve far sospettare ritenzione idrica o peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
Può essere utilizzato nei pazienti diabetici?[modifica]
Sì, quando appropriato, ma richiede attenzione perché può mascherare alcuni sintomi dell'Ipoglicemia.
Si può usare nell'insufficienza renale?[modifica]
In alcune forme di insufficienza renale può essere utilizzato con una dose iniziale ridotta e un adeguato monitoraggio.
La compromissione renale grave richiede precauzioni ulteriori.
Il nebivololo può peggiorare la psoriasi?[modifica]
In alcuni pazienti i beta-bloccanti possono provocare o aggravare manifestazioni psoriasiche.
La decisione terapeutica deve considerare il beneficio cardiovascolare e l'eventuale peggioramento cutaneo.
Si può interrompere improvvisamente?[modifica]
No.
La sospensione improvvisa può provocare effetti cardiovascolari di rimbalzo, soprattutto nei pazienti con cardiopatia.
Qual è la differenza tra Lobivon e Lobidiur?[modifica]
Lobivon contiene soltanto nebivololo.
Lobidiur contiene nebivololo associato a Idroclorotiazide, un diuretico tiazidico.
Il nebivololo è indicato per tutte le forme di scompenso cardiaco?[modifica]
No.
L'indicazione autorizzata italiana riguarda specificamente l'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard.
Quali controlli sono utili durante il trattamento?[modifica]
- Misurazione regolare della pressione arteriosa.
- Controllo della frequenza cardiaca.
- Valutazione di capogiri e ipotensione ortostatica.
- Sorveglianza dei sintomi di insufficienza cardiaca.
- Revisione delle interazioni con farmaci bradicardizzanti.
- Valutazione delle interazioni con inibitori CYP2D6.
- Controllo della funzione renale quando indicato.
- Monitoraggio degli elettroliti nelle associazioni con Idroclorotiazide.
- Rivalutazione periodica dell'efficacia e della tollerabilità.
