Nebivololo
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| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
Il Nebivololo è un farmaco appartenente alla classe dei Betabloccanti, utilizzato principalmente per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa e, in pazienti selezionati, dell'insufficienza cardiaca cronica stabile. Si distingue da molti altri beta-bloccanti per la combinazione di un'elevata selettività per i recettori adrenergici β1 e di un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico (NO). Riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, contribuendo a diminuire il lavoro del cuore. Deve essere utilizzato con particolare attenzione in presenza di Bradicardia, disturbi della conduzione cardiaca, Ipotensione e patologie respiratorie ostruttive.
| CARATTERISTICA | INFORMAZIONI |
|---|---|
| Principio attivo | Nebivololo, generalmente come nebivololo cloridrato |
| Classe farmacologica | Betabloccanti β1-selettivi con attività vasodilatatrice |
| Principali specialità | Lobivon, Nebilox; Aloneb, Lobidiur e Nobizide in associazione con Idroclorotiazide |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Ipertensione essenziale; insufficienza cardiaca cronica stabile lieve-moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard |
| Meccanismo d'azione | Antagonismo β1-adrenergico e aumento della biodisponibilità dell'ossido nitrico endoteliale |
| Forme farmaceutiche | Compresse per uso orale, anche in associazione fissa con un diuretico tiazidico |
| Dosaggio | Ipertensione: generalmente 5 mg una volta al giorno; insufficienza cardiaca: titolazione da 1,25 fino a 10 mg al giorno, secondo tollerabilità |
| Emivita | Circa 10 ore nei metabolizzatori rapidi CYP2D6; sensibilmente più lunga nei metabolizzatori lenti |
| Effetti indesiderati comuni | Cefalea, Capogiri, affaticamento, parestesie, Nausea, Diarrea e stitichezza |
| Rischi principali | Bradicardia, ipotensione, blocco atrioventricolare, peggioramento dello scompenso durante la titolazione e broncospasmo nei soggetti predisposti |
| Regime di fornitura | Ricetta ripetibile (RR); classificazione e rimborsabilità secondo specialità e confezione |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 5.1 Ipersensibilità
- 5.2 Bradicardia
- 5.3 Ipotensione
- 5.4 Blocco atrioventricolare
- 5.5 Sindrome del nodo del seno
- 5.6 Shock cardiogeno
- 5.7 Insufficienza cardiaca acuta
- 5.8 Insufficienza epatica
- 5.9 Asma e broncospasmo
- 5.10 Feocromocitoma non trattato
- 5.11 Acidosi metabolica
- 5.12 Disturbi circolatori periferici gravi
- 6 POSOLOGIA
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 Nebivololo e Lobivon sono la stessa cosa?
- 11.2 Qual è la differenza tra nebivololo e bisoprololo?
- 11.3 Il nebivololo abbassa la frequenza cardiaca?
- 11.4 Dopo quanto tempo abbassa la pressione?
- 11.5 Il nebivololo è un vasodilatatore?
- 11.6 Può provocare disfunzione erettile?
- 11.7 Il nebivololo provoca aumento di peso?
- 11.8 Può essere utilizzato nei pazienti diabetici?
- 11.9 Si può usare nell'insufficienza renale?
- 11.10 Il nebivololo può peggiorare la psoriasi?
- 11.11 Si può interrompere improvvisamente?
- 11.12 Qual è la differenza tra Lobivon e Lobidiur?
- 11.13 Il nebivololo è indicato per tutte le forme di scompenso cardiaco?
- 11.14 Quali controlli sono utili durante il trattamento?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ
Nebivololo come singolo principio attivo
- Nebivololo
- Medicinali equivalenti contenenti nebivololo 5 mg in compresse.
- Le confezioni dei generici variano secondo il titolare dell'autorizzazione.
- Lobivon
- Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.
- Nebilox
- Compresse da 5 mg — confezione da 28 compresse.
Associazioni con idroclorotiazide
- Associazione: Nebivololo + Idroclorotiazide
- Associazione di un beta-bloccante vasodilatatore e di un diuretico tiazidico, destinata al trattamento dell'ipertensione quando la combinazione delle due sostanze è appropriata.
- Aloneb
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Lobidiur
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Nobizide
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 12,5 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
- Compresse rivestite con film da 5 mg di nebivololo + 25 mg di idroclorotiazide — confezione da 28 compresse.
STRUTTURA
Il nebivololo è un beta-bloccante sintetico appartenente alla famiglia degli antagonisti dei recettori adrenergici.
- Formula molecolare della base libera: C22H25F2NO4.
- Massa molecolare della base libera: circa 405,44 g/mol.
- Forma comunemente utilizzata: nebivololo cloridrato.
- Codice ATC: C07AB12.
- Classe farmacologica: beta-bloccante β1-selettivo.
Stereochimica
Il nebivololo è una miscela racemica di due enantiomeri, indicati convenzionalmente come d-nebivololo e l-nebivololo.
Il d-nebivololo contribuisce principalmente al blocco dei recettori β1-adrenergici, mentre l'azione vasodilatatrice dipendente dall'ossido nitrico coinvolge il contributo della miscela enantiomerica.
Caratteristiche farmacologiche
Il nebivololo è relativamente lipofilo e viene metabolizzato estesamente dal fegato.
La sua esposizione sistemica dipende in modo significativo dall'attività dell'enzima CYP2D6.
MECCANISMO D'AZIONE
| NEBIVOLOLO |
|---|
| Blocco selettivo dei recettori β1 cardiaci |
| ↓ |
| Riduzione della frequenza cardiaca e della renina |
| + |
| Aumento della disponibilità di ossido nitrico (NO) |
| ↓ |
| BENEFICI
Riduzione della pressione arteriosa e del lavoro cardiaco; vasodilatazione periferica |
| RISCHI |
| Bradicardia, ipotensione e disturbi della conduzione atrioventricolare |
Blocco dei recettori β1
Il nebivololo antagonizza prevalentemente i recettori β1-adrenergici del cuore.
Questo determina:
- Riduzione della frequenza cardiaca.
- Riduzione della contrattilità miocardica.
- Diminuzione del consumo di ossigeno del miocardio.
- Riduzione della secrezione renale di renina.
La selettività β1 non è assoluta e può ridursi a concentrazioni elevate, soprattutto nei metabolizzatori lenti.
Vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico
Il nebivololo favorisce la vasodilatazione endotelio-dipendente attraverso meccanismi che aumentano la disponibilità di ossido nitrico.
L'ossido nitrico favorisce il rilassamento della muscolatura liscia vascolare e riduce le resistenze periferiche.
Effetto antipertensivo
La riduzione della pressione arteriosa deriva dalla combinazione di minore attività adrenergica cardiaca, riduzione della renina e vasodilatazione.
Effetto nell'insufficienza cardiaca
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, il blocco adrenergico può contrastare gli effetti dannosi dell'attivazione simpatica cronica.
La terapia deve essere iniziata a basse dosi e aumentata gradualmente, perché l'effetto iniziale sulla frequenza e sulla contrattilità può peggiorare uno scompenso non stabilizzato.
Assenza di attività simpaticomimetica intrinseca
Il nebivololo non possiede una significativa attività simpaticomimetica intrinseca.
INDICAZIONI
Ipertensione arteriosa essenziale
Il nebivololo è indicato per il trattamento dell'Ipertensione arteriosa essenziale.
Può essere utilizzato da solo oppure nell'ambito di una terapia antipertensiva combinata.
La scelta di un beta-bloccante dipende dalle caratteristiche cliniche del paziente e dalle eventuali condizioni cardiovascolari associate.
Insufficienza cardiaca cronica stabile
Il nebivololo è indicato, secondo i RCP italiani delle formulazioni pertinenti, per il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata, in aggiunta alla terapia standard, nei pazienti di età pari o superiore a 70 anni.
Il trattamento richiede stabilità clinica e una titolazione progressiva.
Ipertensione trattata con associazione fissa
Le associazioni nebivololo/idroclorotiazide sono utilizzate nell'ipertensione quando la combinazione dei due principi attivi è appropriata.
L'Idroclorotiazide aumenta l'escrezione renale di sodio e acqua, contribuendo alla riduzione della pressione arteriosa.
Impieghi non autorizzati
Il nebivololo può essere considerato in particolari contesti clinici specialistici, ma non tutte le applicazioni dei beta-bloccanti costituiscono indicazioni autorizzate per questo principio attivo.
Non deve essere presentato come trattamento specificamente autorizzato per tutte le aritmie, l'emicrania o i disturbi d'ansia.
CONTROINDICAZIONI
Ipersensibilità
Ipersensibilità al nebivololo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
Bradicardia
Controindicato in presenza di marcata Bradicardia, compresa una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto prima dell'inizio del trattamento secondo i RCP pertinenti.
Ipotensione
Controindicato in presenza di Ipotensione significativa, per esempio pressione sistolica inferiore a 90 mmHg.
Blocco atrioventricolare
Controindicato nel blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado in assenza di pacemaker appropriato.
Sindrome del nodo del seno
Controindicato nella sindrome del nodo del seno, incluso il blocco senoatriale.
Shock cardiogeno
Il nebivololo non deve essere utilizzato nello shock cardiogeno.
Insufficienza cardiaca acuta
Controindicato nello scompenso cardiaco acuto, nello scompenso non compensato o quando è necessario un trattamento inotropo endovenoso.
Insufficienza epatica
Controindicato nei pazienti con insufficienza epatica o compromissione della funzione epatica secondo i RCP delle formulazioni monocomponente.
Asma e broncospasmo
Una storia di Asma bronchiale o broncospasmo costituisce una controindicazione riportata nei RCP di nebivololo.
La selettività β1 non elimina il rischio di broncocostrizione.
Feocromocitoma non trattato
Controindicato nel feocromocitoma non trattato.
Acidosi metabolica
L'acidosi metabolica è una controindicazione.
Disturbi circolatori periferici gravi
Le gravi alterazioni della circolazione arteriosa periferica rappresentano una controindicazione.
POSOLOGIA
Tabella dei dosaggi
| NEBIVOLOLO — POSOLOGIA | ||
|---|---|---|
| Indicazione | Dose | Note |
| Ipertensione nell'adulto | 5 mg una volta al giorno | Con o senza cibo, preferibilmente alla stessa ora |
| Ipertensione nell'anziano oltre 65 anni | Dose iniziale spesso 2,5 mg al giorno | Possibile aumento a 5 mg secondo risposta |
| Ipertensione con insufficienza renale | Dose iniziale generalmente 2,5 mg al giorno | Rivalutare funzione renale e tollerabilità |
| Insufficienza cardiaca cronica stabile | Inizio con 1,25 mg una volta al giorno | Titolazione progressiva sotto supervisione |
| Dose massima nello scompenso | 10 mg una volta al giorno | Solo se tollerata |
| Nebivololo/idroclorotiazide | Una compressa al giorno da 5/12,5 mg oppure 5/25 mg | Scelta della combinazione in base al trattamento antipertensivo necessario |
| Non interrompere improvvisamente il nebivololo. Nello scompenso cardiaco la titolazione richiede stabilità clinica e sorveglianza di frequenza cardiaca, pressione e sintomi. | ||
Ipertensione arteriosa
La dose abituale negli adulti è 5 mg una volta al giorno.
L'effetto antipertensivo diventa generalmente evidente dopo 1–2 settimane.
In alcuni pazienti il beneficio massimo richiede circa 4 settimane.
Pazienti anziani
Nei pazienti oltre 65 anni può essere appropriato iniziare con 2,5 mg una volta al giorno.
L'aumento della dose dipende dalla risposta e dalla tollerabilità.
Insufficienza cardiaca cronica
La titolazione abituale prevede:
- 1,25 mg una volta al giorno.
- 2,5 mg una volta al giorno.
- 5 mg una volta al giorno.
- 10 mg una volta al giorno, se tollerati.
Gli aumenti avvengono generalmente a intervalli di una o due settimane, secondo la valutazione clinica.
L'inizio e gli incrementi di dose richiedono un'adeguata osservazione, soprattutto per il rischio di bradicardia, ipotensione e peggioramento dello scompenso.
Insufficienza renale
Nell'ipertensione, nei pazienti con compromissione renale si raccomanda generalmente una dose iniziale di 2,5 mg al giorno.
Nello scompenso cardiaco, i dati sono limitati nella compromissione renale grave e l'uso non è raccomandato quando la clearance della creatinina è inferiore a 20 ml/min.
Assunzione con i pasti
Il nebivololo può essere assunto con o senza cibo.
Compresse divisibili
La suddivisione delle compresse deve seguire le indicazioni della specifica specialità.
Alcune compresse da 5 mg sono progettate per consentire la divisione in quattro parti uguali.
Dose dimenticata
Non assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.
Sospensione del trattamento
Il trattamento non deve essere sospeso bruscamente, soprattutto nei pazienti con cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca.
Quando necessario, la riduzione deve essere graduale e guidata dal medico.
EMIVITA
Profilo farmacocinetico
| NEBIVOLOLO — FARMACOCINETICA | |
|---|---|
| Parametro | Valore indicativo |
| Assorbimento | Rapido dopo somministrazione orale |
| ↓ | |
| Metabolismo | Epatico, principalmente tramite CYP2D6 |
| ↓ | |
| Emivita nei metabolizzatori rapidi | Circa 10 ore per gli enantiomeri del nebivololo |
| ↓ | |
| Emivita nei metabolizzatori lenti | Circa 3–5 volte più lunga |
| La variabilità genetica del CYP2D6 influenza notevolmente l'esposizione al nebivololo. | |
Assorbimento
Il nebivololo viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale.
Biodisponibilità
La biodisponibilità è fortemente influenzata dal metabolismo di primo passaggio.
Nei metabolizzatori rapidi è relativamente bassa, mentre nei metabolizzatori lenti può essere molto più elevata.
Distribuzione
Il nebivololo è ampiamente legato alle proteine plasmatiche.
Metabolismo
Il metabolismo epatico coinvolge principalmente CYP2D6.
Si formano metaboliti idrossilati farmacologicamente attivi.
Polimorfismo CYP2D6
La variabilità genetica dell'enzima CYP2D6 modifica la velocità di eliminazione e l'esposizione sistemica.
Emivita
Nei metabolizzatori rapidi l'emivita degli enantiomeri è mediamente di circa 10 ore.
Nei metabolizzatori lenti può essere da tre a cinque volte maggiore.
Metaboliti attivi
I metaboliti idrossilati contribuiscono all'effetto farmacologico e possono avere un'emivita più lunga.
Eliminazione
L'eliminazione avviene attraverso urine e feci, prevalentemente sotto forma di metaboliti.
AVVERTENZE
Semaforo delle avvertenze
| NEBIVOLOLO — SICUREZZA | |
|---|---|
| CONTROLLI | Pressione arteriosa, frequenza cardiaca, sintomi di ipotensione e tollerabilità durante la titolazione |
| ATTENZIONE | Diabete, malattia renale, patologie respiratorie, disturbi della circolazione periferica, associazione con verapamil, diltiazem o inibitori CYP2D6 |
| URGENZA | Sincope, bradicardia sintomatica grave, difficoltà respiratoria importante o rapido peggioramento dello scompenso cardiaco |
Bradicardia
Il nebivololo può ridurre eccessivamente la frequenza cardiaca.
In presenza di bradicardia sintomatica o frequenza a riposo molto bassa è necessaria una rivalutazione della terapia.
Ipotensione
Il rischio aumenta durante la titolazione e in associazione con altri antipertensivi.
Insufficienza cardiaca
Il trattamento deve iniziare soltanto in condizioni cliniche stabili.
Durante la titolazione occorre monitorare dispnea, edema, aumento del peso e segni di congestione.
Interruzione improvvisa
La sospensione brusca può determinare peggioramento dell'angina, tachicardia di rimbalzo o deterioramento dello scompenso.
Diabete mellito
I beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi adrenergici dell'Ipoglicemia, soprattutto la tachicardia.
La sudorazione può persistere.
Malattie respiratorie
Anche un beta-bloccante β1-selettivo può provocare broncospasmo nei pazienti predisposti.
Disturbi circolatori periferici
Il nebivololo può aggravare alcuni sintomi di vasculopatia periferica o fenomeno di Raynaud.
Anestesia
Il medico anestesista deve essere informato del trattamento beta-bloccante.
Psoriasi
Nei pazienti con Psoriasi i beta-bloccanti devono essere utilizzati dopo attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio, poiché possono aggravare le manifestazioni cutanee in alcuni soggetti.
Gravidanza
Il nebivololo non deve essere utilizzato durante la gravidanza salvo quando chiaramente necessario.
Il blocco beta-adrenergico può influenzare la perfusione placentare e provocare effetti fetali o neonatali.
Allattamento
L'allattamento non è generalmente raccomandato durante il trattamento con nebivololo.
INTERAZIONI
Matrice delle interazioni
| NEBIVOLOLO — INTERAZIONI | |
|---|---|
| Farmaco o classe | Rischio e precauzione |
| Verapamil e Diltiazem | Possibile marcata bradicardia, blocco atrioventricolare e depressione della funzione cardiaca |
| Amiodarone | Possibile aumento dei disturbi della conduzione e della bradicardia |
| Digossina | Possibile effetto additivo sulla conduzione atrioventricolare |
| Paroxetina e Fluoxetina | Inibizione del CYP2D6 con aumento dell'esposizione al nebivololo |
| Clonidina | Rischio di alterazioni della pressione e ipertensione di rimbalzo in caso di sospensione impropria |
| Insulina e antidiabetici | Possibile mascheramento dei sintomi adrenergici dell'ipoglicemia |
| FANS | Possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di alcuni trattamenti e aumento del rischio renale nelle associazioni complesse |
| Idroclorotiazide | Associazione antipertensiva; monitorare pressione, funzione renale ed elettroliti |
Verapamil e diltiazem
L'associazione con Verapamil o Diltiazem richiede particolare cautela per il rischio di effetti additivi sulla frequenza cardiaca e sulla conduzione atrioventricolare.
La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti trattati con beta-bloccanti può provocare grave ipotensione e blocco atrioventricolare.
Antiaritmici
Amiodarone e altri antiaritmici possono accentuare la bradicardia o i disturbi della conduzione.
Digossina
La Digossina può aumentare il rischio di rallentamento della conduzione atrioventricolare.
Paroxetina e fluoxetina
Paroxetina e Fluoxetina inibiscono il CYP2D6 e possono aumentare significativamente l'esposizione al nebivololo.
In questi casi è opportuno sorvegliare frequenza cardiaca, pressione e sintomi di intolleranza.
Clonidina
La sospensione improvvisa della Clonidina in pazienti trattati con beta-bloccanti può favorire una marcata ipertensione di rimbalzo.
Antidiabetici
Il nebivololo può mascherare la tachicardia associata all'ipoglicemia.
Altri antipertensivi
L'associazione con altri farmaci antipertensivi può aumentare il rischio di ipotensione.
Idroclorotiazide
Nelle associazioni fisse, l'Idroclorotiazide può causare ipokaliemia, iponatriemia, iperuricemia e alterazioni della glicemia.
Farmaci antinfiammatori
L'uso prolungato di alcuni FANS può ostacolare il controllo pressorio e aumentare il rischio renale, soprattutto in presenza di diuretici.
EFFETTI COLLATERALI
Sistema nervoso
Apparato cardiovascolare
- Bradicardia.
- Ipotensione.
- Ipotensione ortostatica.
- Disturbi della conduzione atrioventricolare.
- Peggioramento dell'insufficienza cardiaca durante la titolazione.
- Edema periferico.
Apparato gastrointestinale
Apparato respiratorio
- Dispnea.
- Broncospasmo, soprattutto nei pazienti predisposti.
Cute
- Eruzioni cutanee.
- Prurito.
- Possibile peggioramento della Psoriasi.
- Rare reazioni di ipersensibilità.
Funzione sessuale
Può comparire disfunzione erettile, sebbene il nebivololo presenti in alcuni studi un profilo relativamente favorevole rispetto ad altri beta-bloccanti.
Disturbi psichici
Sono state riportate occasionalmente alterazioni dell'umore e del sonno.
Effetti dell'associazione con idroclorotiazide
Le associazioni fisse possono aggiungere effetti indesiderati propri del diuretico, tra cui:
- Ipokaliemia.
- Iponatriemia.
- Iperuricemia.
- Alterazioni della glicemia.
- Disidratazione.
- Fotosensibilità.
Sovradosaggio
Il sovradosaggio può provocare:
- Grave bradicardia.
- Ipotensione marcata.
- Broncospasmo.
- Insufficienza cardiaca acuta.
- Shock cardiogeno.
Il sovradosaggio richiede assistenza medica urgente e monitoraggio cardiovascolare.
Segnali di allarme
Richiedono valutazione tempestiva:
- Svenimento o perdita di coscienza.
- Frequenza cardiaca molto bassa accompagnata da sintomi.
- Difficoltà respiratoria importante.
- Rapido peggioramento della dispnea o dell'edema.
- Dolore toracico.
- Ipotensione grave.
- Reazione allergica con gonfiore del volto o delle vie respiratorie.
CURIOSITÀ
Nebivololo e Lobivon sono la stessa cosa?
Sì.
Lobivon è una specialità commerciale contenente Nebivololo.
Qual è la differenza tra nebivololo e bisoprololo?
Entrambi appartengono ai Betabloccanti β1-selettivi.
Il nebivololo possiede anche un effetto vasodilatatore mediato dall'ossido nitrico, mentre il Bisoprololo agisce principalmente attraverso il blocco dei recettori β1.
Le indicazioni autorizzate e le evidenze cliniche non sono completamente sovrapponibili.
Il nebivololo abbassa la frequenza cardiaca?
Sì.
Riduce la stimolazione adrenergica del cuore e può determinare una diminuzione della frequenza cardiaca sia a riposo sia durante l'esercizio.
Dopo quanto tempo abbassa la pressione?
L'effetto antipertensivo è generalmente evidente dopo una o due settimane.
Il beneficio massimo può richiedere circa quattro settimane.
Il nebivololo è un vasodilatatore?
Sì.
Oltre al blocco β1, favorisce una vasodilatazione dipendente dall'ossido nitrico.
Può provocare disfunzione erettile?
Sì, come altri beta-bloccanti.
Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che possa interferire meno con la funzione erettile rispetto a determinati beta-bloccanti tradizionali.
Questo possibile vantaggio non è garantito per tutti i pazienti.
Il nebivololo provoca aumento di peso?
Non è un effetto caratteristico inevitabile.
Un rapido aumento del peso associato a edema o dispnea deve far sospettare ritenzione idrica o peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
Può essere utilizzato nei pazienti diabetici?
Sì, quando appropriato, ma richiede attenzione perché può mascherare alcuni sintomi dell'Ipoglicemia.
Si può usare nell'insufficienza renale?
In alcune forme di insufficienza renale può essere utilizzato con una dose iniziale ridotta e un adeguato monitoraggio.
La compromissione renale grave richiede precauzioni ulteriori.
Il nebivololo può peggiorare la psoriasi?
In alcuni pazienti i beta-bloccanti possono provocare o aggravare manifestazioni psoriasiche.
La decisione terapeutica deve considerare il beneficio cardiovascolare e l'eventuale peggioramento cutaneo.
Si può interrompere improvvisamente?
No.
La sospensione improvvisa può provocare effetti cardiovascolari di rimbalzo, soprattutto nei pazienti con cardiopatia.
Qual è la differenza tra Lobivon e Lobidiur?
Lobivon contiene soltanto nebivololo.
Lobidiur contiene nebivololo associato a Idroclorotiazide, un diuretico tiazidico.
Il nebivololo è indicato per tutte le forme di scompenso cardiaco?
No.
L'indicazione autorizzata italiana riguarda specificamente l'insufficienza cardiaca cronica stabile lieve o moderata nei pazienti di almeno 70 anni, in aggiunta alla terapia standard.
Quali controlli sono utili durante il trattamento?
- Misurazione regolare della pressione arteriosa.
- Controllo della frequenza cardiaca.
- Valutazione di capogiri e ipotensione ortostatica.
- Sorveglianza dei sintomi di insufficienza cardiaca.
- Revisione delle interazioni con farmaci bradicardizzanti.
- Valutazione delle interazioni con inibitori CYP2D6.
- Controllo della funzione renale quando indicato.
- Monitoraggio degli elettroliti nelle associazioni con Idroclorotiazide.
- Rivalutazione periodica dell'efficacia e della tollerabilità.
