Irbesartan

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L'irbesartan è un farmaco antipertensivo appartenente alla classe dei sartani, o antagonisti dei recettori dell'angiotensina II (ARB). È utilizzato nel trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale e della malattia renale nei pazienti adulti ipertesi con diabete mellito di tipo 2. Agisce bloccando gli effetti dell'angiotensina II sui vasi sanguigni e sui reni, riducendo la pressione arteriosa e, in specifiche condizioni cliniche, la progressione del danno renale. I principali aspetti di sicurezza comprendono il rischio di iperkaliemia, ipotensione e peggioramento della funzione renale in pazienti predisposti.

CARATTERISTICA INFORMAZIONI
Principio attivo Irbesartan
Classe farmacologica Sartani; antagonisti selettivi dei recettori AT1 dell'angiotensina II
Principali specialità Aprovel, Karvea; associazioni CoAprovel e Karvezide
Indicazioni autorizzate in Italia Ipertensione essenziale nell'adulto; malattia renale nell'adulto iperteso con diabete di tipo 2
Meccanismo d'azione Blocco selettivo dei recettori AT1 dell'angiotensina II; vasodilatazione e riduzione dell'aldosterone
Forme farmaceutiche Compresse per uso orale; associazioni a dose fissa con Idroclorotiazide
Dosaggio 75, 150 e 300 mg; dose abituale 150 mg una volta al giorno, fino a 300 mg/die
Emivita Circa 11–15 ore; effetto antipertensivo mantenuto per circa 24 ore
Effetti indesiderati comuni Capogiri, affaticamento, ipotensione; Iperkaliemia particolarmente rilevante nella nefropatia diabetica
Rischi principali Iperkaliemia, deterioramento della funzione renale, ipotensione marcata, tossicità fetale in gravidanza
Regime di fornitura Ricetta medica ripetibile (RR); rimborsabilità secondo confezione e normativa applicabile

Indice

SPECIALITÀ[modifica]

  • Irbesartan
    • Aprovel — compresse rivestite con film da 75 mg, 150 mg e 300 mg; confezioni in blister di diversa numerosità secondo AIC.
    • Karvea — compresse da 75 mg, 150 mg e 300 mg; marchio storico dell'irbesartan, la cui disponibilità commerciale va verificata per la singola confezione.
    • CoAprovel — associazione di irbesartan e Idroclorotiazide: 150 mg/12,5 mg, 300 mg/12,5 mg e 300 mg/25 mg.
    • Karvezide — associazione di irbesartan e Idroclorotiazide, nelle concentrazioni autorizzate di 150 mg/12,5 mg, 300 mg/12,5 mg e 300 mg/25 mg; verificare lo stato commerciale della confezione.

Medicinali equivalenti[modifica]

Sono disponibili medicinali equivalenti denominati con il principio attivo seguito dall'azienda produttrice.

Le concentrazioni più diffuse sono:

  • 75 mg compresse.
  • 150 mg compresse.
  • 300 mg compresse.

Le confezioni e gli eccipienti possono differire tra i produttori.

Associazioni con idroclorotiazide[modifica]

L'associazione di irbesartan e Idroclorotiazide unisce:

  • Il blocco dei recettori AT1 dell'angiotensina II.
  • L'aumento dell'escrezione renale di sodio determinato dal diuretico tiazidico.

Le combinazioni sono destinate al trattamento dell'ipertensione quando il controllo pressorio con un singolo principio attivo risulta insufficiente, secondo il RCP specifico.

La dose di Idroclorotiazide contenuta nella compressa deve essere considerata nel calcolo della terapia diuretica complessiva.

STRUTTURA[modifica]

Irbesartan.jpg

L'irbesartan è un composto non peptidico appartenente alla classe degli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II.

  • Formula molecolare: C25H28N6O.
  • Massa molecolare: circa 428,53 g/mol.
  • Codice ATC: C09CA04.
  • Bersaglio farmacologico: recettore AT1 dell'angiotensina II.
  • Somministrazione: orale.

Caratteristiche strutturali[modifica]

La molecola comprende un sistema bifenil-tetrazolico, presente anche in diversi altri sartani, e una struttura spirociclica.

Queste caratteristiche contribuiscono all'affinità per il recettore AT1.

Selettività recettoriale[modifica]

L'irbesartan presenta elevata selettività per il recettore AT1 rispetto al recettore AT2.

Il suo effetto antipertensivo non dipende dall'inibizione diretta dell'enzima di conversione dell'angiotensina.

Differenza rispetto agli ACE-inibitori[modifica]

Gli ACE-inibitori, come Ramipril, Enalapril e Perindopril, riducono la formazione di angiotensina II attraverso l'inibizione dell'ACE.

L'irbesartan blocca invece il recettore AT1.

Non inibendo direttamente l'ACE, non determina il tipico aumento della bradichinina associato a questa classe.

MECCANISMO D'AZIONE[modifica]

IRBESARTAN
Antagonista dei recettori AT1
↓
Blocco dell'angiotensina II

Riduzione della vasocostrizione

↓
Vasi sanguigni

Vasodilatazione

Surrene

Riduzione dell'aldosterone

↓
BENEFICI

↓ PRESSIONE ARTERIOSA

↓ PRESSIONE INTRAGLOMERULARE

↓ ALBUMINURIA IN PAZIENTI APPROPRIATI

ATTENZIONE
Possibili iperkaliemia, ipotensione e aumento della creatinina

Sistema renina-angiotensina-aldosterone[modifica]

Il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) regola la pressione arteriosa, l'equilibrio idrosalino e la perfusione renale.

La renina favorisce la formazione di angiotensina I, successivamente convertita in angiotensina II.

L'angiotensina II agisce principalmente sui recettori AT1, provocando:

  • Vasocostrizione.
  • Stimolazione della secrezione di aldosterone.
  • Aumento del riassorbimento renale di sodio.
  • Modificazioni dell'emodinamica glomerulare.

Blocco dei recettori AT1[modifica]

L'irbesartan impedisce all'angiotensina II di esercitare i suoi principali effetti attraverso i recettori AT1.

Il risultato è una riduzione delle resistenze vascolari periferiche.

Riduzione dell'aldosterone[modifica]

Il blocco del recettore AT1 riduce la stimolazione della secrezione di aldosterone.

La conseguenza può essere una minore ritenzione di sodio e una ridotta eliminazione renale di potassio.

Quest'ultimo effetto spiega parte del rischio di iperkaliemia.

Effetto renale[modifica]

L'angiotensina II contribuisce alla vasocostrizione dell'arteriola efferente glomerulare.

Il blocco dei recettori AT1 può ridurre la pressione intraglomerulare e l'escrezione urinaria di albumina.

Questo effetto può essere utile nella malattia renale proteinurica, ma in pazienti con perfusione renale compromessa può determinare una riduzione della filtrazione glomerulare.

Effetto sulla frequenza cardiaca[modifica]

La riduzione della pressione arteriosa avviene generalmente senza un aumento clinicamente importante della frequenza cardiaca.

Differenza rispetto ai calcio-antagonisti[modifica]

L'amlodipina riduce la pressione arteriosa bloccando i canali del calcio di tipo L nella muscolatura vascolare.

L'irbesartan agisce sul sistema renina-angiotensina.

L'associazione dei due meccanismi può essere utile nei pazienti che necessitano di più antipertensivi.

INDICAZIONI[modifica]

Ipertensione arteriosa essenziale[modifica]

L'irbesartan è indicato negli adulti per il trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale.

Può essere utilizzato:

  • In monoterapia.
  • In associazione con Idroclorotiazide.
  • In associazione con altri antipertensivi, secondo la situazione clinica.

Malattia renale nel diabete di tipo 2[modifica]

L'irbesartan è indicato per il trattamento della malattia renale negli adulti con ipertensione e diabete mellito di tipo 2, come parte di un regime terapeutico antipertensivo.

L'efficacia renoprotettiva è stata studiata in particolare nei pazienti con albuminuria o proteinuria.

Riduzione dell'albuminuria[modifica]

Il blocco del sistema renina-angiotensina può ridurre l'escrezione urinaria di albumina.

La risposta deve essere valutata mediante esami quantitativi, come il rapporto albumina/creatinina urinaria.

Protezione cardiovascolare[modifica]

Il trattamento efficace dell'ipertensione contribuisce a ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari associate alla pressione elevata.

L'irbesartan non deve però essere considerato automaticamente autorizzato per tutte le indicazioni specifiche di altri sartani, come lo scompenso cardiaco o la prevenzione secondaria dopo infarto.

Impieghi non specificamente autorizzati[modifica]

L'utilizzo in altre condizioni, come determinate forme di malattia renale proteinurica non diabetica, può essere valutato in ambito specialistico.

Questi impieghi devono essere distinti dalle indicazioni riportate nel RCP.

CONTROINDICAZIONI[modifica]

Ipersensibilità[modifica]

L'irbesartan è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.

Gravidanza[modifica]

L'impiego è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza.

Non è raccomandato nel primo trimestre.

Le pazienti che programmano una gravidanza devono discutere tempestivamente una terapia alternativa.

Associazione con aliskiren[modifica]

L'associazione con Aliskiren è controindicata nei pazienti con:

  • Diabete mellito.
  • Compromissione renale con eGFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m².

Insufficienza renale[modifica]

L'insufficienza renale, di per sé, non costituisce una controindicazione generale all'irbesartan.

La sicurezza dipende dalla situazione clinica, dalla potassiemia, dalla perfusione renale e dalle terapie concomitanti.

Stenosi delle arterie renali[modifica]

Nei pazienti con stenosi bilaterale delle arterie renali, oppure stenosi dell'arteria renale in presenza di un unico rene funzionante, il trattamento può provocare un marcato peggioramento della funzione renale.

È necessaria una valutazione specialistica.

POSOLOGIA[modifica]

Tabella rapida della posologia[modifica]

IRBESARTAN — DOSAGGI ORALI
Situazione Dose Indicazioni pratiche
Ipertensione nell'adulto 150 mg una volta al giorno Dose iniziale e di mantenimento abituale
Controllo pressorio insufficiente 300 mg una volta al giorno Dose massima abitualmente raccomandata
Età superiore a 75 anni o emodialisi Considerare 75 mg iniziali Valutazione individuale
Nefropatia diabetica con ipertensione 150 mg iniziali; 300 mg/die come mantenimento raccomandato Monitorare creatinina, potassio e pressione
Compromissione renale Nessun aggiustamento automatico previsto Necessario monitoraggio clinico e laboratoristico
Non aumentare la dose autonomamente. La scelta dipende dalla risposta pressoria, dalla funzione renale e dalla potassiemia.

Ipertensione arteriosa[modifica]

La dose iniziale e di mantenimento usuale è di 150 mg una volta al giorno.

Nei pazienti con controllo pressorio insufficiente la dose può essere aumentata a 300 mg una volta al giorno.

In alternativa può essere aggiunto un altro antipertensivo.

Nefropatia diabetica[modifica]

Nei pazienti adulti ipertesi con diabete di tipo 2 e malattia renale, il trattamento viene generalmente iniziato con 150 mg al giorno.

La dose di mantenimento raccomandata per la protezione renale nell'indicazione autorizzata è di 300 mg una volta al giorno.

Anziani[modifica]

Nei pazienti di età superiore a 75 anni può essere considerata una dose iniziale di 75 mg.

L'età avanzata non richiede automaticamente una riduzione permanente della dose.

Emodialisi[modifica]

Nei pazienti sottoposti a emodialisi può essere considerata una dose iniziale di 75 mg.

L'irbesartan non viene eliminato in misura significativa mediante emodialisi.

Insufficienza renale[modifica]

Il RCP non richiede generalmente una modifica della dose basata esclusivamente sulla riduzione della funzione renale.

Sono però necessari controlli di:

  • Creatinina.
  • eGFR.
  • Potassio.
  • Pressione arteriosa.
  • Stato di idratazione.

Insufficienza epatica[modifica]

Nella compromissione epatica lieve o moderata non è generalmente richiesto un aggiustamento posologico.

I dati nei pazienti con insufficienza epatica grave sono limitati.

Modalità di assunzione[modifica]

Le compresse possono essere assunte con o senza cibo.

È consigliabile mantenere un orario regolare.

Dose dimenticata[modifica]

Non assumere una dose doppia per compensare una dimenticanza.

Seguire le indicazioni del foglio illustrativo.

Monitoraggio dopo l'inizio[modifica]

È opportuno controllare creatinina e potassio prima del trattamento e dopo l'inizio o l'aumento della dose, con tempistiche adattate al rischio individuale.

Nei pazienti con malattia renale cronica o terapia diuretica il monitoraggio può richiedere maggiore attenzione.

EMIVITA[modifica]

Linea temporale farmacocinetica[modifica]

IRBESARTAN — PROFILO FARMACOCINETICO
Tempo Evento
0 ore Assunzione orale
↓
1,5–2 ore Picco plasmatico approssimativo
↓
3–6 ore Massimo effetto antipertensivo dopo la dose
↓
11–15 ore Emivita terminale di eliminazione
↓
24 ore Effetto antipertensivo ancora presente
Il pieno effetto antipertensivo cronico richiede generalmente diverse settimane. L'emivita plasmatica non coincide con la durata dell'effetto clinico.

Assorbimento[modifica]

L'irbesartan viene assorbito dopo somministrazione orale.

La biodisponibilità assoluta è approssimativamente del 60–80%.

Effetto del cibo[modifica]

Il cibo non modifica in modo clinicamente significativo la biodisponibilità.

Picco plasmatico[modifica]

Le concentrazioni plasmatiche massime si osservano generalmente dopo circa 1,5–2 ore.

Distribuzione[modifica]

Il legame alle proteine plasmatiche è di circa il 96%.

Metabolismo[modifica]

L'irbesartan viene metabolizzato principalmente mediante glucuronidazione e ossidazione.

Il citocromo CYP2C9 partecipa al metabolismo ossidativo.

Emivita[modifica]

L'emivita terminale è generalmente compresa tra 11 e 15 ore.

Eliminazione[modifica]

L'eliminazione avviene attraverso la bile e le urine, sia come farmaco immodificato sia come metaboliti.

Stato stazionario[modifica]

Le concentrazioni plasmatiche raggiungono generalmente lo stato stazionario entro circa tre giorni di somministrazione quotidiana.

Durata dell'effetto[modifica]

L'attività antipertensiva è sostenuta nell'arco delle 24 ore con somministrazione una volta al giorno.

Effetto antipertensivo completo[modifica]

La risposta clinica tende a consolidarsi nell'arco di alcune settimane.

AVVERTENZE[modifica]

Semaforo delle avvertenze[modifica]

IRBESARTAN — SICUREZZA
CONTROLLI ORDINARI Pressione arteriosa, creatinina, eGFR, potassio, eventuale albuminuria
ATTENZIONE Capogiri, pressione molto bassa, disidratazione, riduzione della diuresi, aumento della creatinina o del potassio
EMERGENZA Gonfiore di lingua o gola, sincope grave, aritmie sospette, marcata riduzione della diuresi, esposizione durante la gravidanza da valutare tempestivamente

Iperkaliemia[modifica]

L'irbesartan può aumentare la concentrazione plasmatica di potassio.

Il rischio è maggiore nei pazienti con:

Aumento della creatinina[modifica]

Un modesto aumento della creatinina può comparire dopo l'inizio del trattamento, in conseguenza della modifica dell'emodinamica glomerulare.

Un aumento importante o progressivo richiede una valutazione di volume circolante, farmaci concomitanti, potassio ed eventuale malattia renovascolare.

Disidratazione[modifica]

Vomito, diarrea, febbre e ridotto apporto di liquidi possono aumentare il rischio di ipotensione e danno renale acuto.

In queste situazioni è opportuno richiedere indicazioni mediche sulla gestione temporanea dei farmaci.

Ipotensione[modifica]

L'ipotensione sintomatica è più probabile nei pazienti con deplezione di sodio o volume, soprattutto se trattati con diuretici.

Stenosi delle arterie renali[modifica]

Il blocco del sistema renina-angiotensina può compromettere la filtrazione glomerulare nei pazienti con stenosi renale emodinamicamente significativa.

Malattia renale cronica[modifica]

L'irbesartan può avere un ruolo renoprotettivo nei pazienti appropriati.

La presenza di malattia renale cronica non implica automaticamente la sospensione del farmaco, ma richiede monitoraggio e rivalutazione in caso di peggioramento.

Doppio blocco del RAAS[modifica]

L'associazione con un ACE-inibitore o con Aliskiren può aumentare il rischio di:

  • Iperkaliemia.
  • Ipotensione.
  • Danno renale acuto.

Il doppio blocco non è generalmente raccomandato.

Gravidanza[modifica]

L'irbesartan può provocare gravi danni fetali.

È controindicato nel secondo e terzo trimestre e non raccomandato nel primo.

Quando viene diagnosticata una gravidanza, la terapia deve essere interrotta tempestivamente e sostituita secondo indicazione medica.

Allattamento[modifica]

L'irbesartan non è raccomandato durante l'allattamento per insufficienza di dati clinici.

Pazienti anziani[modifica]

Negli anziani è importante valutare:

  • Pressione in posizione seduta e in piedi.
  • Rischio di cadute.
  • Funzione renale.
  • Potassio.
  • Terapie concomitanti.

INTERAZIONI[modifica]

Matrice delle interazioni principali[modifica]

IRBESARTAN — INTERAZIONI CLINICHE
Farmaco o classe Conseguenza e precauzione
Ibuprofene, Diclofenac, Naprossene Riduzione dell'effetto antipertensivo; possibile peggioramento della funzione renale
Spironolattone, Eplerenone, Amiloride Aumento del rischio di iperkaliemia
Ramipril, Enalapril, Perindopril Doppio blocco RAAS: maggiore rischio di ipotensione, iperkaliemia e danno renale
Aliskiren Associazione controindicata in diabete o eGFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m²
Litio Possibile aumento della litiemia e tossicità
Idroclorotiazide, Furosemide, Indapamide Potenziamento antipertensivo; rischio di ipotensione o deplezione di volume
Integratori di potassio Possibile iperkaliemia; evitare l'assunzione non controllata

FANS[modifica]

I FANS, tra cui Ibuprofene, Diclofenac, Naprossene, Ketoprofene e Celecoxib, possono ridurre l'efficacia antipertensiva dell'irbesartan.

Nei pazienti predisposti possono aumentare il rischio di deterioramento della funzione renale.

Tripla associazione nefrotossica[modifica]

La combinazione di:

può aumentare significativamente il rischio di danno renale acuto.

Questa combinazione viene spesso definita triple whammy.

Diuretici risparmiatori di potassio[modifica]

Spironolattone, Eplerenone, Amiloride e Triamterene possono aumentare il rischio di iperkaliemia.

L'associazione richiede una valutazione clinica e il monitoraggio del potassio.

ACE-inibitori[modifica]

L'associazione con Ramipril, Enalapril, Lisinopril o Perindopril aumenta il rischio di eventi avversi renali ed elettrolitici.

Non è raccomandata di routine.

Aliskiren[modifica]

L'associazione con Aliskiren è controindicata nei pazienti con diabete o compromissione renale definita dal RCP.

Litio[modifica]

L'associazione con Litio può provocare aumenti reversibili delle concentrazioni plasmatiche e della tossicità.

È generalmente sconsigliata.

Diuretici tiazidici[modifica]

L'associazione con Idroclorotiazide può migliorare il controllo pressorio.

La combinazione è disponibile anche in medicinali a dose fissa.

Altri antipertensivi[modifica]

L'associazione con Amlodipina, Bisoprololo, Nebivololo o altri farmaci antipertensivi può aumentare la riduzione della pressione.

Metformina[modifica]

Non è nota un'interazione diretta clinicamente importante tra irbesartan e Metformina.

Tuttavia, un episodio di danno renale acuto può compromettere l'eliminazione della metformina e aumentare il rischio di accumulo.

Warfarin[modifica]

Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente significative negli studi disponibili con Warfarin.

Digossina[modifica]

La farmacocinetica della digossina non è risultata significativamente modificata dalla somministrazione concomitante di irbesartan.

EFFETTI COLLATERALI[modifica]

Capogiri[modifica]

I capogiri sono tra gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati.

Possono comparire soprattutto all'inizio del trattamento o dopo un aumento della dose.

Ipotensione[modifica]

La riduzione eccessiva della pressione può provocare:

  • Debolezza.
  • Capogiri.
  • Visione offuscata.
  • Sincope.

Iperkaliemia[modifica]

L'iperkaliemia è particolarmente rilevante nei pazienti con malattia renale diabetica.

Nei casi gravi può provocare alterazioni del ritmo cardiaco.

Alterazioni della funzione renale[modifica]

Possono verificarsi:

  • Aumento della creatinina.
  • Riduzione dell'eGFR.
  • Danno renale acuto in pazienti predisposti.

Affaticamento[modifica]

Sono possibili astenia e sensazione di stanchezza.

Disturbi gastrointestinali[modifica]

Sono stati riportati:

Disturbi muscoloscheletrici[modifica]

Possono verificarsi dolori muscolari o articolari.

Reazioni cutanee[modifica]

Sono possibili:

  • Eruzione cutanea.
  • Prurito.
  • Orticaria.

Angioedema[modifica]

Raramente può verificarsi angioedema.

Gonfiore di lingua, labbra o gola richiede assistenza medica urgente.

Alterazioni epatiche[modifica]

Sono stati segnalati aumenti degli enzimi epatici e, raramente, alterazioni della funzione epatica.

Disturbi sessuali[modifica]

Sono state riportate segnalazioni di disfunzione sessuale, senza che rappresenti uno degli effetti più caratteristici del farmaco.

Segnali di allarme[modifica]

Richiedono valutazione urgente:

  • Gonfiore di lingua o gola.
  • Perdita di coscienza.
  • Palpitazioni importanti associate a debolezza o sincope.
  • Marcata riduzione della produzione di urina.
  • Grave ipotensione sintomatica.

CURIOSITÀ[modifica]

Irbesartan e protezione renale[modifica]

L'irbesartan è uno dei sartani studiati specificamente nella nefropatia associata a diabete di tipo 2.

Il beneficio non dipende esclusivamente dalla riduzione della pressione arteriosa, ma anche dalla modifica della pressione intraglomerulare e dell'albuminuria.

Studio IDNT[modifica]

Lo studio IDNT ha valutato l'irbesartan in pazienti con nefropatia diabetica conclamata.

Il trattamento ha ridotto il rischio di progressione verso specifici esiti renali rispetto ai gruppi di confronto.

Studio IRMA-2[modifica]

Lo studio IRMA-2 ha valutato pazienti ipertesi con diabete di tipo 2 e microalbuminuria.

L'irbesartan, soprattutto alla dose di 300 mg al giorno, ha ridotto il rischio di progressione verso nefropatia conclamata.

Irbesartan e albuminuria[modifica]

La riduzione dell'albuminuria può rappresentare un indicatore della risposta renale al trattamento.

Il valore va interpretato insieme a eGFR, pressione arteriosa e quadro clinico.

Perché la creatinina può aumentare all'inizio?[modifica]

Il blocco dell'angiotensina II può ridurre la pressione all'interno del glomerulo.

Questo meccanismo può determinare un aumento iniziale della creatinina, pur contribuendo alla protezione renale a lungo termine nei pazienti appropriati.

Un incremento importante non deve essere considerato automaticamente benigno.

Irbesartan e potassio[modifica]

L'irbesartan può aumentare il potassio perché riduce la stimolazione dell'aldosterone.

L'effetto è particolarmente importante in presenza di insufficienza renale o farmaci risparmiatori di potassio.

Irbesartan e idroclorotiazide[modifica]

L'associazione con Idroclorotiazide può migliorare il controllo della pressione.

Il diuretico tende a favorire la perdita di potassio, mentre l'irbesartan può ridurla.

I due effetti non si compensano necessariamente in modo prevedibile: il monitoraggio rimane necessario.

Irbesartan e tosse[modifica]

La tosse secca persistente è generalmente meno frequente rispetto agli ACE-inibitori, poiché l'irbesartan non inibisce direttamente la degradazione della bradichinina.

Irbesartan e losartan[modifica]

Losartan e irbesartan appartengono entrambi alla classe dei sartani.

Differiscono per farmacocinetica, dosi e caratteristiche cliniche.

Non sono intercambiabili milligrammo per milligrammo.

Irbesartan e valsartan[modifica]

Valsartan e irbesartan condividono il blocco dei recettori AT1.

Le indicazioni autorizzate non sono necessariamente identiche.

Irbesartan e telmisartan[modifica]

Telmisartan presenta un'emivita più lunga rispetto all'irbesartan.

Entrambi possono consentire un controllo pressorio nell'arco delle 24 ore.

Irbesartan e amlodipina[modifica]

L'amlodipina agisce attraverso i canali del calcio.

L'associazione con un sartano può essere utile quando è necessario un controllo pressorio più intenso.

Irbesartan e diabete[modifica]

L'irbesartan non è un farmaco ipoglicemizzante.

La sua indicazione nella nefropatia diabetica riguarda il trattamento antipertensivo e la protezione renale nei pazienti appropriati.

Irbesartan e gravidanza[modifica]

L'irbesartan non deve essere utilizzato nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Chi programma una gravidanza deve concordare una terapia antipertensiva alternativa.

Quali controlli sono utili durante la terapia?[modifica]

  • Pressione arteriosa domiciliare.
  • Creatinina ed eGFR.
  • Potassio.
  • Albuminuria, quando indicata.
  • Valutazione dei sintomi di ipotensione.
  • Controllo dell'idratazione.
  • Revisione dei farmaci concomitanti, soprattutto FANS, diuretici e integratori di potassio.

LINK CORRELATI[modifica]

Antiipertensivi
ACE inibitori Benazepril  • Captopril  • Cilazapril  • Delapril  • Enalapril  • Fosinopril  • Lisinopril  • Moexipril  • Perindopril  • Quinapril  • Ramipril  • Trandolapril  • Zofenopril
Antagonisti dell'angiotensina II Candesartan  • Eprosartan  • Irbesartan  • Losartan  • Olmesartan  • Telmisartan  • Valsartan
Inibitori della renina Aliskiren
Antagonisti α1 Doxazosina (Benur, Cardura, Dedralen, Doxazosina generico compresse, Normothen)  • Terazosina  • Urapidil
Calcioantagonisti Diidropiridinici‎ Amlodipina  • Barnidipina  • Felodipina  • Isradipina  • Lacidipina  • Lercanidipina  • Manidipina  • Nicardipina  • Nifedipina  • Nisoldipina  • Nitrendipina
Benzotiazepine‎ Diltiazem
Fenilalchilamine‎ Gallopamil  • Verapamil
Betabloccanti Betabloccanti Beta1 selettivi (Cardioselettivi) Acebutololo (Sectral)  • Atenololo (Atenol, Atenololo generico, Seles Beta, Tenormin)  • Betaxololo (Kerlon)  • Bisoprololo (Bisoprololo generico, Cardicor, Concor, Congescor, Sequacor)  • Celiprololo (Cordiax)  • Metoprololo (Lopresor, Metoprololo generico, Seloken)  • Nebivololo (Lobivon, Nebilox)
Betabloccanti non selettivi (Beta1 e Beta2 bloccanti) Oxprenololo (Trasitensin)  • Propranololo (Inderal)  • Timololo (Blocadren)
Betabloccanti non selettivi (Beta1, Beta2 bloccanti e Alfa1 bloccanti) Carvedilolo (Carvedilolo generico, Dilatrend...)  • Labetalolo (Ipolab, Trandate)
Betabloccanti con attività simpaticomimetica intrinseca (ISA) Acebutololo (Sectral)  • Celiprololo (Cordiax)
Diuretici Inibitori dell’anidrasi carbonica Acetazolamide
Diuretici dell'ansa Acido etacrinico  • Furosemide  • Torasemide
Diuretici tiazidici Idroclorotiazide
Diuretici tiazido-simili Clortalidone  • Indapamide
Risparmiatori di potassio Amiloride  • Canrenoato di potassio  • Eplerenone  • Spironolattone  • Triamterene