Quinapril
| Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
La quetiapina è un farmaco appartenente agli antipsicotici di seconda generazione, indicato nel trattamento della Schizofrenia e di specifiche manifestazioni del Disturbo bipolare. Alcune formulazioni a rilascio prolungato sono inoltre autorizzate come trattamento aggiuntivo degli episodi depressivi maggiori nei pazienti con risposta insufficiente alla monoterapia antidepressiva. La sua attività farmacologica dipende principalmente dall'antagonismo dei recettori serotoninergici 5-HT2A e dopaminergici D2; il metabolita attivo norquetiapina contribuisce ulteriormente al profilo farmacodinamico. La terapia richiede una valutazione periodica dell'efficacia, della tollerabilità neurologica e dei parametri metabolici.
La quetiapina può causare Sonnolenza, Ipotensione ortostatica, incremento ponderale, alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico e reazioni avverse neurologiche. L'associazione con potenti inibitori del CYP3A4 è controindicata. Le formulazioni a rilascio immediato e prolungato richiedono schemi posologici differenti. La sospensione improvvisa può provocare sintomi da interruzione.
| CARATTERISTICA | INFORMAZIONI |
|---|---|
| Principio attivo | Quetiapina, generalmente sotto forma di fumarato |
| Classe farmacologica | Antipsicotici atipici; derivati dibenzotiazepinici |
| Principali specialità | Seroquel, Seroquel RP, Quetiapina Alter e medicinali equivalenti |
| Indicazioni autorizzate in Italia | Schizofrenia; episodi maniacali e depressivi del Disturbo bipolare; prevenzione delle recidive bipolari nei pazienti precedentemente responsivi; trattamento aggiuntivo della depressione maggiore per specifiche formulazioni a rilascio prolungato |
| Meccanismo d'azione | Antagonismo serotoninergico 5-HT2A e dopaminergico D2; attività antistaminica H1 e antiadrenergica α1; contributo farmacologico della norquetiapina |
| Forme farmaceutiche | Compresse rivestite con film a rilascio immediato; compresse a rilascio prolungato |
| Dosaggio | Dipendente dall'indicazione e dalla formulazione; 300 mg/die nella depressione bipolare; regimi differenti per schizofrenia, mania e trattamento aggiuntivo della depressione maggiore |
| Emivita | Quetiapina circa 7 ore; norquetiapina circa 12 ore |
| Effetti indesiderati comuni | Sonnolenza, Vertigini, Cefalea, secchezza delle fauci, incremento ponderale, alterazioni lipidiche, Stitichezza, Ipotensione ortostatica |
| Rischi principali | Alterazioni metaboliche, iperglicemia, disturbi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna, ipotensione e reazioni cutanee gravi |
| Regime di fornitura | Medicinale soggetto a prescrizione medica; classificazione e condizioni di rimborsabilità secondo specialità e confezione |
Indice
- 1 SPECIALITÀ
- 2 STRUTTURA
- 3 MECCANISMO D'AZIONE
- 4 INDICAZIONI
- 5 CONTROINDICAZIONI
- 6 POSOLOGIA
- 6.1 Principi generali
- 6.2 Schizofrenia: compresse a rilascio immediato
- 6.3 Schizofrenia: compresse a rilascio prolungato
- 6.4 Episodi maniacali: rilascio immediato
- 6.5 Episodi maniacali: rilascio prolungato
- 6.6 Depressione bipolare
- 6.7 Prevenzione delle recidive bipolari
- 6.8 Trattamento aggiuntivo della depressione maggiore: rilascio prolungato
- 6.9 Pazienti anziani
- 6.10 Compromissione epatica
- 6.11 Compromissione renale
- 6.12 Modalità di somministrazione
- 6.13 Sospensione del trattamento
- 7 EMIVITA
- 8 AVVERTENZE
- 8.1 Monitoraggio clinico e metabolico
- 8.2 Aumento del peso corporeo
- 8.3 Alterazioni del metabolismo glucidico
- 8.4 Alterazioni del profilo lipidico
- 8.5 Sonnolenza e sedazione
- 8.6 Ipotensione ortostatica
- 8.7 Acatisia
- 8.8 Discinesia tardiva
- 8.9 Sindrome neurolettica maligna
- 8.10 Prolungamento dell'intervallo QT
- 8.11 Rischio suicidario
- 8.12 Pazienti anziani con demenza
- 8.13 Neutropenia
- 8.14 Reazioni cutanee avverse gravi
- 8.15 Gravidanza
- 8.16 Allattamento
- 9 INTERAZIONI
- 10 EFFETTI COLLATERALI
- 11 CURIOSITÀ
- 11.1 La quetiapina è un antipsicotico o un antidepressivo?
- 11.2 La quetiapina è un sonnifero?
- 11.3 Perché la quetiapina può provocare sonnolenza già a basse dosi?
- 11.4 La quetiapina può determinare aumento di peso?
- 11.5 La quetiapina può alterare la glicemia?
- 11.6 La quetiapina può modificare il colesterolo e i trigliceridi?
- 11.7 La quetiapina è indicata nella depressione bipolare?
- 11.8 La quetiapina può essere associata a un antidepressivo?
- 11.9 La quetiapina può essere utilizzata come monoterapia nella depressione maggiore unipolare?
- 11.10 La quetiapina può causare ipotensione ortostatica?
- 11.11 La quetiapina può provocare movimenti involontari?
- 11.12 La quetiapina può prolungare l'intervallo QT?
- 11.13 La quetiapina può essere sospesa improvvisamente?
- 11.14 La quetiapina causa dipendenza?
- 11.15 La quetiapina è metabolizzata dai reni?
- 11.16 La quetiapina può essere utilizzata nei pazienti con insufficienza renale?
- 11.17 La quetiapina richiede una riduzione della dose nell'insufficienza epatica?
- 11.18 Le compresse a rilascio prolungato possono essere divise?
- 11.19 Quetiapina e olanzapina sono equivalenti?
- 11.20 La quetiapina può aumentare la prolattina?
- 11.21 La quetiapina può essere utilizzata per trattamenti prolungati?
- 11.22 Perché è importante distinguere le formulazioni a rilascio immediato e prolungato?
- 12 LINK CORRELATI
SPECIALITÀ[modifica]
Specialità di riferimento[modifica]
- Quetiapina
- Seroquel — 25 mg compresse rivestite con film; confezione autorizzata da 60 compresse in blister divisibile per dose unitaria.
- Seroquel — 100 mg compresse rivestite con film; confezione autorizzata da 60 compresse in blister divisibile per dose unitaria.
- Seroquel — 200 mg compresse rivestite con film; confezione autorizzata da 60 compresse in blister divisibile per dose unitaria.
- Seroquel — 300 mg compresse rivestite con film; confezione autorizzata da 60 compresse in blister divisibile per dose unitaria.
- Seroquel RP — 50 mg compresse a rilascio prolungato; confezione autorizzata da 60 compresse.
- Seroquel RP — 150 mg compresse a rilascio prolungato; confezione autorizzata da 60 compresse.
- Seroquel RP — 200 mg compresse a rilascio prolungato; confezione autorizzata da 60 compresse.
- Seroquel RP — 300 mg compresse a rilascio prolungato; confezione autorizzata da 60 compresse.
- Seroquel RP — 400 mg compresse a rilascio prolungato; confezione autorizzata da 60 compresse.
Medicinali equivalenti[modifica]
- Quetiapina
- Quetiapina Alter — compresse rivestite con film a rilascio immediato; dosaggi documentati da 25, 100, 200 e 300 mg.
- Quetiapina DOC Generici — compresse rivestite con film a rilascio immediato e compresse a rilascio prolungato; dosaggi e confezioni dipendenti dall'autorizzazione della singola presentazione.
- Quetiapina Teva — compresse rivestite con film a rilascio immediato; dosaggi dipendenti dalla presentazione autorizzata.
- Quetiapina Teva Italia — compresse a rilascio prolungato; dosaggi dipendenti dalla presentazione autorizzata.
Le specialità equivalenti possono presentare differenti dosaggi, confezionamenti e condizioni di commercializzazione. Per la verifica della singola confezione occorre fare riferimento al relativo numero AIC.
Formulazioni a rilascio immediato e prolungato[modifica]
| CONFRONTO DELLE FORMULAZIONI | ||
|---|---|---|
| Caratteristica | Rilascio immediato | Rilascio prolungato |
| Abbreviazione | IR | RP o XR |
| Frequenza di somministrazione | Generalmente due volte al giorno nella schizofrenia e nella mania; una volta alla sera nella depressione bipolare | Generalmente una volta al giorno |
| Tempo al picco plasmatico | Circa 1–2 ore | Circa 6 ore |
| Assunzione con alimenti | Con o senza cibo | Senza cibo o con un pasto leggero, secondo RCP |
| Integrità della compressa | Attenersi alle istruzioni della specifica specialità | Deglutire intera; non dividere, masticare o frantumare |
| Trattamento aggiuntivo della depressione maggiore | Non previsto fra le indicazioni della formulazione IR di riferimento | Previsto per specifiche formulazioni RP |
STRUTTURA[modifica]
La quetiapina è un derivato dibenzotiazepinico appartenente alla classe degli antipsicotici di seconda generazione.
- Formula molecolare della base libera: C21H25N3O2S.
- Massa molecolare della base libera: circa 383,51 g/mol.
- Forma salina comunemente utilizzata: fumarato di quetiapina.
- Codice ATC: N05AH04.
- Metabolita farmacologicamente attivo: norquetiapina (N-desalchilquetiapina).
Caratteristiche strutturali[modifica]
La struttura molecolare comprende un nucleo dibenzotiazepinico e una catena laterale contenente un gruppo piperazinico.
Relazione con altri antipsicotici[modifica]
La quetiapina appartiene alla stessa categoria terapeutica di Olanzapina, Risperidone e Clozapina, ma differisce da questi medicinali per affinità recettoriale, profilo farmacocinetico e tollerabilità.
MECCANISMO D'AZIONE[modifica]
| MECCANISMO D'AZIONE |
|---|
| Antagonismo dei recettori 5-HT2A e D2 |
| ↓ |
| Modulazione della neurotrasmissione serotoninergica e dopaminergica |
| ↓ |
| EFFETTI TERAPEUTICI
Attività antipsicotica Efficacia in specifici episodi del disturbo bipolare |
| ALTRE AZIONI |
| Antagonismo H1: sedazione
Antagonismo α1: ipotensione ortostatica Norquetiapina: inibizione del trasportatore della noradrenalina |
Recettori dopaminergici D2[modifica]
La quetiapina esercita attività antagonista sui recettori dopaminergici D2.
L'azione dopaminergica contribuisce all'efficacia sui sintomi psicotici, fra cui deliri e Allucinazioni.
La sua occupazione recettoriale D2 presenta caratteristiche temporali differenti rispetto a quelle di diversi altri antipsicotici.
Recettori serotoninergici 5-HT2A[modifica]
L'antagonismo dei recettori 5-HT2A, insieme all'attività dopaminergica, contribuisce al profilo antipsicotico atipico.
L'effetto clinico non può tuttavia essere ricondotto a un unico recettore o a un semplice rapporto di affinità recettoriale.
Recettori istaminergici H1[modifica]
La quetiapina presenta una marcata attività antagonista sui recettori H1.
Questa azione contribuisce alla Sonnolenza e alla sedazione, che possono comparire anche a dosi relativamente basse.
L'attività antistaminica può inoltre contribuire all'aumento dell'appetito.
Recettori adrenergici alfa1[modifica]
L'antagonismo dei recettori α1-adrenergici contribuisce alla vasodilatazione periferica e all'Ipotensione ortostatica.
La riduzione della pressione arteriosa può essere accompagnata da tachicardia riflessa, capogiri e, occasionalmente, sincope.
Norquetiapina[modifica]
La norquetiapina è il principale metabolita attivo della quetiapina.
Presenta un profilo farmacologico distinto da quello della molecola originaria.
Fra le attività documentate figurano:
- Inibizione del trasportatore della noradrenalina (NET).
- Attività sui recettori serotoninergici 5-HT1A.
- Antagonismo dei recettori istaminergici.
- Attività antimuscarinica.
L'inibizione del trasportatore della noradrenalina e l'attività serotoninergica della norquetiapina sono considerate possibili componenti dell'effetto antidepressivo.
Relazione fra dose ed effetti farmacologici[modifica]
A basse esposizioni possono risultare particolarmente evidenti la sedazione e gli effetti cardiovascolari mediati dai recettori H1 e α1.
Le dosi utilizzate per il trattamento della schizofrenia e degli episodi dell'umore devono invece essere definite sulla base degli studi clinici e delle indicazioni autorizzate.
La comparsa di sedazione non costituisce un indicatore affidabile dell'efficacia antipsicotica o antidepressiva.
INDICAZIONI[modifica]
Schizofrenia[modifica]
La quetiapina è indicata nel trattamento della Schizofrenia.
Può ridurre la gravità dei sintomi psicotici, inclusi:
- Allucinazioni.
- Deliri.
- Disorganizzazione del pensiero e del comportamento.
- Agitazione associata alla sintomatologia psicotica.
La risposta dei sintomi negativi e cognitivi è variabile.
Episodi maniacali del disturbo bipolare[modifica]
La quetiapina è indicata nel trattamento degli episodi maniacali di gravità da moderata a severa associati al Disturbo bipolare.
La terapia può migliorare:
- Agitazione psicomotoria.
- Irritabilità.
- Accelerazione del pensiero.
- Riduzione patologica del bisogno di sonno.
- Impulsività.
- Eventuali manifestazioni psicotiche.
Episodi depressivi del disturbo bipolare[modifica]
La quetiapina è autorizzata nel trattamento degli episodi depressivi maggiori associati al Disturbo bipolare.
La dose raccomandata è generalmente di 300 mg una volta al giorno, alla sera.
Un eventuale incremento a 600 mg/die deve essere clinicamente giustificato e valutato da un medico esperto nel trattamento del disturbo bipolare.
Prevenzione delle recidive nel disturbo bipolare[modifica]
La quetiapina può essere impiegata per prevenire la ricomparsa di episodi maniacali o depressivi nei pazienti con Disturbo bipolare che abbiano precedentemente risposto al trattamento con lo stesso principio attivo.
L'indicazione non implica che il medicinale sia appropriato come profilassi iniziale per qualsiasi paziente con disturbo bipolare.
Trattamento aggiuntivo della depressione maggiore[modifica]
Specifiche formulazioni a rilascio prolungato sono autorizzate come trattamento aggiuntivo degli episodi depressivi maggiori nei pazienti con risposta insufficiente alla monoterapia antidepressiva.
La quetiapina viene quindi associata al trattamento antidepressivo in corso, dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio.
Questa indicazione non deve essere estesa automaticamente alle formulazioni a rilascio immediato.
Impiego nell'insonnia[modifica]
La quetiapina è talvolta prescritta al di fuori delle indicazioni autorizzate per il trattamento dell'Insonnia.
L'effetto sedativo deriva principalmente dall'antagonismo dei recettori H1.
Tuttavia, la quetiapina non è autorizzata come ipnotico per l'insonnia primaria e il suo impiego routinario per questa finalità non è generalmente raccomandato, considerati i possibili effetti metabolici, cardiovascolari e neurologici.
CONTROINDICAZIONI[modifica]
Ipersensibilità[modifica]
La quetiapina è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
Associazione con potenti inibitori del CYP3A4[modifica]
È controindicata la somministrazione concomitante di quetiapina e potenti inibitori del CYP3A4.
Fra i medicinali riportati nelle informazioni di prodotto figurano:
- Ketoconazolo e altri potenti antimicotici azolici.
- Inibitori della proteasi dell'HIV con marcata attività inibitoria sul CYP3A4.
- Eritromicina.
- Claritromicina.
- Nefazodone.
L'inibizione del CYP3A4 può aumentare considerevolmente l'esposizione sistemica alla quetiapina.
Condizioni che richiedono particolare cautela[modifica]
Le seguenti condizioni non rappresentano necessariamente controindicazioni assolute, ma richiedono un'attenta valutazione clinica:
- Diabete mellito o fattori di rischio metabolico.
- Obesità.
- Dislipidemia.
- Malattie cardiovascolari.
- Predisposizione all'ipotensione.
- Disturbi della conduzione cardiaca.
- Prolungamento dell'intervallo QT.
- Precedenti crisi convulsive.
- Compromissione epatica.
- Età avanzata.
- Demenza.
- Precedenti reazioni extrapiramidali.
POSOLOGIA[modifica]
Principi generali[modifica]
La posologia della quetiapina varia in funzione dell'indicazione terapeutica, della formulazione, dell'età, della funzione epatica e della tollerabilità individuale.
Le compresse a rilascio immediato e quelle a rilascio prolungato richiedono schemi di titolazione differenti.
Le dosi indicate di seguito si riferiscono agli adulti, salvo diversa specificazione.
Schizofrenia: compresse a rilascio immediato[modifica]
La somministrazione è generalmente suddivisa in due dosi giornaliere.
| SCHIZOFRENIA — RILASCIO IMMEDIATO | |
|---|---|
| Giorno di trattamento | Dose giornaliera totale |
| Giorno 1 | 50 mg |
| Giorno 2 | 100 mg |
| Giorno 3 | 200 mg |
| Giorno 4 | 300 mg |
Dal quarto giorno la dose viene adattata alla risposta clinica e alla tollerabilità.
La dose efficace abituale è compresa fra 300 e 450 mg/die.
In base alla risposta individuale, la dose può essere modificata nell'intervallo 150–750 mg/die.
Schizofrenia: compresse a rilascio prolungato[modifica]
Per la formulazione a rilascio prolungato lo schema iniziale di riferimento prevede:
- Giorno 1: 300 mg una volta al giorno.
- Giorno 2: 600 mg una volta al giorno.
La dose giornaliera raccomandata è generalmente 600 mg.
La dose può essere adattata nell'intervallo 400–800 mg/die, secondo risposta e tollerabilità.
La titolazione deve essere più prudente nei pazienti anziani o con particolari fattori di rischio.
Episodi maniacali: rilascio immediato[modifica]
La dose giornaliera totale iniziale viene generalmente suddivisa in due somministrazioni.
| MANIA BIPOLARE — RILASCIO IMMEDIATO | |
|---|---|
| Giorno | Dose giornaliera totale |
| 1 | 100 mg |
| 2 | 200 mg |
| 3 | 300 mg |
| 4 | 400 mg |
Successivamente la dose può essere aumentata gradualmente fino a un massimo di 800 mg/die.
La dose efficace abituale è compresa fra 400 e 800 mg/die.
Episodi maniacali: rilascio prolungato[modifica]
La formulazione a rilascio prolungato viene generalmente somministrata una volta al giorno.
Lo schema iniziale prevede:
- Giorno 1: 300 mg.
- Giorno 2: 600 mg.
La dose può essere successivamente adattata nell'intervallo 400–800 mg/die.
Depressione bipolare[modifica]
La quetiapina viene generalmente somministrata una volta al giorno, alla sera.
| DEPRESSIONE BIPOLARE | |
|---|---|
| Giorno | Dose giornaliera |
| 1 | 50 mg |
| 2 | 100 mg |
| 3 | 200 mg |
| 4 | 300 mg |
La dose raccomandata è di 300 mg/die.
In casi selezionati, un medico esperto nel trattamento del disturbo bipolare può valutare un incremento a 600 mg/die.
Negli studi clinici non è stato dimostrato un beneficio aggiuntivo sistematico della dose di 600 mg rispetto a quella di 300 mg/die.
Prevenzione delle recidive bipolari[modifica]
Nei pazienti che hanno risposto al trattamento dell'episodio acuto, la terapia può essere proseguita alla dose risultata efficace.
Il mantenimento richiede una valutazione periodica del beneficio clinico e degli effetti indesiderati.
Trattamento aggiuntivo della depressione maggiore: rilascio prolungato[modifica]
Per le formulazioni a rilascio prolungato autorizzate come trattamento aggiuntivo, lo schema di riferimento prevede:
- Giorni 1 e 2: 50 mg una volta al giorno.
- Giorni 3 e 4: 150 mg una volta al giorno.
- Successivamente: 150 mg/die, con possibilità di aumento a 300 mg/die quando clinicamente indicato.
La necessità di aumentare la dose deve essere valutata considerando il rischio di reazioni avverse.
Pazienti anziani[modifica]
Negli anziani la clearance della quetiapina può essere ridotta.
È quindi raccomandata una titolazione più graduale.
Per alcune formulazioni a rilascio prolungato è prevista una dose iniziale di 50 mg/die, con incrementi successivi secondo la tollerabilità.
L'indicazione per la depressione bipolare e gli altri impieghi devono essere valutati con particolare cautela nei pazienti anziani.
Compromissione epatica[modifica]
La quetiapina viene metabolizzata ampiamente dal fegato.
Nei pazienti con compromissione epatica, per la formulazione a rilascio immediato può essere appropriata una dose iniziale di 25 mg/die, con incrementi graduali.
Per le formulazioni a rilascio prolungato, la dose iniziale indicata nel RCP è generalmente di 50 mg/die.
Compromissione renale[modifica]
Non è generalmente necessario un aggiustamento posologico specifico in base alla funzione renale.
Devono comunque essere considerate l'età, le comorbilità e la tollerabilità individuale.
Modalità di somministrazione[modifica]
Le compresse a rilascio immediato possono essere assunte con o senza cibo.
Le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte senza cibo o con un pasto leggero, secondo le indicazioni del RCP.
Le compresse a rilascio prolungato devono essere deglutite intere, senza dividerle, masticarle o frantumarle.
Sospensione del trattamento[modifica]
La sospensione improvvisa può determinare sintomi da interruzione, tra cui:
Quando clinicamente possibile, si raccomanda una riduzione graduale della dose nell'arco di almeno una o due settimane, secondo il RCP e la valutazione medica.
EMIVITA[modifica]
Parametri farmacocinetici[modifica]
| Parametro | Caratteristiche |
|---|---|
| Assorbimento orale | Buono; velocità dipendente dalla formulazione |
| Tempo al picco plasmatico, rilascio immediato | Circa 1–2 ore |
| Tempo al picco plasmatico, rilascio prolungato | Circa 6 ore |
| Legame alle proteine plasmatiche | Circa 83% |
| Metabolismo | Epatico, prevalentemente CYP3A4 |
| Emivita della quetiapina | Circa 7 ore |
| Emivita della norquetiapina | Circa 12 ore |
| Eliminazione | Prevalentemente sotto forma di metaboliti, attraverso urine e feci |
Assorbimento[modifica]
La quetiapina è assorbita dopo somministrazione orale.
La formulazione a rilascio immediato raggiunge il picco plasmatico più rapidamente rispetto a quella a rilascio prolungato.
Distribuzione[modifica]
Il legame alle proteine plasmatiche è di circa l'83%.
Metabolismo epatico[modifica]
Il metabolismo della quetiapina avviene prevalentemente attraverso il CYP3A4.
La formazione della norquetiapina contribuisce all'attività farmacologica complessiva.
Eliminazione[modifica]
La quota di principio attivo eliminata immodificata è limitata.
L'eliminazione avviene principalmente dopo biotrasformazione epatica.
Significato clinico dell'emivita[modifica]
L'emivita della molecola originaria è relativamente breve, ma l'attività del metabolita norquetiapina e le caratteristiche delle formulazioni influenzano la durata complessiva degli effetti.
La frequenza di somministrazione deve essere stabilita in base alla formulazione e all'indicazione, non soltanto all'emivita.
AVVERTENZE[modifica]
Monitoraggio clinico e metabolico[modifica]
| MONITORAGGIO DURANTE LA TERAPIA | |
|---|---|
| PARAMETRI DA MONITORARE | Peso corporeo, pressione arteriosa, glicemia o HbA1c, profilo lipidico, tollerabilità neurologica |
| SITUAZIONI CHE RICHIEDONO CAUTELA | Sedazione marcata, ipotensione ortostatica, aumento ponderale, alterazioni metaboliche, interazioni farmacologiche |
| EVENTI GRAVI | Sindrome neurolettica maligna, gravi reazioni cutanee, neutropenia grave, grave scompenso glicemico, aritmie in pazienti predisposti |
Aumento del peso corporeo[modifica]
L'incremento ponderale è una reazione avversa nota della quetiapina.
Il peso deve essere monitorato prima e durante il trattamento.
La presenza di aumento ponderale può contribuire al peggioramento del rischio cardiometabolico.
Alterazioni del metabolismo glucidico[modifica]
Durante il trattamento sono stati segnalati:
- Iperglicemia.
- Comparsa di Diabete mellito.
- Peggioramento del controllo glicemico nei pazienti diabetici.
- Raramente, chetoacidosi diabetica o coma iperglicemico.
Il monitoraggio è particolarmente importante nei pazienti con fattori di rischio metabolico.
Alterazioni del profilo lipidico[modifica]
La quetiapina può determinare:
- Aumento dei trigliceridi.
- Aumento del colesterolo totale e LDL.
- Riduzione del colesterolo HDL.
È raccomandata una valutazione periodica del profilo lipidico.
Sonnolenza e sedazione[modifica]
La Sonnolenza compare frequentemente durante le prime fasi del trattamento.
Può compromettere la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari.
Una sedazione intensa o persistente richiede una rivalutazione clinica.
Ipotensione ortostatica[modifica]
L'antagonismo dei recettori α1-adrenergici può provocare Ipotensione ortostatica, soprattutto durante la titolazione.
Possono verificarsi capogiri, tachicardia riflessa e sincope.
Acatisia[modifica]
L'acatisia è caratterizzata da irrequietezza motoria e sensazione soggettiva di incapacità a rimanere fermi.
Può comparire nelle prime settimane di trattamento.
Un aumento della dose può aggravare il disturbo.
Discinesia tardiva[modifica]
La discinesia tardiva consiste nella comparsa di movimenti involontari, spesso a carico del distretto oro-bucco-linguale.
La comparsa di segni compatibili richiede la rivalutazione della terapia.
Sindrome neurolettica maligna[modifica]
La sindrome neurolettica maligna è una reazione rara e potenzialmente fatale.
Le manifestazioni possono comprendere:
- Ipertermia.
- Rigidità muscolare.
- Alterazione dello stato di coscienza.
- Instabilità neurovegetativa.
- Aumento della creatinchinasi.
La sospetta sindrome neurolettica maligna richiede assistenza medica urgente.
Prolungamento dell'intervallo QT[modifica]
La quetiapina richiede cautela nei pazienti con fattori predisponenti al prolungamento dell'intervallo QT.
Il rischio può aumentare in presenza di:
- Alterazioni elettrolitiche.
- Cardiopatie.
- Bradicardia.
- Associazione con altri medicinali che prolungano il QT.
- Sovradosaggio.
Rischio suicidario[modifica]
I pazienti con disturbi depressivi e Disturbo bipolare devono essere monitorati per l'eventuale comparsa o peggioramento dell'ideazione suicidaria.
Particolare attenzione è necessaria nelle prime fasi del trattamento e durante le modifiche posologiche.
Pazienti anziani con demenza[modifica]
Gli antipsicotici sono associati a un aumento della mortalità nei pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza.
È stato inoltre segnalato un aumento del rischio di eventi cerebrovascolari con alcuni antipsicotici.
La quetiapina non è autorizzata per il trattamento della psicosi correlata alla demenza.
Neutropenia[modifica]
Sono stati riportati casi di neutropenia grave.
La comparsa di febbre, infezioni ricorrenti o altri segni suggestivi di alterazioni ematologiche richiede valutazione medica.
Reazioni cutanee avverse gravi[modifica]
Sono state segnalate reazioni cutanee gravi, comprese:
- Sindrome di Stevens-Johnson.
- Necrolisi epidermica tossica.
- Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
La comparsa di eruzione cutanea estesa associata a febbre, lesioni mucose o compromissione sistemica richiede valutazione urgente.
Gravidanza[modifica]
La somministrazione durante la gravidanza richiede un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio.
L'esposizione durante il terzo trimestre può essere associata a manifestazioni extrapiramidali o sintomi da sospensione nel neonato.
Allattamento[modifica]
La decisione di proseguire l'allattamento o il trattamento deve essere individualizzata, considerando i benefici per la madre e i potenziali rischi per il lattante.
INTERAZIONI[modifica]
Principali interazioni farmacologiche[modifica]
| Farmaco o classe | Meccanismo | Conseguenza clinica |
|---|---|---|
| Ketoconazolo, Claritromicina, Eritromicina | Potente inibizione del CYP3A4 | Associazione controindicata |
| Carbamazepina, Fenitoina | Induzione enzimatica | Riduzione dell'esposizione alla quetiapina e possibile perdita di efficacia |
| Diazepam, Lorazepam e altri sedativi | Effetti depressivi additivi sul sistema nervoso centrale | Maggiore sedazione e compromissione psicomotoria |
| Antipertensivi | Effetti ipotensivi additivi | Ipotensione ortostatica e rischio di cadute |
| Medicinali che prolungano il QT | Potenziale sommazione degli effetti elettrofisiologici | Maggiore rischio aritmico nei pazienti predisposti |
| Alcol | Effetti sedativi additivi | Riduzione della vigilanza e della coordinazione |
Inibitori del CYP3A4[modifica]
Il CYP3A4 rappresenta la principale via metabolica della quetiapina.
L'associazione con potenti inibitori di questo enzima è controindicata, poiché può determinare un marcato aumento dell'esposizione sistemica.
Induttori enzimatici[modifica]
Carbamazepina e Fenitoina possono ridurre significativamente le concentrazioni plasmatiche della quetiapina.
L'inizio o la sospensione di un induttore può richiedere una rivalutazione della terapia.
Benzodiazepine e altri sedativi[modifica]
L'associazione con Diazepam, Lorazepam e altri medicinali sedativi può aumentare la sonnolenza e compromettere le capacità psicomotorie.
Antipertensivi[modifica]
La quetiapina può potenziare gli effetti ipotensivi di altri medicinali.
È necessaria cautela soprattutto all'inizio della terapia e durante la titolazione.
Farmaci che prolungano l'intervallo QT[modifica]
L'associazione con medicinali che possono prolungare l'intervallo QT richiede una valutazione del rischio cardiaco individuale.
Antidepressivi serotoninergici[modifica]
Sono state riportate manifestazioni compatibili con sindrome serotoninergica durante l'impiego concomitante di quetiapina e medicinali serotoninergici.
Il rischio deve essere valutato considerando l'intera terapia farmacologica.
Succo di pompelmo[modifica]
Il succo di pompelmo può inibire il CYP3A4 intestinale e aumentare l'esposizione alla quetiapina.
Il consumo non è raccomandato durante il trattamento.
EFFETTI COLLATERALI[modifica]
Classificazione delle frequenze[modifica]
Le reazioni avverse sono classificate secondo le convenzioni utilizzate nei RCP:
- Molto comune: frequenza pari o superiore a 1/10.
- Comune: frequenza pari o superiore a 1/100 e inferiore a 1/10.
- Non comune: frequenza pari o superiore a 1/1.000 e inferiore a 1/100.
- Rara: frequenza pari o superiore a 1/10.000 e inferiore a 1/1.000.
- Molto rara: frequenza inferiore a 1/10.000.
- Non nota: frequenza non stimabile dai dati disponibili.
La frequenza di una reazione avversa può variare in funzione dell'indicazione, della dose, della popolazione e della formulazione.
Reazioni avverse molto comuni[modifica]
Fra le reazioni avverse e le alterazioni di laboratorio classificate come molto comuni nei RCP figurano:
- Sonnolenza.
- Vertigini.
- Cefalea.
- Secchezza delle fauci.
- Incremento ponderale.
- Sintomi da interruzione del trattamento.
- Aumento dei trigliceridi sierici.
- Aumento del colesterolo totale, prevalentemente della frazione LDL.
- Riduzione del colesterolo HDL.
- Riduzione dell'emoglobina.
- Sintomi extrapiramidali, secondo i dati aggregati delle indicazioni cliniche.
Reazioni avverse comuni[modifica]
Fra le reazioni avverse comuni figurano:
- Stitichezza.
- Dispepsia.
- Ipotensione ortostatica.
- Tachicardia.
- Aumento dell'appetito.
- Astenia.
- Edema periferico.
- Visione offuscata.
- Alterazioni della glicemia.
- Alterazioni degli enzimi epatici.
Effetti metabolici[modifica]
La terapia può essere associata a:
- Aumento del peso corporeo.
- Alterazioni del profilo lipidico.
- Iperglicemia.
- Comparsa o peggioramento del Diabete mellito.
Raramente sono stati segnalati gravi scompensi metabolici, compresa la chetoacidosi diabetica.
Effetti neurologici[modifica]
Le manifestazioni neurologiche possono comprendere:
- Sedazione.
- Acatisia.
- Tremore.
- Altri sintomi extrapiramidali.
- Discinesia tardiva.
- Alterazioni della coordinazione.
- Crisi convulsive in casi non comuni.
Effetti cardiovascolari[modifica]
Possono verificarsi:
- Ipotensione ortostatica.
- Tachicardia.
- Sincope.
- Alterazioni elettrocardiografiche.
- Prolungamento dell'intervallo QT, soprattutto in presenza di fattori predisponenti.
Effetti ematologici[modifica]
Sono state riportate alterazioni ematologiche, fra cui:
- Leucopenia.
- Neutropenia.
- Trombocitopenia.
- Agranulocitosi.
La frequenza e la rilevanza clinica dipendono dalla specifica alterazione.
Reazioni avverse gravi[modifica]
Fra le reazioni avverse gravi segnalate figurano:
- Sindrome neurolettica maligna.
- Discinesia tardiva.
- Neutropenia grave e agranulocitosi.
- Gravi reazioni cutanee.
- Grave iperglicemia e chetoacidosi diabetica.
- Aritmie ventricolari in pazienti predisposti.
- Sindrome serotoninergica.
Sovradosaggio[modifica]
Il sovradosaggio può determinare:
- Sedazione marcata.
- Tachicardia.
- Ipotensione.
- Alterazione dello stato di coscienza.
- Depressione respiratoria.
- Alterazioni elettrocardiografiche.
- Coma nei casi gravi.
Non è disponibile un antidoto specifico.
Il trattamento è prevalentemente di supporto e richiede monitoraggio clinico e cardiorespiratorio.
CURIOSITÀ[modifica]
La quetiapina è un antipsicotico o un antidepressivo?[modifica]
La quetiapina è classificata come antipsicotico di seconda generazione.
Possiede tuttavia indicazioni terapeutiche anche per la depressione bipolare e, in specifiche formulazioni a rilascio prolungato, come trattamento aggiuntivo nella depressione maggiore.
La quetiapina è un sonnifero?[modifica]
No.
La sedazione è un effetto farmacologico della quetiapina, ma l'insonnia primaria non costituisce un'indicazione autorizzata.
Perché la quetiapina può provocare sonnolenza già a basse dosi?[modifica]
L'antagonismo dei recettori istaminergici H1 è rilevante anche a basse esposizioni.
Questo effetto può determinare sedazione senza che siano necessariamente raggiunte le dosi utilizzate per il trattamento dei disturbi psicotici.
La quetiapina può determinare aumento di peso?[modifica]
Sì.
L'incremento ponderale è una reazione avversa nota e richiede un monitoraggio periodico.
La quetiapina può alterare la glicemia?[modifica]
Sì.
Può causare Iperglicemia e contribuire alla comparsa o al peggioramento del Diabete mellito.
La quetiapina può modificare il colesterolo e i trigliceridi?[modifica]
Sì.
Sono documentate alterazioni del profilo lipidico, comprese variazioni del colesterolo LDL, HDL e dei trigliceridi.
La quetiapina è indicata nella depressione bipolare?[modifica]
Sì.
La dose raccomandata è generalmente di 300 mg una volta al giorno, alla sera.
La quetiapina può essere associata a un antidepressivo?[modifica]
Sì, quando clinicamente indicato.
Specifiche formulazioni a rilascio prolungato sono autorizzate come trattamento aggiuntivo nella depressione maggiore con risposta insufficiente alla monoterapia antidepressiva.
La quetiapina può essere utilizzata come monoterapia nella depressione maggiore unipolare?[modifica]
L'indicazione autorizzata per le formulazioni a rilascio prolungato riguarda il trattamento aggiuntivo, non la monoterapia della depressione maggiore unipolare.
La quetiapina può causare ipotensione ortostatica?[modifica]
Sì.
L'effetto è attribuito principalmente all'antagonismo dei recettori α1-adrenergici ed è particolarmente rilevante durante la titolazione.
La quetiapina può provocare movimenti involontari?[modifica]
Sì.
Sono possibili reazioni extrapiramidali e, meno frequentemente, discinesia tardiva.
La quetiapina può prolungare l'intervallo QT?[modifica]
Sì, soprattutto in presenza di fattori predisponenti, sovradosaggio o interazioni farmacologiche.
La quetiapina può essere sospesa improvvisamente?[modifica]
La sospensione brusca non è generalmente raccomandata.
Può determinare insonnia, nausea, cefalea, vertigini e altri sintomi da interruzione.
La quetiapina causa dipendenza?[modifica]
La quetiapina non presenta il tipico profilo di dipendenza delle benzodiazepine.
Sono tuttavia documentati fenomeni di uso improprio e sintomi da sospensione.
Questi aspetti devono essere distinti dalla dipendenza farmacologica propriamente detta.
La quetiapina è metabolizzata dai reni?[modifica]
No.
Il metabolismo avviene prevalentemente nel fegato attraverso il CYP3A4.
I metaboliti vengono successivamente eliminati attraverso diverse vie, inclusa quella renale.
La quetiapina può essere utilizzata nei pazienti con insufficienza renale?[modifica]
In genere non richiede una riduzione posologica standard basata esclusivamente sulla funzione renale.
La scelta terapeutica deve comunque considerare il quadro clinico complessivo.
La quetiapina richiede una riduzione della dose nell'insufficienza epatica?[modifica]
Può essere necessaria una dose iniziale inferiore e una titolazione più graduale, poiché il metabolismo è prevalentemente epatico.
Le compresse a rilascio prolungato possono essere divise?[modifica]
No.
Devono essere deglutite intere, senza essere divise, masticate o frantumate.
Quetiapina e olanzapina sono equivalenti?[modifica]
No.
Quetiapina e Olanzapina appartengono entrambe agli antipsicotici di seconda generazione, ma differiscono per indicazioni, proprietà farmacologiche e profilo di tollerabilità.
La quetiapina può aumentare la prolattina?[modifica]
Sì, sebbene il suo effetto sulla prolattina sia generalmente inferiore rispetto a quello di alcuni altri antipsicotici.
Possono comunque verificarsi aumenti clinicamente significativi.
La quetiapina può essere utilizzata per trattamenti prolungati?[modifica]
Sì, quando il beneficio clinico giustifica la prosecuzione della terapia.
Durante il trattamento devono essere rivalutati periodicamente efficacia, tollerabilità, peso corporeo, parametri metabolici e possibili disturbi del movimento.
Perché è importante distinguere le formulazioni a rilascio immediato e prolungato?[modifica]
Le due formulazioni presentano differenti profili di assorbimento e schemi di titolazione.
Anche le indicazioni autorizzate possono differire.
La sostituzione di una formulazione con l'altra richiede quindi una valutazione medica.
