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Escitalopram


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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

L'escitalopram è un farmaco antidepressivo appartenente agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), utilizzato principalmente nel trattamento della Depressione e di diversi disturbi d'ansia. È il principale enantiomero farmacologicamente attivo del Citalopram e agisce aumentando la disponibilità della serotonina nelle sinapsi cerebrali. Viene assunto generalmente una volta al giorno; i primi miglioramenti possono comparire dopo alcune settimane, mentre la risposta completa richiede spesso più tempo. Durante il trattamento occorre prestare attenzione alle interazioni farmacologiche, ai possibili disturbi sessuali, al prolungamento dell'intervallo QT e ai sintomi che possono comparire dopo una sospensione troppo rapida.

Caratteristica Informazioni
Principio attivo Escitalopram, generalmente come escitalopram ossalato
Classe farmacologica Antidepressivi; inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)
Principali specialità Cipralex, Entact e medicinali equivalenti
Indicazioni autorizzate in Italia Episodi depressivi maggiori, disturbo di panico con o senza agorafobia, ansia sociale, ansia generalizzata; disturbo ossessivo-compulsivo secondo il RCP della specialità
Meccanismo d'azione Inibizione selettiva del trasportatore della serotonina (SERT), con aumento della disponibilità sinaptica di serotonina
Forme farmaceutiche Compresse rivestite con film; gocce orali, soluzione
Dosaggio Generalmente 10 mg una volta al giorno; massimo 20 mg/die negli adulti sotto i 65 anni e 10 mg/die negli ultrasessantacinquenni
Emivita Circa 27–32 ore; metabolismo prevalentemente epatico
Effetti indesiderati comuni Nausea, Cefalea, Insonnia, sonnolenza, sudorazione, alterazioni gastrointestinali, disfunzioni sessuali
Rischi principali Sindrome serotoninergica, prolungamento del QT, iponatriemia, sanguinamento, peggioramento iniziale dell'ideazione suicidaria, sintomi da sospensione
Regime di fornitura Medicinale soggetto a prescrizione medica; rimborsabilità secondo la confezione

SPECIALITÀModifica

Cipralex compresseModifica

  • Cipralex
    • Compresse rivestite con film da 5 mg, 10 mg, 15 mg e 20 mg, secondo le presentazioni autorizzate.
    • Confezioni documentate da 28 compresse da 10 mg e da 20 mg.
    • Le compresse da 10, 15 e 20 mg sono divisibili in due metà uguali secondo le caratteristiche della formulazione.

Cipralex gocceModifica

  • Cipralex gocce
    • Soluzione orale da 20 mg/ml.
    • Flacone da 15 ml.
    • Ogni goccia contiene 1 mg di Escitalopram.
    • La soluzione contiene etanolo come eccipiente.

Entact compresseModifica

  • Entact compresse
    • Compresse rivestite con film da 5 mg.
    • Compresse rivestite con film da 10 mg.
    • Compresse rivestite con film da 15 mg.
    • Compresse rivestite con film da 20 mg.
    • Confezioni documentate da 28 compresse da 10 mg e 20 mg.
    • Le compresse da 10, 15 e 20 mg possono essere divise in due metà uguali.

Entact gocceModifica

  • Entact gocce
    • Soluzione orale da 20 mg/ml.
    • Flacone da 15 ml.
    • Ogni goccia contiene 1 mg di Escitalopram.
    • La soluzione contiene etanolo come eccipiente.

Medicinali equivalentiModifica

  • Escitalopram
    • Sono disponibili medicinali equivalenti identificati dal nome del principio attivo seguito dall'azienda produttrice.
    • Le formulazioni comprendono compresse rivestite con film da 5, 10, 15 e 20 mg, secondo la specifica autorizzazione.
    • Alcune specialità dispongono anche di formulazioni orali liquide.

Nota: le confezioni autorizzate non coincidono necessariamente con quelle effettivamente commercializzate. Per le singole presentazioni occorre fare riferimento al RCP e alla banca dati AIFA.

STRUTTURAModifica

 

L'escitalopram è un derivato biciclico della famiglia degli isobenzofurani.

  • Formula molecolare della base libera: C20H21FN2O.
  • Massa molecolare della base libera: circa 324,39 g/mol.
  • Forma farmaceutica comune: escitalopram ossalato.
  • Formula molecolare dell'ossalato: C22H23FN2O5.
  • Massa molecolare dell'ossalato: circa 414,43 g/mol.
  • Codice ATC: N06AB10.
  • Classe: Antidepressivi, SSRI.

Relazione con il citalopramModifica

Il Citalopram è una miscela racemica composta da due enantiomeri, R-citalopram e S-citalopram.

L'escitalopram corrisponde all'enantiomero S, responsabile della principale attività di inibizione del trasportatore della serotonina.

StereochimicaModifica

L'escitalopram possiede un centro stereogenico.

La selezione dell'enantiomero S permette di utilizzare il componente farmacologicamente più attivo della miscela racemica.

Proprietà farmacologicheModifica

L'escitalopram possiede elevata affinità per il trasportatore della serotonina e un'affinità relativamente bassa per numerosi recettori:

  • Muscarinici.
  • Istaminergici H1.
  • Adrenergici alfa-1.
  • Dopaminergici.
  • Serotoninergici postsinaptici.

Questa selettività contribuisce a differenziarne il profilo farmacologico da quello degli antidepressivi triciclici.

MECCANISMO D'AZIONEModifica

Inibizione del trasportatore SERTModifica

La serotonina viene rilasciata dai neuroni nello spazio sinaptico.

Il trasportatore SERT permette il recupero della serotonina all'interno della terminazione presinaptica.

L'escitalopram inibisce questo trasportatore, aumentando la disponibilità extracellulare della serotonina.

Effetti sulla neurotrasmissione serotoninergicaModifica

L'aumento della disponibilità di serotonina modifica la trasmissione dei segnali in circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione di:

  • Umore.
  • Ansia.
  • Risposta allo stress.
  • Sonno.
  • Appetito.
  • Comportamento emotivo.

Perché l'effetto antidepressivo non è immediato?Modifica

L'inibizione della ricaptazione della serotonina si verifica già dopo le prime somministrazioni.

Il miglioramento clinico richiede invece adattamenti progressivi della neurotrasmissione e dei circuiti neuronali.

Tra i fenomeni coinvolti vengono studiati:

  • Modificazioni della sensibilità dei recettori serotoninergici.
  • Adattamenti della trasmissione sinaptica.
  • Cambiamenti nella plasticità neuronale.
  • Modificazioni dei circuiti coinvolti nella risposta emotiva.

Non è corretto attribuire la Depressione esclusivamente a una semplice carenza di serotonina.

Effetto sui recettoriModifica

A differenza di numerosi antidepressivi triciclici, l'escitalopram possiede una ridotta affinità diretta per i recettori muscarinici, istaminergici e adrenergici.

Questo contribuisce a una minore frequenza di alcuni effetti anticolinergici, pur non eliminando il rischio di effetti indesiderati.

Differenza rispetto agli SNRIModifica

Gli SSRI agiscono prevalentemente sul trasportatore della serotonina.

Gli antidepressivi SNRI, come Venlafaxina e Duloxetina, inibiscono invece anche la ricaptazione della noradrenalina.

INDICAZIONIModifica

Episodi depressivi maggioriModifica

L'escitalopram è indicato nel trattamento degli episodi depressivi maggiori.

Può contribuire a migliorare:

  • Umore depresso persistente.
  • Perdita di interesse e piacere.
  • Ansia associata alla depressione.
  • Alterazioni del sonno.
  • Riduzione della concentrazione.
  • Riduzione dell'energia.

La risposta clinica viene generalmente valutata nell'arco di alcune settimane.

Disturbo di panicoModifica

L'escitalopram è indicato nel trattamento del disturbo di panico con o senza agorafobia.

Può ridurre:

  • Frequenza degli attacchi di panico.
  • Ansia anticipatoria.
  • Comportamenti di evitamento.
  • Interferenza del disturbo con le attività quotidiane.

All'inizio del trattamento può verificarsi un temporaneo aumento dell'ansia.

Disturbo d'ansia socialeModifica

L'escitalopram è indicato nel disturbo d'ansia sociale.

Può ridurre la paura persistente di situazioni sociali in cui il paziente teme giudizi negativi o imbarazzo.

Il trattamento farmacologico può essere integrato con psicoterapia, soprattutto terapia cognitivo-comportamentale.

Disturbo d'ansia generalizzatoModifica

L'escitalopram è indicato nel trattamento del disturbo d'ansia generalizzato.

Può ridurre:

  • Preoccupazioni eccessive e persistenti.
  • Tensione emotiva.
  • Irritabilità.
  • Difficoltà di concentrazione.
  • Sintomi somatici associati all'ansia.

Disturbo ossessivo-compulsivoModifica

Alcune specialità di escitalopram includono il disturbo ossessivo-compulsivo tra le indicazioni autorizzate.

Il trattamento può ridurre:

  • Pensieri ossessivi.
  • Comportamenti compulsivi.
  • Ansia associata alle ossessioni.
  • Interferenza dei sintomi con la vita quotidiana.

Importante: questa indicazione deve essere verificata nel RCP della specifica specialità; non deve essere attribuita automaticamente a tutte le formulazioni.

Impieghi fuori indicazioneModifica

In alcuni contesti clinici l'escitalopram viene studiato o utilizzato fuori dalle indicazioni autorizzate.

Tra questi:

  • Alcuni disturbi correlati allo stress.
  • Alcune condizioni caratterizzate da sintomi ansiosi persistenti.
  • Alcuni sintomi vasomotori della menopausa.

Questi impieghi non devono essere confusi con le indicazioni approvate.

CONTROINDICAZIONIModifica

IpersensibilitàModifica

L'escitalopram è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.

Inibitori delle monoamino-ossidasiModifica

È controindicata l'associazione con inibitori irreversibili non selettivi delle monoamino-ossidasi.

Tra questi rientrano alcuni antidepressivi IMAO.

L'associazione può provocare sindrome serotoninergica potenzialmente grave.

Moclobemide e linezolidModifica

L'associazione con moclobemide o linezolid è controindicata secondo le avvertenze del RCP, per il rischio di sindrome serotoninergica.

Eventuali circostanze eccezionali richiedono gestione specialistica e stretta sorveglianza.

Prolungamento dell'intervallo QTModifica

L'escitalopram è controindicato nei pazienti con:

  • Prolungamento noto dell'intervallo QT.
  • Sindrome congenita del QT lungo.

Farmaci che prolungano il QTModifica

La somministrazione concomitante con medicinali noti per prolungare l'intervallo QT è controindicata.

Tra le categorie coinvolte figurano alcuni:

  • Antiaritmici.
  • Antipsicotici.
  • Antidepressivi triciclici.
  • Antibiotici.
  • Antimalarici.

Condizioni che richiedono particolare cautelaModifica

  • Epilessia.
  • Disturbo bipolare.
  • Iponatriemia.
  • Grave compromissione epatica.
  • Grave compromissione renale.
  • Disturbi della coagulazione.
  • Pregressi tentativi di suicidio.
  • Cardiopatie.
  • Bradicardia significativa.

POSOLOGIAModifica

Principi generaliModifica

L'escitalopram viene generalmente somministrato una volta al giorno.

Può essere assunto con o senza cibo.

La dose deve essere personalizzata in base a:

  • Indicazione.
  • Età.
  • Risposta clinica.
  • Tollerabilità.
  • Funzione epatica.
  • Terapie concomitanti.
  • Rischio di prolungamento del QT.

Episodi depressivi maggioriModifica

La dose abituale è:

  • 10 mg una volta al giorno.

In base alla risposta e alla tollerabilità può essere aumentata fino a:

  • 20 mg al giorno.

Generalmente sono necessarie 2–4 settimane per ottenere una risposta antidepressiva significativa.

Dopo la remissione dei sintomi, il trattamento viene normalmente proseguito per almeno sei mesi per consolidare la risposta.

Disturbo di panicoModifica

La dose iniziale raccomandata è:

  • 5 mg una volta al giorno per la prima settimana.

Successivamente:

  • 10 mg una volta al giorno.

La dose può essere aumentata fino a 20 mg al giorno in base alla risposta.

Il miglioramento può richiedere diversi mesi.

Disturbo d'ansia socialeModifica

La dose abituale è:

  • 10 mg una volta al giorno.

In base alla risposta può essere ridotta a 5 mg oppure aumentata fino a 20 mg al giorno.

La durata deve essere valutata individualmente.

Disturbo d'ansia generalizzatoModifica

La dose iniziale abituale è:

  • 10 mg una volta al giorno.

Può essere aumentata fino a 20 mg al giorno secondo la risposta.

I benefici del trattamento devono essere rivalutati periodicamente.

Disturbo ossessivo-compulsivoModifica

Quando previsto dal RCP della specialità:

  • 10 mg una volta al giorno.

La dose può essere aumentata fino a 20 mg al giorno.

Il trattamento può richiedere periodi prolungati.

Pazienti anzianiModifica

Nei pazienti di età superiore a 65 anni:

  • Dose iniziale generalmente 5 mg al giorno.
  • Dose massima 10 mg al giorno.

La limitazione è particolarmente importante per il rischio di prolungamento dell'intervallo QT.

Compromissione epaticaModifica

Nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata:

  • 5 mg al giorno per le prime due settimane.

La dose può essere aumentata a 10 mg al giorno in base alla risposta.

Nella compromissione epatica grave è necessaria particolare cautela.

Compromissione renaleModifica

Nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non è generalmente necessario modificare la dose.

Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min è raccomandata cautela.

Metabolizzatori lenti del CYP2C19Modifica

Nei pazienti noti come metabolizzatori lenti del CYP2C19:

  • 5 mg al giorno per le prime due settimane.

Successivamente può essere valutato un aumento fino a 10 mg al giorno.

Bambini e adolescentiModifica

Per le specialità italiane considerate, l'escitalopram non deve essere utilizzato abitualmente nei pazienti di età inferiore a 18 anni.

Gli antidepressivi possono aumentare il rischio di comportamenti suicidari e ostilità in questa fascia d'età.

CompresseModifica

Le compresse vengono assunte con acqua.

La divisibilità deve essere verificata per la specifica formulazione.

Gocce oraliModifica

Per Cipralex gocce e Entact gocce da 20 mg/ml:

  • 1 goccia = 1 mg di escitalopram.
  • 5 gocce = 5 mg.
  • 10 gocce = 10 mg.
  • 20 gocce = 20 mg.

Questa equivalenza non deve essere applicata automaticamente a soluzioni con concentrazioni differenti.

Dose dimenticataModifica

Non assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.

Seguire le istruzioni del foglio illustrativo della specifica formulazione.

Sospensione del trattamentoModifica

L'escitalopram non deve essere interrotto bruscamente senza indicazione medica.

La dose deve essere ridotta gradualmente.

In alcuni pazienti può essere necessaria una riduzione più lenta di quella minima prevista dal RCP, soprattutto dopo trattamenti prolungati o in presenza di precedenti sintomi da sospensione.

SovradosaggioModifica

Il sovradosaggio può provocare:

  • Nausea e vomito.
  • Tremore.
  • Agitazione.
  • Convulsioni.
  • Sindrome serotoninergica.
  • Alterazioni del ritmo cardiaco.
  • Prolungamento del QT.
  • Disturbi elettrolitici.

Non esiste un antidoto specifico.

È necessaria una valutazione medica urgente con monitoraggio clinico ed elettrocardiografico.

EMIVITAModifica

AssorbimentoModifica

L'escitalopram viene assorbito dopo somministrazione orale.

La biodisponibilità assoluta è di circa l'80%.

Il cibo non modifica significativamente l'assorbimento.

Picco plasmaticoModifica

La concentrazione plasmatica massima viene generalmente raggiunta dopo circa quattro ore.

Emivita plasmaticaModifica

L'emivita di eliminazione è di circa:

  • 27–32 ore.

Questa durata permette generalmente una singola somministrazione giornaliera.

Stato stazionarioModifica

Le concentrazioni plasmatiche raggiungono generalmente lo stato stazionario dopo circa una settimana.

MetabolismoModifica

Il metabolismo avviene principalmente nel fegato.

Gli enzimi coinvolti comprendono:

  • CYP2C19.
  • CYP3A4.
  • CYP2D6.

Il CYP2C19 svolge un ruolo particolarmente importante.

MetabolitiModifica

L'escitalopram viene trasformato in metaboliti demetilati e didemetilati.

Questi possiedono un'attività farmacologica inferiore rispetto al composto originario.

EliminazioneModifica

L'eliminazione avviene attraverso vie epatiche e renali.

L'età avanzata e la compromissione epatica possono aumentare l'esposizione al farmaco.

AVVERTENZEModifica

Peggioramento iniziale dell'ansiaModifica

Durante i primi giorni di trattamento può comparire un aumento transitorio di:

  • Ansia.
  • Agitazione.
  • Irrequietezza.
  • Insonnia.
  • Sintomi di panico.

Nei pazienti predisposti può essere utile iniziare con una dose più bassa.

Rischio suicidarioModifica

La Depressione è associata a un aumento del rischio di ideazione e comportamento suicidario.

Nelle prime settimane di trattamento e dopo le modifiche della dose è necessario monitorare eventuali peggioramenti clinici.

Particolare attenzione è richiesta nei giovani adulti e nei pazienti con precedenti comportamenti suicidari.

Sindrome serotoninergicaModifica

La sindrome serotoninergica è una complicanza potenzialmente grave provocata da un eccesso di attività serotoninergica.

I sintomi possono comprendere:

  • Agitazione.
  • Confusione.
  • Tremore.
  • Iperreflessia.
  • Clono.
  • Sudorazione.
  • Febbre.
  • Diarrea.
  • Tachicardia.

Nei casi gravi possono verificarsi ipertermia, rigidità e alterazioni dello stato di coscienza.

Prolungamento dell'intervallo QTModifica

L'escitalopram può prolungare l'intervallo QT in modo dipendente dalla dose.

Il rischio aumenta in presenza di:

  • Ipokaliemia.
  • Ipomagnesemia.
  • Bradicardia.
  • Cardiopatie.
  • Predisposizione genetica.
  • Farmaci che prolungano il QT.

Nei pazienti con cardiopatie può essere opportuno eseguire un ECG prima del trattamento.

IponatriemiaModifica

Gli SSRI possono provocare iponatriemia, talvolta associata a secrezione inappropriata di ormone antidiuretico.

Il rischio è maggiore negli anziani e nei pazienti che assumono diuretici.

I sintomi possono comprendere:

  • Cefalea.
  • Nausea.
  • Confusione.
  • Debolezza.
  • Sonnolenza.
  • Convulsioni nei casi gravi.

Rischio di sanguinamentoModifica

Gli SSRI possono interferire con la funzione piastrinica.

Il rischio di sanguinamento aumenta soprattutto in associazione con:

Disturbo bipolareModifica

Nei pazienti con disturbo bipolare, un antidepressivo può favorire la comparsa di mania o ipomania.

Prima dell'inizio della terapia è importante valutare eventuali precedenti episodi maniacali.

AcatisiaModifica

L'acatisia consiste in una sensazione di irrequietezza interna associata alla difficoltà di rimanere fermi.

Può comparire soprattutto nelle prime settimane.

Un aumento della dose può peggiorare il disturbo.

Disfunzioni sessualiModifica

L'escitalopram può provocare:

  • Riduzione della libido.
  • Ritardo dell'eiaculazione.
  • Difficoltà a raggiungere l'orgasmo.
  • Disfunzione erettile.
  • Riduzione della sensibilità genitale.

In alcuni pazienti i sintomi sessuali possono persistere anche dopo la sospensione del trattamento.

Sintomi da sospensioneModifica

La sospensione brusca può provocare:

  • Vertigini.
  • Sensazioni di scossa elettrica.
  • Ansia.
  • Irritabilità.
  • Insonnia.
  • Sogni intensi.
  • Nausea.
  • Sudorazione.
  • Disturbi dell'equilibrio.

Questi sintomi non devono essere automaticamente interpretati come ricaduta della malattia.

GravidanzaModifica

L'uso durante la gravidanza richiede una valutazione individuale del rapporto beneficio-rischio.

L'esposizione agli SSRI nelle ultime fasi della gravidanza può essere associata a sintomi di adattamento neonatale.

È stata inoltre descritta un'associazione con un aumento del rischio di emorragia postpartum.

AllattamentoModifica

L'escitalopram passa nel latte materno.

La decisione di proseguire la terapia durante l'allattamento richiede una valutazione individuale e il monitoraggio del lattante quando indicato.

Guida di veicoliModifica

L'escitalopram può provocare sonnolenza, vertigini o alterazioni dell'attenzione.

È opportuno verificare la risposta individuale prima di guidare o utilizzare macchinari.

INTERAZIONIModifica

Inibitori delle monoamino-ossidasiModifica

L'associazione con IMAO non selettivi irreversibili è controindicata.

Dopo la sospensione di un IMAO irreversibile devono trascorrere generalmente almeno 14 giorni prima di iniziare escitalopram.

Prima di iniziare un IMAO irreversibile devono trascorrere almeno 7 giorni dalla sospensione di escitalopram.

LinezolidModifica

Il linezolid possiede attività di inibizione delle monoamino-ossidasi.

L'associazione può provocare sindrome serotoninergica ed è controindicata secondo il RCP.

TramadoloModifica

Il Tramadolo può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica e convulsioni.

L'associazione richiede particolare cautela.

TriptaniModifica

Il Sumatriptan e altri triptani possono contribuire al rischio di sindrome serotoninergica.

Il rischio deve essere valutato in base al contesto clinico e agli altri farmaci assunti.

LitioModifica

Il litio può potenziare gli effetti serotoninergici.

L'associazione richiede monitoraggio clinico.

IpericoModifica

L'Iperico può aumentare la frequenza degli effetti indesiderati serotoninergici.

L'associazione non è raccomandata senza supervisione medica.

OmeprazoloModifica

L'Omeprazolo inibisce il CYP2C19.

Può aumentare le concentrazioni plasmatiche di escitalopram.

Questo effetto può aumentare il rischio di effetti indesiderati, compreso il prolungamento del QT nei pazienti predisposti.

EsomeprazoloModifica

L'Esomeprazolo può aumentare l'esposizione a escitalopram attraverso l'inibizione del CYP2C19.

Può essere necessario rivalutare la dose.

CimetidinaModifica

La cimetidina può aumentare le concentrazioni plasmatiche di escitalopram.

È raccomandata cautela.

FluvoxaminaModifica

La Fluvoxamina può interferire con il metabolismo di escitalopram e aumentare il rischio di effetti serotoninergici.

AnticoagulantiModifica

L'associazione con Warfarin o altri anticoagulanti può aumentare il rischio emorragico.

Durante le modifiche della terapia può essere necessario intensificare il monitoraggio.

Antinfiammatori non steroideiModifica

L'associazione con Ibuprofene, Naprossene o Diclofenac aumenta il rischio di sanguinamento, soprattutto gastrointestinale.

Farmaci che prolungano il QTModifica

L'associazione con medicinali noti per prolungare il QT è controindicata.

Tra gli esempi figurano:

  • Alcuni antiaritmici di classe IA e III.
  • Alcuni antipsicotici.
  • Alcuni antidepressivi triciclici.
  • Alcuni antibiotici macrolidi e fluorochinolonici.

MetoprololoModifica

L'escitalopram può inibire il CYP2D6 e aumentare le concentrazioni di Metoprololo.

Può essere necessario monitorare frequenza cardiaca e pressione arteriosa.

Antidepressivi tricicliciModifica

L'associazione con Clomipramina, Amitriptilina o altri antidepressivi triciclici può aumentare il rischio di interazioni farmacocinetiche, effetti serotoninergici e alterazioni cardiache.

AlcolModifica

L'associazione con alcol non è raccomandata.

L'alcol può peggiorare la vigilanza e interferire con il trattamento dei disturbi dell'umore.

EFFETTI COLLATERALIModifica

Effetti molto comuniModifica

Effetti psichiatrici e neurologiciModifica

  • Insonnia.
  • Sonnolenza.
  • Ansia.
  • Agitazione.
  • Sogni anomali.
  • Tremore.
  • Vertigini.
  • Acatisia.
  • Alterazioni del gusto.
  • Confusione.
  • Raramente convulsioni.
  • Raramente mania.

Effetti gastrointestinaliModifica

Effetti sessualiModifica

  • Riduzione della libido.
  • Ritardo dell'eiaculazione.
  • Anorgasmia.
  • Disfunzione erettile.
  • Disturbi dell'eiaculazione.
  • Raramente priapismo.

Effetti cardiovascolariModifica

  • Palpitazioni.
  • Tachicardia.
  • Bradicardia.
  • Prolungamento dell'intervallo QT.
  • Raramente aritmie ventricolari e torsione di punta.

Effetti metaboliciModifica

  • Aumento o riduzione dell'appetito.
  • Aumento del peso corporeo.
  • Raramente iponatriemia.

Effetti cutaneiModifica

  • Aumento della sudorazione.
  • Orticaria.
  • Prurito.
  • Eruzioni cutanee.
  • Alopecia.
  • Raramente angioedema.

Effetti muscoloscheletriciModifica

  • Mialgia.
  • Artralgia.

Effetti emorragiciModifica

  • Ecchimosi.
  • Epistassi.
  • Sanguinamento gastrointestinale.
  • Alterazioni del sanguinamento mestruale.

Effetti da sospensioneModifica

  • Vertigini.
  • Parestesie.
  • Sensazioni di scossa elettrica.
  • Insonnia.
  • Irritabilità.
  • Ansia.
  • Nausea.
  • Instabilità emotiva.

Segnali di allarmeModifica

Richiedono valutazione medica urgente:

  • Febbre elevata con agitazione, rigidità e tremori.
  • Svenimento associato a palpitazioni.
  • Convulsioni.
  • Confusione grave.
  • Pensieri suicidari nuovi o in peggioramento.
  • Sanguinamento importante.
  • Gonfiore della lingua o difficoltà respiratoria.
  • Sintomi compatibili con una grave aritmia.

CURIOSITÀModifica

Escitalopram è la metà attiva del citalopram?Modifica

Il Citalopram contiene due enantiomeri.

L'escitalopram corrisponde all'enantiomero S, che possiede la principale attività di inibizione del trasportatore della serotonina.

Non significa tuttavia che la dose di escitalopram possa essere convertita automaticamente in metà della dose di citalopram senza una valutazione clinica.

Perché viene assunto una sola volta al giorno?Modifica

L'emivita di circa 27–32 ore consente generalmente di mantenere concentrazioni plasmatiche adeguate con una singola somministrazione quotidiana.

Perché i primi giorni possono essere difficili?Modifica

L'aumento iniziale della trasmissione serotoninergica può accompagnarsi a nausea, agitazione o peggioramento transitorio dell'ansia.

Gli adattamenti responsabili del miglioramento clinico richiedono invece più tempo.

Perché può ridurre la libido?Modifica

La serotonina partecipa alla regolazione della risposta sessuale.

L'aumento della trasmissione serotoninergica può interferire con desiderio, eccitazione e orgasmo.

Gli effetti variano molto da persona a persona.

Perché può provocare sintomi da sospensione?Modifica

Durante il trattamento prolungato il sistema nervoso si adatta alla presenza del farmaco.

Una riduzione troppo rapida può produrre temporaneamente uno squilibrio tra questi adattamenti e la disponibilità di serotonina.

Questo può provocare vertigini, sensazioni di scossa elettrica, insonnia e irritabilità.

Escitalopram provoca dipendenza?Modifica

L'escitalopram non provoca generalmente il desiderio compulsivo di assunzione tipico delle sostanze che causano dipendenza.

Può tuttavia determinare adattamenti fisiologici e sintomi da sospensione.

Per questo motivo deve essere interrotto gradualmente.

Escitalopram e paroxetinaModifica

L'escitalopram e la Paroxetina appartengono alla stessa classe farmacologica.

La paroxetina possiede un'emivita più breve ed è associata frequentemente a sintomi da sospensione.

L'escitalopram può comunque provocare sintomi da interruzione, soprattutto dopo trattamenti prolungati.

Escitalopram e sertralinaModifica

L'escitalopram e la Sertralina sono entrambi SSRI.

La scelta dipende da indicazione, risposta precedente, tollerabilità, interazioni e condizioni cliniche.

Non esiste un SSRI universalmente migliore per tutti i pazienti.

Escitalopram e fluoxetinaModifica

La Fluoxetina possiede un'emivita molto più lunga, anche per la presenza del metabolita attivo norfluoxetina.

Questo può influenzare le modalità di sospensione e le interazioni durante il passaggio ad altri antidepressivi.

Perché il QT è importante?Modifica

L'intervallo QT rappresenta una parte dell'attività elettrica cardiaca.

Un suo prolungamento eccessivo può favorire aritmie ventricolari potenzialmente pericolose.

Il rischio è maggiore in presenza di squilibri elettrolitici e di farmaci concomitanti che prolungano il QT.

Perché omeprazolo ed esomeprazolo possono aumentare l'effetto?Modifica

L'Omeprazolo e l'Esomeprazolo possono inibire il CYP2C19, uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo dell'escitalopram.

Questo può aumentare l'esposizione al farmaco e la probabilità di effetti indesiderati.

Perché gli SSRI possono aumentare il sanguinamento?Modifica

Le piastrine utilizzano la serotonina nei processi di attivazione e aggregazione.

Gli SSRI riducono l'accumulo di serotonina nelle piastrine e possono alterarne la funzione.

Il rischio aumenta soprattutto con Acido acetilsalicilico, Ibuprofene e anticoagulanti.

L'escitalopram può essere associato alla psicoterapia?Modifica

Sì.

Nei disturbi depressivi e d'ansia il trattamento farmacologico può essere associato alla psicoterapia.

La combinazione può essere particolarmente utile in alcune forme persistenti o complesse.

L'escitalopram modifica la personalità?Modifica

L'obiettivo del trattamento è ridurre i sintomi della depressione e dell'ansia.

Alcuni pazienti riferiscono tuttavia una riduzione dell'intensità delle emozioni, talvolta definita appiattimento emotivo.

Se questo effetto è persistente o fastidioso, è opportuno rivalutare la terapia.

Quanto tempo deve durare il trattamento?Modifica

La durata dipende dalla diagnosi, dal numero di episodi precedenti e dal rischio di ricaduta.

Dopo la remissione di un episodio depressivo, il trattamento viene generalmente proseguito per almeno sei mesi.

Nei disturbi ricorrenti o persistenti può essere necessario un periodo più lungo.

È possibile passare da escitalopram a un altro antidepressivo?Modifica

Il passaggio è possibile, ma richiede un piano personalizzato.

Le modalità dipendono dal farmaco di partenza, da quello di destinazione, dalle dosi e dal rischio di interazioni.

Non tutti gli antidepressivi possono essere sovrapposti in sicurezza.

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Antidepressivi
Antidepressivi triciclici Amitriptilina (Laroxyl, Triptizol)  • Clomipramina (Anafranil)  • Imipramina (Tofranil)  • Nortriptilina (Noritren)  • Trimipramina (Surmontil)
SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) Citalopram (Elopram, Seropram)  • Escitalopram (Cipralex, Entact)  • Fluoxetina (Prozac, Fluoxeren)  • Fluvoxamina (Dumirox, Fevarin, Maveral)  • Paroxetina (Dropaxin, Eutimil, Daparox compresse, Daparox gocce, Sereupin, Seroxat, Stiliden gocce)  • Sertralina (Zoloft)
SNRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina) Duloxetina (Cymbalta, Xeristar)  • Venlafaxina (Efexor, Faxine, Zarelis)
NaRI (inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina) Reboxetina (Edronax)  • Maprotilina (Ludiomil)
SARI (inibitori della ricaptazione della serotonina/antagonisti della serotonina) Trazodone (Trittico)
NDRI (inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina) Bupropione (Elontril, Wellbutrin)
NDDI (disinibitori della dopamina e noradrenalina) : potenzia la fuoriuscita della dopamina e della noradrenalina Agomelatina (Thymanax, Valdoxan)
NaSSA (antidepressivi specifici noradrenergici e serotonergici) Mirtazapina (Remeron)  • Mianserina (Lantanon)
Altri 5-idrossitriptofano (Tript-OH)  • Ademetionina (Samyr 200 mg, Samyr 400 mg)  • Iperico (Nervaxon, Quiens)